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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00565 presentata da MACERATINI GIULIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930223

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri del tesoro, dei trasporti e del turismo e spettacolo. - Per sapere - premesso che: il 30 giugno 1989 le FF.SS. (Amministratore straordinario il dottor Mario Schimberni) hanno affidato le gestione del Gruppo Turistico CIT (Casa Madre CIT SpA; 13 controllate in Italia e all'estero), con amplissimi poteri, a Stefano Della Pietra, giovanissimo albergatore e agente di viaggio di Maiori (Salerno); a tal fine assunto dalle F.S. quale dirigente centrale F.S. e contestualmente nominato Amministratore delegato della Capogruppo CIT (CIT SpA). E cio' nonostante che il Della Pietra difettasse, a parere degli interpellanti, di qualsivoglia capacita' professionale e di qualsiasi esperienza gestionale, specie di societa' e di gruppi come la CIT. Unico "merito" del Della Pietra era (ed e'), ad avviso degli interpellanti, quello di essere, da sempre, un "demitiano" di ferro, per tradizione, per cosi' dire, di famiglia; le conseguenze dell'affidamento della gestione della CIT al Della Pietra sono state catastrofiche, nel breve lasso di tempo di poco piu' di tre anni. Infatti: a) e' stata letteralmente distrutta ogni capacita' produttiva CIT, in Italia e all'estero; tanto che oggi la CIT non ha alcun suo prodotto turistico, nemmeno in Italia, e rischia di scomparire, se non e' gia' scomparsa, da mercati importantissimi quali la Gran Bretagna, la Germania e gli U.S.A; b) la CIT ha accumulato, in poco piu' di tre anni, perdite ufficiali per ben lire 145 miliardi, alle quali devono, peraltro, aggiungersi le perdite maturate nel 1992, che, prudentemente, possono essere stimate in non meno di lire 50-60 miliardi. Tenuto conto degli addetti (circa 900) e dei fatturati, tali perdite non hanno pari con quelle di nessun'altra societa' dello Stato, EFIM compresa; c) la societa' italiana del Gruppo CIT (CIT Viaggi Srl) e' in stato di insolvenza, non riuscendo a soddisfare - ed e' notorio - i propri creditori. Tale societa' puo' continuare, sia pur a stento, a svolgere le proprie attivita', solo grazie al fatto che le F.S. continuano a fornirle la biglietteria ferroviaria; omettendo, pero', di richiederne il pagamento e, quindi, incorrendo in ipotesi di "finanziamento occulto" in violazione delle norme vigenti in materia; i predetti catastrofici risultati sono stati conseguiti nonostante che le F.S. abbiano provveduto, con aumenti di capitale della Capogruppo CIT S.p.A., a versare nelle Casse CIT ben lire 135 miliardi circa (di cui lire 60 miliardi il 9 maggio 1990 e lire 75 miliardi l'11 aprile 1991); l'avvocato Lorenzo Necci, Amministratore delegato della nuova F.S. SpA, ha in progetto due operazioni CIT; e precisamente: a) finanziare la CIT con un ulteriore apporto di capitale di circa lire 70 miliardi (importo che, di fatto, e' gia' "bruciato" dalle effettive perdite maturate dalla CIT, ma non ancora emerse nei dati ufficiali); la relativa assemblea straordinaria e' stata gia' convocata per il 25 febbraio e 3 marzo 1993; b) vendita della CIT Viaggi (che, di fatto, e' l'unico "bene" patrimonialmente valido del Gruppo CIT) al signor Mario Dora (FINBRESCIA-VALTUR) e al Club Mediterrane'e, cioe' a due operatori - di cui uno straniero - che gestiscono villaggi turistici e che da sempre hanno rapporti estremamente difficili con le agenzie di viaggio italiane; al riguardo e' opportuno ricordare che il signor Mario Dora - molto vicino ad ambienti DC - e' stato "discusso protagonista" di progetti e operazioni (con finanziamenti statali) molto opinabili (fra le quali il parco divertimenti di Afragola); la progettata vendita della CIT Viaggi Srl: a) se attuata (tra l'altro a condizioni di estremo favore per gli acquirenti, che assumerebbero la gestione della societa' prima della formalizzazione dell'acquisto) ridurrebbe il Gruppo CIT ad un complesso di societa' decotte o insignificanti, piene di debiti e con 500 dipendenti; b) nasconde l'intento di sviluppare "affari" concernenti la "valorizzazione" di terreni delle F.S., in particolare in Sardegna e in Calabria; c) e' stata vivacemente contestata dalla FIAVET (associazione di categoria, aderente alla Confcommercio), perche', se portata a termine, svuoterebbe la CIT (che e' la portabandiera del turismo italiano in Italia e all'estero) di ogni contenuto imprenditoriale e, nel contempo, consentirebbe la creazione in Italia di un polo (Club Med - Valtur - CIT ) che controllerebbe, quasi del tutto, il mercato italiano del turismo, con l'aggravante di far capo ad un gruppo estero della rilevanza del Club Mediterrane'e -: se i fatti esposti in premessa corrispondano al vero e se la linea di condotta del Governo coincida con le intenzioni dell'Ente Ferrovie dello Stato che, se realizzate, comporterebbero un ulteriore esborso improduttivo di pubblico denaro e la perdita, per svuotamento, della piu' importante agenzia turistica italiana a vantaggio di speculatori privati italiani e stranieri e se non ritenga invece il Governo di procedere, ove sia proprio necessario alienare la CIT Viaggi, alla indizione di una trasparente e pubblica gara fra tutti gli operatori del settore. (2-00565)

 
Cronologia
domenica 21 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente del Consiglio Amato vara un rimpasto di governo: Beniamino Andreatta è nominato Ministro del Bilancio e della programmazione economica, Franco Reviglio lascia il Ministero del bilancio per assumere quello delle Finanze, Raffaele Costa assume il Ministero della Sanità.

mercoledì 24 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente del Consiglio si presenta alla Camera dopo il sostanziale rimpasto di Governo. La risoluzione presentata da Gerardo Bianco (DC) ed altri, sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia, è approvata con 310 voti favorevoli, 265 contrari e 9 astenuti.