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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00552 presentata da BORGHEZIO MARIO (LEGA NORD) in data 19930217

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: il quotidiano "La Stampa" di Torino in data 16 febbraio 1993 ha pubblicato un ampio saggio dell'insigne economista professor Mario Deaglio dell'Universita' di Torino. In esso e' sviluppata un'approfondita disamina dell'entita' economica del "sistema di corruzione" esistente nel nostro paese, con riferimento all'anno 1992; utilizzando parametri e dati pubblici ed incontrovertibili, il professor Deaglio ha valutato questo enorme fenomeno economico in non meno di 10 mila miliardi, posto che "mediamente su tutte le forniture si paghi il 2-3 per cento di tangenti e su tutti gli investimenti il 5 per cento"; ma vi e' di piu' e di peggio: questo enorme budget politico-affaristico viene a gravare in misura rilevante sul disavanzo dei conti pubblici, talche' - osserva ancora freddamente il citato economista - si puo' affermare che "una parte dei titoli del debito pubblico sono stati emessi (e rinnovati alla scadenza, con l'interesse consolidato al debito) per pagare il costo delle tangenti" -: quale sia la valutazione del Governo in ordine ai sovraesposti rilievi e quali urgenti misure intenda adottare; se non ritenga doveroso assumersi il grave compito di comunicare, in maniera chiara ed onesta a tutti i cittadini-contribuenti questa grave verita': che una parte del debito pubblico e' strettamente connessa da rapporto di causa ed effetto con il sistema delle tangenti che le inchieste giudiziarie stanno finalmente scoperchiando. (2-00552)

 
Cronologia
venerdì 12 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Giovanni Conso assume l'incarico di Ministro della giustizia, al posto del dimissionario Martelli.

giovedì 18 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Giovanni Goria Ministro delle finanze e Francesco De Lorenzo Ministro della sanità, raggiunti da avvisi di garanzia, rassegnano le dimissioni.