Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00540 presentata da BOATO MARCO (FEDERAZIONE DEI VERDI) in data 19930205
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri dell'ambiente e dell'agricoltura e foreste, per sapere - premesso che: la gestione di un parco e' notoriamente difficile per tante ragioni ed in Italia specialmente per mancanza di sperimentazione, la quale esige norme adeguate, finanziamenti certi, competenze specifiche, intraprendenza e coraggio; l'esperimento attuato da circa un decennio di gestione decentrata del Parco nazionale dello Stelvio nel settore trentino, mediante l'ufficio di Male' (distaccato dell'amministrazione-ufficio di Bormio, alle dipendenze del Ministero dell'agricoltura e foreste) rappresenta una delle poche acquisizioni positive in Italia, e nella provincia di Trento in particolare; gli aspetti positivi dello "Stelvio trentino" (che non escludono problemi e difficolta') si possono cosi' riassumere: a) gestione attiva del parco (non cioe' limitata alla semplice "vigilanza", passiva e repressiva), mediante cura e controllo territoriale, vegetazionale e faunistico, organizzazione e promozione di visite guidate, da parte di un consistente organico diretto dal dottor Osvaldo Zecchini); b) rapporto permanente con le amministrazioni comunali (Peio, Rabbi e Male') e con l'economia locale, mediante l'attivazione di "centri-visitatori", l'utilizzo sistematico di operai stagionali, la frequenza alberghiera indotta nelle mezze stagioni; c) collaborazione con la provincia autonoma per ogni iniziativa di interesse comune, in attesa della costituzione del consorzio per la gestione del parco nazionale (previsto dal decreto del Presidente della Repubblica n. 279 del 1974 - integrato dalla legge-quadro sulle aree protette, n. 394 del 1991 - tra lo Stato, le province autonome di Bolzano-Bozen e Trento e la regione Lombardia, nei cui territori si estende); l'applicazione della norma d'attuazione statutaria relativa al Parco nazionale dello Stelvio ha una storia lunga e controversa, dipendente soprattutto dalla particolare situazione dell'Alto Adige-Sudtirol e dalla "estraneita'" con cui il parco nazionale e' stato percepito per decenni; l'attuale legislatura provinciale-regionale (avviatasi nel 1989) ha tuttavia permesso un autentico "disgelo" nei rapporti tra provincia autonoma di Bolzano-Bozen e Stato, agevolato dal ruolo propositivo del Trentino (assessorato all'ambiente e verdi) e dall'entrata in campo del recente Ministero dell'ambiente; il frutto piu' recente di questo nuovo clima e' costituito dall'"accordo di Lucca", schema di intesa per la costituzione del consorzio, sottoscritto - dopo diversi incontri di lavoro - dai rappresentanti istituzionali di Lombardia, Alto Adige-Sudtirol e Trentino col Sottosegretario all'ambiente, Piero Angelini, a fine marzo 1992; e' a questo Ministero infatti che vengono trasferite "le competenze esercitate", ai sensi delle leggi vigenti, dal Ministero dell'agricoltura e foreste in materia di parchi nazionali" e di nuovi parchi e riserve (legge n. 349 del 1986); l'anno 1992 e' dunque importante per la conclusione del "passaggio delle consegne" tra i due Ministeri; tale passaggio, che risulterebbe possibile in termini generali (sui parchi nazionali), e' certamente maturo nel caso specifico e necessario a garantire il mantenimento del livello funzionale, gestionale e culturale raggiunto nel settore trentino dello Stelvio; invece tra il 1992 e il gennaio 1993 succede l'imprevedibile: a) rimane congelato il lavoro di completamento del centro-visitatori di Cogolo-Peio - presumibilmente gia' finanziato -, opera essenziale (insieme a quello di Rabbi, realizzato in collaborazione con la provincia) per il funzionamento del parco e nei rapporti con il comune, la popolazione locale, i visitatori esterni; b) l'amministrazione di Bormio, chiamata a un confronto pubblico sul futuro del parco (che appare "in smobilitazione" dopo il licenziamento di 19 operai stagionali), non partecipa ad un covegno locale (ottobre 1992, subito dopo l'"accordo di Lucca"), in cui il responsabile dell'ufficio di Male' - dottor Zecchini - sostiene l'urgenza di attuare il consorzio per il parco; c) a meta' gennaio 1993, la stessa amministrazione-ufficio di Bormio sospende ogni attivita' (tra cui quella dei centri-visitatori), salvo la pura e semplice vigilanza, nei settori trentino e sudtirolese del parco; d) la direzione ministeriale delle foreste comunica al dottor Zecchini (con funzioni di vicedirettore del parco per il settore trentino) l'immediato trasferimento a Verona (quale addetto al coordinamento provinciale del Corpo forestale dello Stato - CFS); e) viene soppressa la sede distaccata di Male' (ufficio istituito nel maggio 1983, per agevolare i rapporti con la provincia ed i comuni) a seguito di un decreto ministeriale del 22 dicembre 1992 (agricoltura e foreste) -: 1) se il Governo sia a conoscenza dei fatti segnalati in premessa ed in particolare quale giudizio dia sui danni che derivano al Parco nazionale dello Stelvio - settore trentino - in seguito al mancato coordinamento fra i Ministeri competenti e la provincia autonoma di Trento, nelle more di attivazione del consorzio previsto dalla norma di attuazione statutaria del 1974 e delineato specificatamente nello "schema di intesa" di Lucca; 2) se il Governo non intenda emanare tempestivamente disposizioni idonee ad evitare - in attesa che il consorzio di gestione del parco diventi operativo - che si proceda allo smantellamento delle strutture dipendenti dal Ministero dell'agricoltura e foreste onde evitare rilevanti conseguenze per l'operativita' del parco stesso. (2-00540)