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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00590 presentata da NUCCIO GASPARE (MOVIMENTO DEMOCRATICO RETE) in data 19930303

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che: con decreto del ministro dell'interno del 1^ settembre 1992 sono stati rimossi dalla carica di consiglieri comunali di Agrigento i signori Paolo Abbate, Giuseppe Catania, Giuseppe Gelardi, Pietro Macedonio, Alfonso Alonge, Calogero Analfino, Enzo Contino, Giovanni Roberto Di Mauro e Angelo Vullo; tutti i predetti - ad eccezione del Di Mauro per il quale e' stata richiesta l'autorizzazione a procedere, cui per ora la Camera ha ritenuto di non poter dar corso restituendo gli atti all'autorita' giudiziaria, essendo egli in atto protetto da immunita' parlamentare - sono stati raggiunti da ordine di custodia cautelare su disposizione del GIP del Tribunale di Agrigento; i reati contestati ai predetti (riferiti a fatti avvenuti tra il gennaio e il dicembre del 1991 - epoca in cui alla guida della citta' era una giunta guidata dal Di Mauro) sono quelli di "falsita' ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici" e di "abuso d'ufficio" per avere deliberato lavori con procedure di somma urgenza al fine di trarre il vantaggio non patrimoniale di incrementare la base elettorale; l'indagine che ha portato alla rimozione dalla carica dei gia' citati consiglieri ha preso avvio da un circostanziato e copioso dossier redatto, nel luglio dello scorso anno, dai consiglieri comunali della lista "Insieme per Agrigento-PDS"; nel loro dossier i consiglieri della lista "Insieme per Agrigento" denunciavano in primo luogo che la giunta, con la compiacenza di alcuni tecnici comunali, aveva affidato, utilizzando illegalmente la procedura della somma urgenza, lavori pubblici per quasi tre miliardi; tali lavori frequentemente non venivano eseguiti, nonostante fossero regolarmente pagati; le suddette delibere di somma urgenza, secondo il dossier dei consiglieri, frequentemente venivano adottate sostituendo e falsificando deliberazioni con oggetto diverso regolarmente adottate in precedenza; in particolare venivano segnalate le seguenti "anomalie": la delibera 1626 trasmessa ai consiglieri comunali (ai sensi dell'articolo 199 dell'OREL) in data 14 settembre 1991 aveva come oggetto "Liquidazione indennita' fine servizio ex dipendente Natalizio Raffaele", mentre oggi la stessa delibera ha per oggetto "Approvazione perizia lavori somma urgenza per interventi vie rurali di interesse comunale"; la delibera 2262 del 27 ottobre 1991 avente per oggetto "Richiesta contributi Ministero Interno" sia nel registro degli oggetti che in quello dell'ufficio delibere e' scritta, con grafia diversa dalle altre delibere del 27 ottobre, a margine dello spazio riservato alla convalida della delibera 2261 e i numeri delle successive delibere appaiono palesemente contraffatti; la delibera 334 del 4 marzo 1991 ha per oggetto "Provvedimenti in ordine per eliminare danni alluvionali nella viabilita' del Parco Addolorata", ma non e' dato sapere se questo fosse l'oggetto originario, essendo questo coperto da una striscia di carta; ancora una ratifica di verbale di somma urgenza si ha con la delibera 335 anch'essa del 4 marzo, ed ancora una volta scritta su una striscia di carta che copre il precedente oggetto; e' da notare come la pratica della sostituzione dell'oggetto delle delibere attraverso il ricorso a semplici strisce di carta ricorra innumerevoli volte nei registri e come, a volte, si siano determinate delle difformita' fra quanto riportato dal registro degli oggetti e il registro degli impegni tenuto presso l'Ufficio Ragioneria; la maggior parte delle deliberazioni di G.M. risultano essere state adottate in data 11 dicembre 1992 (si tratta dell'ultima seduta di giunta tenutasi al comune di Agrigento prima dell'entrata in vigore della legge regionale 48/91 di recepimento della legge 142/90, nonche' dell'ultima seduta prima delle dimissioni del sindaco pro tempore, Di Mauro), ma di tale seduta non esiste ne' un ordine del giorno ne' una convocazione; molte delle delibere adottate dalla giunta avrebbero dovuto essere ratificate dal consiglio ma cio' non si e' mai verificato; con l'approvazione della delibera 1587, con cui e' stato dato in uso gratuito ad una societa' un impianto sportivo pubblico per il quale la societa' stessa ha successivamente preteso esosi affitti da parte dei cittadini, la giunta si e' palesemente ed illegalmente sostituita al consiglio; dal suddetto dossier emergono inoltre gravissime irregolarita' nel funzionamento di alcune ripartizioni e servizi e segnatamente di quelli interessati direttamente dai lavori affidati con la procedura di somma urgenza; oltre alle responsabilita' dirette degli amministratori (che hanno portato allo scioglimento del consiglio comunale) emergono quindi dal dossier, responsabilita' altrettanto gravi dei vertici della burocrazia comunale; il rilievo dei fatti evidenziati avrebbe richiesto almeno l'apertura di una indagine amministrativa, da parte di codesto Ministero e da parte dell'Assessorato regionale per gli enti locali, sul funzionamento degli apparati burocratici e tecnici del comune; tale indagine avrebbe dovuto, indubbiamente, analizzare l'operato della Commissione provinciale di controllo e del segretario generale di Agrigento, le cui responsabilita' per omesso controllo non consentono dubbi ed equivoci -: per quale motivo solo dopo l'arresto dei consiglieri comunali, il prefetto ha ritenuto di dovere sospendere gli stessi dalla loro carica e per quale motivo nessun provvedimento sia stato assunto ad oggi nei confronti di altri esponenti della burocrazia del comune; per quale motivo alla data odierna non sia stata avviata alcuna indagine sull'amministrazione del comune di Agrigento in merito ai fatti ampiamente segnalati nel dossier; come si spieghi il fatto che nessun provvedimento sia stato assunto nei confronti del segretario generale di Agrigento per il mancato controllo sull'attivita' della giunta municipale; se il prefetto abbia mai prodotto al Ministero relazioni sulla vita amministrativa del comune di Agrigento, sull'operato illegale della sua classe politica dirigente e di ampi settori della sua burocrazia; quali urgentissimi provvedimenti intenda adottare per riportare alla legalita' la vita amministrativa del comune di Agrigento. (2-00590)

 
Cronologia
martedì 2 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    Ciriaco De Mita presenta le dimissioni dalla carica di presidente della Commissione per le riforme istituzionali in seguito al coinvolgimento del fratello Michele nelle indagini sulla gestione dei fondi per la ricostruzione della zona terremotata dell'Irpinia. Alla guida della Commissione viene eletta l'ex Presidente della Camera e deputata del Pds Nilde Jotti.

venerdì 5 marzo
  • Politica, cultura e società
    Giulio Andreotti e Arnaldo Forlani vengono inquisiti per violazione della legge sul finanziamento dei partiti.