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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00158 presentata da RONCHI EDOARDO (FEDERAZIONE DEI VERDI) in data 19930308

La Camera, premesso che: ormai numerose inchieste avviate dalla magistratura, in diverse citta' in tutto il paese, hanno individuato e perseguito, ai sensi di legge, col sostegno di una copiosa mole di prove, di indizi e delle ammissioni di molti imputati, decine di reati tra cui corruzione, concussione e violazione della legge sul finanziamento dei partiti; dette inchieste hanno coinvolto esponenti di partito, rappresentanti nelle istituzioni, imprenditori e pubblici amministratori; il sistema della corruzione, della tangente e del finanziamento illegale dei partiti e della politica risulta talmente esteso da delineare un "secondo sistema tributario" con distorsione e spreco di ingenti risorse, con alterazioni delle modalita' di raccolta del consenso e quindi delle basi stesse della democrazia rappresentativa, con degrado della vita politica, delle istituzioni e della pubblica amministrazione, condizionando rilevanti scelte di spesa e di investimento, sia pubblico che privato, alterando cosi' le regole del libero mercato; tale sistema delle tangenti ha avuto un suo cardine centrale nel sistema delle grandi opere pubbliche (ANAS, Colombiane, Stadi, Valtellina, ricostruzione post-terremoti, grandi impianti energetici, piani di ricostruzione urbani, ecc.) sistema che da anni viene denunciato dai Verdi perche' portatore di sprechi, di aggressioni all'ambiente e perche' ispirato non dall'interesse pubblico, ma dalla tangente; il Governo ha varato un pacchetto di provvedimenti teso ad autoassolvere la classe politica indagata, in particolare proponendo con effetti retroattivi la depenalizzazione della violazione della legge sul finanziamento dei partiti, interferendo di fatto con le inchieste in corso e con il referendum gia' indetto per il 18 aprile e utilizzando a tal fine lo strumento del decreto e proponendo una procedura per i reati di corruzione politica particolare ed agevolata di patteggiamento; tale pacchetto ha suscitato lo sdegno dell'opinione pubblica, critiche degli stessi giudici che hanno avviato i procedimenti contro la corruzione politica, le giuste dimissioni del ministro dell'ambiente ed un intervento critico del Capo dello Stato che non ha controfirmato alcuni dei decreti proposti, peraltro controfirmando quello relativo alla ripresa dei lavori afferenti ad opere pubbliche oggetto di indagine o inchiesta da parte della magistratura; tale situazione toglie ogni residua credibilita' al Governo che si e' reso protagonista di una inaccettabile forzatura istituzionale e costituzionale oltre ad una grave scelta nel merito dei provvedimenti proposti e quindi si pone con urgenza la necessita' di un nuovo governo di garanzia e di pulizia istituzionale; e' inderogabile un'inchiesta sugli arricchimenti illeciti di politici e funzionari che abbiano utilizzato incarichi pubblici a fini privati, prevedendo procedure che obblighino a giustificare i patrimoni posseduti in proprio, dai familiari e per interposta persona, impegna il Governo: 1) a ritirare i provvedimenti suddetti e comunque a non sostenere, proporre o deliberare, tanto meno per decreto, interventi che possano, anche indirettamente, ostacolare l'azione della magistratura nelle indagini in corso contro il sistema delle tangenti; 2) a non avviare iniziative tese alla depenalizzazione delle violazioni della legge sulle modalita' di finanziamento dei partiti; 3) a prevedere procedure che permettano il sequestro dei beni dei politici ed altri funzionari corrotti e a studiare norme per agevolare l'accertamento degli illeciti arricchimenti e la confisca dei patrimoni di non giustificata provenienza appartenenti a politici e funzionari corrotti; 4) a non introdurre modifiche delle leggi vigenti ad uso dei soli inquisiti politici o per reati connessi con la corruzione, la concussione e la violazione delle norme sul finanziamento dei partiti: se norme vanno modificate in senso piu' garantista o per abbreviare i processi devono riguardare tutti i reati e tutti i cittadini; 5) a favorire una rapida conclusione delle inchieste, a dotare le procure ed i tribunali degli organici necessari anche con dei supporti straordinari; 6) a rivedere il sistema delle grandi opere pubbliche favorendo una rapida ed efficace normativa in materia di appalti e controlli, l'introduzione di una efficace valutazione di impatto ambientale, una riunione dei progetti e degli interventi che risultano essere stati condizionati dal sistema delle tangenti; a non promuovere iniziative legislative che possano in alcun modo premiare, con la ripresa dei lavori, imprese aggiudicatarie di appalti sulla cui regolarita' sono aperti procedimenti di inchiesta, cio' al fine di non penalizzare - anche sul piano delle ricadute occupazionali - tutte le altre imprese e gli operatori economici in genere che si siano astenuti dal ricorso a sistemi di corruzione o collusione col mondo politico nella promozione delle attivita' aziendali; 7) a favorire una riforma dell'articolo 68 della Costituzione, con la limitazione dell'immunita' parlamentare alle sole ipotesi dei voti dati e delle opinioni espresse nell'esercizio del mandato parlamentare e con il mantenimento dell'autorizzazione solo per l'arresto. (1-00158)

 
Cronologia
venerdì 5 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    Il Governo Amato adotta un decreto-legge che depenalizza il reato di violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti, trasformandolo in illecito amministrativo. Il Presidente della Repubblica Scalfaro non firmerà il decreto-legge.

mercoledì 10 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    Al Senato si svolge la discussione sulle dichiarazioni del Governo circa la questione morale e la dilagante corruzione, scoperta dalle numerose inchieste giudiziarie che hanno condotto all'arresto di numerosi uomini politici. Vengono votate varie risoluzioni, tutte respinte, tranne la numero 6, presentata da Gava (DC) ed altri, che è accolta con 143 voti a favore e 99 contrari.