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Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00553 presentata da LARIZZA ROCCO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19930217

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'ambiente, per sapere - premesso che: da oltre 10 anni le Circoscrizioni amministrative di Torino n. 5 e n. 6, il Comitato per il recupero e la salvaguardia della Stura di Lanzo, assieme alle popolazioni residenti conducono un'importante azione per il risanamento, la bonifica e il recupero dell'area fluviale nel tratto terminale della Stura fino alla confluenza Stura/PO; tale area, denominata "Basse di Stura", confermato dalla regione Piemonte e dal Preliminare del P.R.G. di Torino a "Parco fluviale" e' stata oggetto di diverse indagini e soprattutto degli studi della Commissione tecnico scientifica per l'Ambiente (delib. G.M. di TO 11 aprile 1989) e del Comitato scientifico operante nell'ambito dell'Osservatorio sull'ambiente (del G.M. di TO 6 marzo 1990) emerge la gravita' della situazione sia dal punto di vista dell'inquinamento dell'aria, del suolo e del sottosuolo, sia dal punto di vista della stabilita' dei suoli e della loro esondabilita'; i tecnici che si sono occupati del problema, ritenendolo la piu' grave situazione di degrado di Torino, hanno indicato le seguenti priorita' di emergenza: arrestare le azioni negative, avviare il risanamento del sistema, procedere alle operazioni urgenti per garantire la sicurezza dell'area in caso di esondazione o piena eccezionale del torrente Stura; il degrado delle "Basse di Stura" ha inizio fin dagli anni '50 con lo sfruttamento dei depositi idrogeologici ricchi di sabbia, ghiaia e ciottoli e che le scavazioni sotto falda vengono via via riempite di scorie industriali provenienti dal ciclo produttivo di aziende FIAT e di altre industrie collegate; molte di queste industrie sono state oggetto di procedimenti penali per inquinamento dalle cui sentenze (del 19 dicembre 1988, 23 gennaio 1989, 21 settembre 1989) passate in giudicato risultano confermati "ripetuti episodi di emissioni di polveri, fumi e odori molesti provenienti da stabilimenti vari; il formarsi di ingenti accumuli di scorie, residui e rifiuti di lavorazioni produttive; il visibile deposito di sostanze impregnanti e nerastre sul terreno e sulle case circostanti"; dai procedimenti penali citati sono emersi i seguenti fatti: dalla FIAT Stureco (inceneritore rifiuti industriali) vi e' una emissione di odori nauseabondi, fumi provocanti irritazioni alla gola e agli occhi (con punte massime nella notte); polveri e valori di piombo e ossidi di zolfo molto elevati; vapori molto acidi con elevato tenore di cloruri e zinco. Pertanto l'azienda in questione rientra nell'elenco delle industrie di prima classe sottoposta alla normativa di cui all'articolo 216 TULS e quindi dovrebbe essere ricollocata. Quindi emergono gravi lacune nelle autorizzazioni e nei controlli (del CRIAP, del Sindaco, della USL/SRIA) compresa la mancanza di autorizzazioni ai sensi della legge 615; dalla Riformetal Teksid (fonderia di seconda fusione di alluminio) emergono una serie di notevoli irregolarita' della discarica e la totale mancanza di controlli da parte degli organi preposti, anche rispetto all'assenza delle autorizzazioni richieste; ancora oggi vi e' emissione continua di fumi nerastri (soprattutto nelle ore notturne) con produzione di vapori che provocano irritazione agli occhi e alle prime vie respiratorie. L'azienda risulta "insalubre di 1^ classe" e quindi deve essere ricollocata; la Silo (azienda chimica che produce pigmenti inorganici per le industrie di vernici) tratta ossidi di ferro liquidi e cromati di vari metalli tra cui piombo, zinco, nichel, ecc; ha problemi notevoli per lo smaltimento delle acque tecnologiche che talvolta sono finite nel fiume Stura. Nel 1986 vi fu una esplosione con emissione di puzze e fuoriuscita di migliaia di litri di liquidi sconosciuti finiti presumibilmente nel fiume. Ancora qualche mese fa dalla Silo e' fuoriuscita una nube nauseabonda che ha coinvolto gli insediamenti abitativi di tutta l'area; inoltre risulta la mancanza di autorizzazioni varie e il non rispetto delle prescrizioni (legge 615, decreto del Presidente della Repubblica 322, autorizzazioni del Sindaco); molte aziende sono classificate "industrie insalubri" e devono essere allontanate dagli abitati e tutte le discariche di cui si e' detto non presentano alcuna impermeabilizzazione; la sponda sinistra e' occupata dall'impianto di smaltimento dei rifiuti dell'area metropolitana (ex AMRR oggi AMIAT: azienda municipale di igiene ambientale torinese). Una delibera del Consiglio comunale fin dal 10 dicembre 1979 decideva lo spostamento di quest'azienda ad altri siti, lontani dal centro abitato da effettuarsi entro il 2001. La stessa decisione veniva riconfermata con delibera n. 9014560/09 del 1991 con conseguente recupero a parco dell'intera area. Ad oggi nessun atto e' stato compiuto perche' tale volonta' venga realizzata nei tempi previsti, anzi l'AMIAT continua ad acquisire terreni per ampliare l'attuale discarica, dimostrando che non vi e' alcuna intenzione di trasferimento -: 1) se il Ministro intenda verificare: a) quali atti sono stati compiuti dalla Pubblica amministrazione, dalle istituzioni e servizi locali preposti perche' le sentenze della Pretura torinese abbiano reale efficacia; b) quali interventi sono previsti per: allontanare tutte le attivita' illecite e nocive incompatibili con le prescrizioni di legge per la salvaguardia del fiume e dell'ambiente da entrambe le sponde della Stura; mettere in sicurezza la sponda destra dai pericoli di massima piena; risanare le aree avvelenate dalle industrie; acquisire tutti i terreni da destinare a parco; c) in quali tempi cesseranno le attivita' di smaltimento dell'AMIAT e quando avverra, la sua ricollocazione; 2) se non ritenga di dover sollecitare la regione Piemonte per: l'individuazione dei siti per lo smaltimento dei rifiuti urbani; l'approvazione della proposta di legge regionale n. 226 "Modifica della Legge Regionale 1790 n. 28: Istituzione del sistema delle aree protette della fascia fluviale del Po" al fine di favorire l'ampliamento dell'area protetta fino alla confluenza Po-Stura; 3) se non creda necessario dovere sostenere attivamente, anche con finanziamenti specifici, il risanamento di una situazione ambientale cosi' gravemente compromessa e pericolosa. (2-00553)

 
Cronologia
venerdì 12 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Giovanni Conso assume l'incarico di Ministro della giustizia, al posto del dimissionario Martelli.

giovedì 18 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Giovanni Goria Ministro delle finanze e Francesco De Lorenzo Ministro della sanità, raggiunti da avvisi di garanzia, rassegnano le dimissioni.