Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00563 presentata da VITO ELIO (FEDER. EUROPEO PR) in data 19930223
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro per i beni culturali ed ambientali, per sapere - premesso: che e' divenuta ormai generalizzata e indiscussa, nelle citta' storiche italiane piu' soggette al degrado ambientale, la prassi di un restauro delle delicate superfici esterne dei monumenti cittadini, corrose dalle combustioni dei motori, dal riscaldamento a nafta e dai fumi corrosivi delle fabbriche, consistente nella spruzzatura ad aria compressa di abrasivi, o nell'impiego di spazzole meccaniche o persino nell'uso di pietra pomice, quest'ultima peraltro scientificamente in disuso da quasi un secolo; che tale prassi viene adottata, con il consenso delle sovrintendenze, senza particolari e specifici approfondimenti metodici, solo affidando i lavori ad imprese industrializzate di restauro dietro le quali operano sponsorizzazioni attente solo al "ritorno" di immagine della operazione largamente pubblicizzata; che le operazioni di cosiddetto restauro in questione hanno la caratteristica (come piu' volte segnalato da esperti e studiosi, e ultimamente dal professor Arturo Carlo Quintavalle) di asportare non solo lo sporco e la stessa patina protettiva ma anche la secolare superficie della pietra, per profondita' di due e piu' millimetri, lasciando allo scoperto la trama della pietra (a volte, successivamente, spalmata di "paraloid" o di analoghe sostanze che non possono che contribuire allo sfaldamento definitivo della sottostante pietra); che la prassi in questione e' venuta di moda come conseguenza di una malintesa e distorta idea dell'apporto dell'industria "privata" alla conservazione del patrimonio monumentale; che, specialmente a Roma (ma non solo), essa ha gia' prodotto danni non inferiori a quelli dovuti all'inquinamento e sicuramente superiori a quelli dovuti ai secoli trascorsi, con la sfigurazione assoluta di importanti ambienti e strutture urbane -: se non ritenga di dover urgentemente intervenire vietando tassativamente alle sovrintendenze di concedere autorizzazioni per l'effettuazione di ulteriori restauri fondati su queste pericolose pratiche; se non ritenga di dover comunque urgentemente intervenire per fare sospendere le pratiche in questione, fino ad una definitiva messa a punto interdisciplinare sui vari aspetti - scientifici, tecnici, metodologici e ambientali - da affidare ad autorevoli esperti di rilievo internazionale. (2-00563)