Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00138 presentata da BIANCO GERARDO (DEMOCRATICO CRISTIANO) in data 19930129
La Camera, premesso che: in due successivi incontri con gli onorevoli Sottosegretari Mazzuconi e Murmura, in rappresentanza del Governo, gli Assessori per l'immigrazione dei principali comuni metropolitani hanno recentemente insistito sulla necessita' di individuare soluzioni che favoriscano l'emersione dalla clandestinita' e dal lavoro nero di quegli immigrati che possano certificare lo svolgimento di lavoro permanente o stagionale, e/o i cui datori di lavoro siano disposti a regolarizzarli, in modo da alleggerire i problemi sociali e le tensioni nel mercato del lavoro create dalla presenza di lavoratori immigrati forzatamente "irregolari"; analoghe proposte, insieme all'esigenza di favorire i ricongiungimenti familiari "di fatto" e di ammettere al lavoro regolare i rifugiati ed i richiedenti asilo, sono state avanzate nello scorso dicembre in diversi incontri, presso i Ministeri del lavoro, dell'interno e degli affari esteri, dai rappresentanti dei Patronati sindacali Cgil, Cisl, Uil ed Acli e dai rappresentanti del volontariato laico e religioso; ancora, sulle stesse linee si sono espressi quasi quaranta deputati di sei diversi gruppi parlamentari, in un'interpellanza inoltrata alla Camera lo scorso 19 novembre; in tutte queste diverse istanze ed incontri si individuava, come lo strumento "a breve" piu' facilmente utilizzabile, il decreto annuale sui "flussi d'immigrazione" previsto dall'articolo 2 della legge n. 39 del 1990, il quale avrebbe potuto, a differenza delle due precedenti edizioni del 1990 e del 1992, prevedere non solo l'ingresso di lavoratori a chiamata nominativa (verificatosi sinora in pratica quasi soltanto per i/le "colf"), ma la regolarizzazione di quanti, gia' presenti in Italia, possano certificare un rapporto o un'offerta di lavoro; viceversa, il decreto interministeriale elaborato dall'apposito "gruppo ad hoc" presso la Farnesina e pubblicato lo scorso 11 gennaio 1993 non solo non prevede alcuna misura per l'emersione dei rapporti di lavoro "irregolari" gia' in atto in Italia, ma conferma quelle modalita' di chiamata all'estero (nominativa, con obbligo di verifica dell'indisponibilita' di manodopera italiana equivalente e con offerta di lavoro ed alloggio da parte datoriale) che con tutta evidenza non consentono l'ingresso di manodopera, come dimostra il numero irrisorio di ingressi per lavoro nel 1992 (circa 21.000 in tutto, dei quali due terzi per vero o presunto lavoro familiare); il Governo non ha neppure osservato le indicazioni fornite dalla I Commissione della Camera, la quale in sede referente, nelle sue sedute del 18 e del 21 dicembre, raccomandava che il decreto non concernesse solo gli aspetti normativi e quantitativi degli ingressi ma, come impone la stessa legge n. 39 del 1990, le misure volte all'integrazione sociale degli immigrati; questa normativa, unita alla perdurante assenza di regolamentazione del lavoro stagionale degli immigrati (prevista dalla legge ma sinora inattuata) e alle restrizioni sui ricongiungimenti familiari "di fatto" e sull'accesso al lavoro dei rifugiati e richiedenti asilo, rischia di incentivare - invece di combatterla - l'irregolarita' negli ingressi e nelle condizioni di vita e di lavoro in Italia, con pesanti effetti di emarginazione e disgregazione sociale in particolare nelle aree metropolitane; impegna il Governo 1) ad individuare al piu' presto un'unica ed autorevole responsabilita' istituzionale sul complesso dei problemi dell'immigrazione; 2) ad intervenire sulla materia, attraverso apposite misure normative con procedura d'urgenza, al fine di combattere l'estensione del lavoro nero e di consentire l'emersione di tutte le situazioni in vario modo regolarizzabili e l'accesso dei rifugiati, dei nomadi, dei lavoratori immigrati e delle loro famiglie al mercato del lavoro regolare, agli alloggi ed ai servizi sociali e sanitari; 3) a dare attuazione urgente al dettato dell'articolo 11 legge n. 39 del 1990 per quanto concerne l'istituzione ai valichi di frontiera dei centri di informazione e prima accoglienza per immigrati e i richiedenti asilo, in collaborazione con le associazioni di tutela dei diritti umani e degli immigrati; 4) a provvedere senza ulteriori rinvii, per la parte di propria competenza, alla ratifica ed all'inserimento nella legislazione italiana della "Convenzione ONU sui diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie", gia approvata e sottoscritta in sede di Nazioni Unite nel dicembre 1990. (1-00138)