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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00830 presentata da MICHIELON MAURO (LEGA NORD) in data 19930216

Ai Ministri della marina mercantile, dell'ambiente e del lavoro e previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: in data 26 gennaio 1993 il Comitato per la salvaguardia di Venezia ha deliberato a livello politico, con in testa il Ministro dell'ambiente, d'interdire per motivi di sicurezza l'accesso al porto di Venezia alle petroliere e a tutte le navi che portano prodotti chimici; in data 16 febbraio 1993 si terra' un incontro tra alcuni ministri e i rappresentanti delle citta' di Ravenna e Trieste, i cui porti dovrebbero recepire il traffico delle petroliere che attualmente verte su Venezia, per avere l'assenso all'operazione; per essere coerenti con chi afferma, per ora solo a parole, di voler evitare di fare di Venezia una citta' museo, non e' pensabile limitarsi a parlare dello spostamento delle petroliere senza avere un reale progetto atto, non solo a salvaguardare il livello occupazionale degli operatori del porto e dell'indotto conseguente, ma anche a rilanciare in modo organico la portualita' veneziana nel suo complesso -: quale sia il grado di sicurezza dei porti italiani e, in particolare, quello in cui operano petroliere, anche perche' ci risulta che in fatto di sicurezza il porto di Venezia sia uno dei primi al mondo, a differenza di quelli di Ravenna e Trieste; se non si ritenga che vietare l'accesso alle petroliere a Venezia non sia solo un modo per spostare il problema del pericolo di inquinamento. Infatti, deviando il traffico su Trieste si andrebbe ad aumentare il pericolo di inquinamento delle spiagge venete visto che, nel caso dovesse malauguratamente verificarsi un grave incidente ad una nave cisterna carica nel golfo di Trieste, nel giro di poche ore la corrente costante di Sud-Ovest porterebbe le sostanze inquinanti lungo le spiagge venete ed all'interno delle lagune, in ragione degli esistenti flussi mareometrici del tipo semidiurno; se vi sia la volonta' di rilanciare il porto di Venezia e in che modo, visto che da ben tre anni il provveditorato al porto chiede inutilmente al Ministro per l'ambiente il nulla osta per l'escavazione dei fondali dei canali portuali, stante che il mancato ripristino di tali fondali sta comportando dirottamenti di navi in altri porti, con gravissimi danni economici; la reale quantificazione delle persone che rischiano il posto di lavoro, attesa la confusione di cifre che regna rispetto a questo argomento, cifre che vanno dalle 200 persone alle 3.000 e come si pensa di riconvertire la professionalita' di questi lavoratori; quale impatto ambientale avrebbe l'eventuale costruzione dell'oleodotto, nonche' quale sia la tendenza mondiale rispetto alla raffinazione del greggio, stante che ci risulta essere quella di raffinarlo direttamente nei paesi di produzione, il che farebbe prevedere un'inutile spesa di 700 miliardi per un oleodotto; se non ritenga di valutare, in alternativa, l'opportunita' di imporre che tutte le petroliere che entrano nel porto di Venezia siano del tipo a doppio scafo e che le navi cisterna siano del tipo ecologico. Si propone, altresi', che tutte le navi che fanno scalo a Venezia siano dotate di uno specifico certificato di idoneita', chiamato "VENICE CERTIFICATE", rilasciato solo a quelle imbarcazioni che presentano una perfetta efficienza, una recente costruzione, un'ottima manovrabilita', buone dotazioni ed equipaggio ben preparato; se non ritenga opportuno far dotare il porto di Venezia di nuove navi REC-OIL, capaci di svolgere e concentrare ruoli di vigilanza costiera, protezione civile e soccorso; infine se non ritenga opportuno porre allo studio la modifica dell'articolo 52 (Impianto ed esercizio di depositi e stabilimenti) del codice della navigazione, in maniera tale da coinvolgere il Ministero per l'ambiente nella vigilanza dei depositi e dei stabilimenti. (5-00830)

 
Cronologia
venerdì 12 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Giovanni Conso assume l'incarico di Ministro della giustizia, al posto del dimissionario Martelli.

giovedì 18 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Giovanni Goria Ministro delle finanze e Francesco De Lorenzo Ministro della sanità, raggiunti da avvisi di garanzia, rassegnano le dimissioni.