Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00549 presentata da TASSI CARLO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930216
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere: se il Governo abbia bene inteso, nonostante le deformazioni della stampa e dei mezzi di informazione radiotelevisivi, pubblico e privati, la richiesta fatta dal dottor Antonio di Pietro, sostituto procuratore emerito della Procura della Repubblica presso il tribunale di Milano a proposito di: trovare una soluzione politica al fenomeno delle "tangenti"; vale a dire della corruzione e degli scandali politici, richiesta che non venne inoltrata con il fine di trovare sanatorie di qualsivoglia genere ma al solo scopo di provvedere immediatamente ad un nuovo regime giuridico degli appalti delle opere e dei servizi pubblici, che possa escludere in radice, tali degenerazioni delinquenziali, ormai, peraltro accertate e accettate "norme" di comportamento sia dei politici, come dei funzionari pubblici come degli imprenditori privati, almeno nella stragrande maggioranza. A tale proposito gia' da tempo giacciono in Parlamento proposte di legge cosi' come era stato annunciato un disegno di legge, del nuovo "regime degli appalti pubblici" che dovra', ma al piu' presto essere fondato su ben chiari pri'ncipi: di "affidamento di appalti solo ad imprese che abbiano la capacita' e la forza sia di capitale come di lavoro, di eseguire interamente l'opera appaltata"; di "durata fissa, non superiore a tre anni dell'opera appaltanda"; di "prezzo fisso che gia' tenga conto delle eventuali indennita' per inflazione"; dell'obbligo "di manutenzione delle opere appaltande e costruende, per dieci anni; del divieto di subappalto, salvo le opere specialistiche di impianti sussidiari (elettrico, idraulico e simili); del divieto di "perizie suppletive" o simili marchingegni e artifizi, che hanno consentito in questi decenni del dopoguerra di approntare quel vero e proprio sistema di tangentopoli che consentiva di far prendere il lavoro e aggiudicare la gara all'"amico" o all'"amico degli amici" o al compagno o al "compagno dei compagni" a vil prezzo, poi ragguagliato, anche in esubero, sulla quantita' e qualita' dell'opera dopo l'aggiudicazione; per quali motivi mentre a Chieti per una scuola appaltata a un prezzo inferiore al logico e al vero e non finita, sia stata giustamente arrestata tutta una giunta municipale e diversi funzionari, a Piacenza la ristrutturazione della scuola di San Lazzaro, quartiere all'estremo est di quella citta', e' stata appaltata su un valore di 500 milioni di prezzo di gara, a 300 milioni alla solita "cooperativa" di amici degli amici. L'opera non e' mai stata finita e nessuna azione e' stata intrapresa contro l'inadempiente cooperativa, nemmeno, hanno avuto il "solito coraggio" della solita "perizia suppletiva", ma nessuno, neanche l'autorita' inquirente ha fatto nulla, nonostante esposti e denunce di interessati; quali motivi politici hanno impedito sino ad oggi al Governo di dare una normativa di quel tipo. (2-00549)