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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00787 presentata da TASSI CARLO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930304

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno, dei lavori pubblici e di grazia e giustizia. - Per sapere: se non sia il caso, visto che ora il noto costruttore Paolo Pizzarotti di Parma non sembra piu' appartenere agli "intoccabili", quanto meno extra moenia, di fare effettuare quei controlli che l'odierno interrogante chiede inutilmente da anni, anzi da oltre un decennio, circa gli abusi e le "protezioni" che hanno consentito al medesimo di poter "allargare" l'area del suo stabilimento in localita' "Ponte Taro", in provincia di Parma, andando addirittura a "coprire", con un terrapieno, oltre cinque arcate del ponte ferroviario sulla linea Milano-Roma causa determinante, in modo evidente (tranne che agli uffici pubblici e agli organi statali, regionali, provinciali e comunali, che avrebbero dovuto e potuto controllare) del crollo di quel ponte al momento dell'alluvione del 1982 (all'epoca in cui la zona fu visitata dall'allora presidente della Repubblica Sandro Pertini); se non sia il caso di revocare quel "premio" che all'epoca gli venne conferito per la ricostruzione a tempo di record delle arcate distrutte dall'alluvione (distruzione per altro determinata dalla occupazione ed esclusione della possibilita' di assorbimento dell'onda di piena, da parte di quelle cinque arcate che impedivano il deflusso naturale delle acque, per quanto sopra esposto!). Infatti se il ponte aveva avuto sin dalla sua costruzione (che risale all'epoca fascista!) sedici arcate, era proprio perche' la "capacita' possibile in caso di piena" del torrente Taro era stata stimata tale da dover indurre i tecnici coscienziosi e responsabili dell'epoca a prevedere, progettare e costruire appunto sedici arcate, che solo l'"occupazione" con il descritto terrapieno, da parte del Pizzarotti con l'evidente tolleranza e vera e propria complicita' degli organi preposti ai controlli e alle autorizzazioni, per l'occupazione dei terreni demaniali, potevano consentirgli; se in merito siano in atto ispezioni e inchieste amministrative, indagini di polizia giudiziaria o tributaria e se i fatti siano stati segnalati alla Procura generale presso la Corte dei conti al fine di accertare, doverosamente perseguire e giustamente punire e reprimere le evidenti responsabilita' contabili, sempre conseguenti, del resto, agli errori, abusi e omissioni anche negli obblighi di controllo, addebitati e addebitabili, a funzionari pubblici, siano essi di carriera come i dirigenti di uffici, anche del genio civile statale o regionale, del Magistrato del Po, o onorari come ministri o sottosegretari, specie se muniti di delega (visto che proprio un sottosegretario eletto in quella zona, che ebbe competenza specifica in materia risulta, oggi, ampiamente e variamente inquisito). (3-00787)

 
Cronologia
martedì 2 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    Ciriaco De Mita presenta le dimissioni dalla carica di presidente della Commissione per le riforme istituzionali in seguito al coinvolgimento del fratello Michele nelle indagini sulla gestione dei fondi per la ricostruzione della zona terremotata dell'Irpinia. Alla guida della Commissione viene eletta l'ex Presidente della Camera e deputata del Pds Nilde Jotti.

venerdì 5 marzo
  • Politica, cultura e società
    Giulio Andreotti e Arnaldo Forlani vengono inquisiti per violazione della legge sul finanziamento dei partiti.