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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00881 presentata da TORCHIO GIUSEPPE (DEMOCRATICO CRISTIANO) in data 19930219

Ai Ministri dell'agricoltura e foreste, delle finanze e del tesoro. - Per conoscere - premesso che: il numero 5 del settimanale Informatore Agrario recante la data 4 febbraio ultimo scorso, riferendo in ordine ai lavori di un affollato convegno della UNICEB (Unione di importatori, esportatori, industriali, ingrassatori, macellatori di carni, bestiame e prodotti derivati) tenuto a Verona lo scorso 30 gennaio, afferma sia stata sollevata: una "grana" di dimensioni vieppiu' preoccupanti rappresentata dall'importazione "in nero" di bovini e delle loro carni con l'elusione dell'IVA italiana del 19 per cento, per effetto della caduta delle frontiere intracomunitarie; la recente abolizione delle barriere doganali ha, infatti, provocato, nel comparto dell'interscambio dei bovini vivi, la nascita di una frode fiscale di inusitate proporzioni: frode che oltre ad arrecare danno allo Stato italiano, ne arreca uno ulteriore agli allevatori onesti, da sempre in precario equilibrio per le sfavorevoli condizioni del mercato; l'operazione, sfruttando l'esistenza del regime speciale dell'agricoltura vigente in Italia e la presenza di due aliquote diverse di IVA per i bovini vivi commercializzati (9 per cento se acquistati da allevatori, 19 per cento se acquistati da commercianti o all'estero) si svolge senza particolari difficolta' e rischi; l'operatore italiano (allevatore o commerciante) acquista in un paese della Comunita' bovini vivi, che paga immediatamente (con capitali tranquillamente esportati); all'atto dell'acquisto vengono compilati la lettera di vettura internazionale (documento non fiscale), il certificato sanitario ed immediatamente si provvede al trasferimento dei bovini; quando i bovini sono arrivati in Italia si possono stracciare tranquillamente la lettera di vettura, il certificato sanitario e la fattura straniera emessa in esenzione IVA. Tali documenti che viaggiano con i bovini, infatti, hanno valore solo per superare eventuali controlli lungo il tragitto; l'operatore puo' quindi evadere l'intera IVA del 19 per cento omettendo la registrazione dell'acquisto ed il versamento dell'imposta che, in precedenza, veniva assolto con l'emissione della bolletta doganale all'atto dell'importazione; il tutto e' facilitato dal fatto che anche il certificato sanitario e' un documento non fiscale che una volta emesso non viene comunicato, contrariamente a quanto succedeva prima, alla USL competente; ovviamente in questo caso anche il trasporto puo' essere pagato senza fattura; di questo sistema generale possono esistere poi diverse varianti, quale quella di comunicare al venditore straniero il numero di partita IVA di altro allevatore italiano ignaro di tutto, aggirando in tal modo il controllo istituito con gli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie (legge 24 novembre 1992, n. 455), oppure importare vitelloni pronti da macello (valore imponibile medio lire 3 milioni a capo) e quindi successivamente fatturare vitelli scolostrati (valore imponibile lire 700 mila a capo) evadendo ben lire 437 mila di IVA a capo (19 per cento su lire 2 milioni e trecento mila); il danno che puo' derivare all'erario italiano da tali operazioni e' ingente, ipotizzabile in lire 1.000 miliardi all'anno per i soli scambi intracomunitari, ai quali devono essere aggiunti qualche centinaio di miliardi per altre operazioni a livello nazionale, infatti con la lettera di vettura il bestiame puo' tranquillamente essere trasferito anche nell'ambito del territorio nazionale simulando trasferimenti intracomunitari); come rimedio efficace pare non rimanga che la soluzione di ridurre l'aliquota IVA del 19 per cento ad altra aliquota, il piu' possibile vicino al 9 per cento per tutti gli scambi di bovini vivi nell'ambito comunitario, lasciando eventualmente al 19 per cento le importazioni dai paesi extracomunitari in quanto sottoposte a controllo doganale -: se, come giustamente richiesto dagli operatori onesti del settore, anche al fine di evitare i devastanti ed irrimediabili effetti alla nostra bovinicoltura da carne e al forte indotto determinato a livello di macellazione e lavorazione delle carni, produzione di mezzi tecnici e di mangimi, eccetera, non ritengano i Ministri interrogati di procedere ad una generale moralizzazione dell'ambiente, oggi purtroppo venuta meno per l'introduzione delle diverse aliquote IVA (9 e 19 per cento) applicate agli scambi di bovini vivi a seconda se si acquista da allevatore o da commerciante o da societa' di capitali o all'estero; se, in presenza di tali differenti aliquote e con la compiacenza di taluni allevatori, non ritengano possibile che operatori commerciali siano tentati a sottofatturare le partite compravendute con evidente evasione IVA e conseguente creazione di profitto non tassabile. (5-00881)

 
Cronologia
giovedì 18 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Giovanni Goria Ministro delle finanze e Francesco De Lorenzo Ministro della sanità, raggiunti da avvisi di garanzia, rassegnano le dimissioni.

domenica 21 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente del Consiglio Amato vara un rimpasto di governo: Beniamino Andreatta è nominato Ministro del Bilancio e della programmazione economica, Franco Reviglio lascia il Ministero del bilancio per assumere quello delle Finanze, Raffaele Costa assume il Ministero della Sanità.