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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00753 presentata da CARADONNA GIULIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930302

Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri. - Per conoscere - premesso che: nello Statuto dell'ONU, nella sua versione ufficiale italiana, due articoli postulano una limitazione grave della sovranita' del nostro Paese, infatti l'articolo 53 recita: "1) il Consiglio di sicurezza utilizza, se del caso, gli accordi e le organizzazioni regionali per azioni coercitive sotto la sua direzione. Tuttavia, nessuna azione coercitiva potra' venire intrapresa in base ad accordi regionali o da parte di organizzazioni regionali senza l'autorizzazione del Consiglio di sicurezza, eccezion fatta per le misure contro uno Stato nemico, ai sensi della definizione data dal paragrafo 2 di questo articolo, quali sono previste dall'articolo 107 o da accordi regionali diretti contro un rinnovarsi della politica aggressiva da parte di un tale Stato, fino al momento in cui l'organizzazione potra', su richiesta del governo interessato, essere investita del compito di prevenire ulteriori aggressioni da parte di detto Stato; 2) l'espressione "Stato nemico" quale e' usata nel paragrafo I di questo articolo, si riferisce ad ogni Stato che durante la seconda guerra mondiale sia stato nemico di uno dei firmatari del presente Statuto"; nell'articolo 107 si statuisce: "Nessuna disposizione del presente Statuto puo' infirmare o precludere, nei confronti di uno Stato che nella seconda guerra mondiale sia stato nemico di uno dei firmatari del presente Statuto, un'azione che venga intrapresa ed autorizzata, come conseguenza di quella guerra, da parte dei governi che hanno responsabilita' di una tale azione"; da quanto sopra si evince che ai vincitori della seconda guerra mondiale vengono conferiti insindacabili poteri di intervento anche in Italia, lasciando interamente ad essi la facolta' di interpretare i fatti che giustificherebbero la loro azione punitiva; si e' palesemente in presenza di un caso di sopraffazione e di negazione degli stessi princi'pi su cui l'ONU e' fondata; questa grave ipoteca preoccupo' alquanto i governanti italiani nel primo dopoguerra che tuttavia decisero di non sollevare questo problema in momenti in cui si doveva accordare attenzione prioritaria ad altre esigenze. Lo potrebbe testimoniare un sopravvissuto, l'onorevole Giuseppe Brusasca, che ha riconosciuto piu' volte l'esigenza di sciogliere questo nodo; apparentemente il diktat dei vincitori della seconda guerra mondiale, impropriamente inserito nello Statuto dell'ONU, oggi non puo' preoccupare; ma domani esso potrebbe giustificare aggressioni contro il nostro Paese -: cosa si proponga di fare il Governo perche' siano emendati in tempi brevi gli articoli 53 e 107 dello Statuto dell'ONU al fine di ristabilire incontrovertibilmente la piena sovranita' italiana. Oggi esistono condizioni molto favorevoli per l'accoglimento di tale richiesta. L'esasperata tensione tra USA ed ex Unione Sovietica ha perso gran parte della forza che aveva in passato. In piu' occasioni l'ONU ha chiesto ed ottenuto l'impegno di militari italiani, recentemente anche in Somalia e in Mozambico. Quindi l'ONU non puo' negare di riconoscere i diritti legittimi di coloro di cui richiede la cooperazione militare. Ne' potrebbe essere giustificabile il diniego del Governo di attivarsi sollecitamente per risolvere il problema prospettato. Un paese che transige sul proprio diritto alla propria sovranita' non merita rispetto e neppure di esistere. Lo stesso si puo' dire di chi regge quel paese; se non si ritenga urgente comunicare all'ONU che, in assenza di un chiaro impegno a soddisfare la richiesta italiana, cessera' ogni forma di cooperazione militare del nostro Paese e verranno ritirati i contingenti oggi operativi in Somalia, in Mozambico ed altrove; se non si ritenga necessario comunicare ai paesi alleati ed amici e agli altri cui l'Italia e' associata in vari modi e per vari fini che se essi non manifesteranno concreta disponibilita' ad appoggiare tale rivendicazione del nostro Paese si deterioreranno i rapporti reciproci, e si spegnera' la cooperazione. (3-00753)

 
Cronologia
venerdì 26 febbraio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Una forte esplosione devasta il parcheggio del World Trade Center a New York. L'attentato è di matrice islamica.

martedì 2 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    Ciriaco De Mita presenta le dimissioni dalla carica di presidente della Commissione per le riforme istituzionali in seguito al coinvolgimento del fratello Michele nelle indagini sulla gestione dei fondi per la ricostruzione della zona terremotata dell'Irpinia. Alla guida della Commissione viene eletta l'ex Presidente della Camera e deputata del Pds Nilde Jotti.

venerdì 5 marzo
  • Politica, cultura e società
    Giulio Andreotti e Arnaldo Forlani vengono inquisiti per violazione della legge sul finanziamento dei partiti.