Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00858 presentata da RAPAGNA' PIO (FEDER. EUROPEO PR) in data 19930318
Ai Ministri dell'interno e dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che: martedi' 16 marzo 48 famiglie che occupavano abusivamente alloggi degli IACP in via delle Vigne Nuove a Roma, da oltre due anni, hanno subi'to uno sgombero; queste famiglie, come si apprende dagli organi di stampa, non hanno opposto nessuna resistenza, e una buona parte delle stesse, non avendo nessun altro posto dove andare hanno passato la prima notte accampate sotto le "loro" vecchie case; attualmente questi nuclei familiari si troverebbero all'interno degli uffici della IV circoscrizione in attesa di una qualche sistemazione -: 1) se corrisponda al vero che queste famiglie siano state sgomberate senza alcun preavviso, nonostante fosse stato fatto loro un censimento per verificare chi avesse veramente bisogno di casa, e con quali criteri altre dieci famiglie, non sottoposte a sgombero, sarebbero state considerate "casi sociali"; 2) se corrisponda al vero che il prefetto e il sindaco dimissionario di Roma abbiano rifiutato ogni ipotesi di assistenza alloggiativa, per i casi veramente bisognosi, prendendo a pretesto l'attuale regolamento in materia del comune di Roma, nonostante che, per un caso analogo di sgombero, avvenuto ad Ostia pochi mesi fa vi e' stato questo provvedimento per circa 30 famiglie; 3) se non si ritenga, fermo restando il diritto per gli assegnatari di avere un alloggio, che questi episodi di occupazione, che ormai stanno diventando un fenomeno nazionale, siano il sintomo evidente della grave situazione sociale che sta attraversando il paese per quanto riguarda il dramma casa, con particolare riferimento alle centinaia di migliaia di sfrattati la cui unica prospettiva e' quella di cadere vittime della pratica del "canone a nero" o nella trappola dei patti in deroga; 4) con quali criteri si lascino delle famiglie dentro degli alloggi per oltre due anni e dopo si arriva allo sgombero buttandoli direttamente per strada e come mai le graduatorie di assegnazione delle poche case di edilizia residenziale pubblica che vengono costruite (solo il 5 per cento del totale, percentuale questa che "piazza" il nostro paese, con abbondante distacco dagli altri, al settimo posto in Europa) non vengono rese operative prima che gli stabili siano terminati; 5) se non sarebbe opportuno, per esempio in una citta' come Roma nella quale risulta che ci siano oltre 180.000 appartamenti vuoti, predisporre un piano straordinario, applicando anche la leva fiscale, affinche' questi appartamenti siano rimessi sul mercato e contemporaneamente da una parte si utilizzino le case di risulta (per capirci quelle destinate molto spesso ad "onorevoli" e "personalita'" pubbliche) e quelle lasciate in disuso per gli sfrattati e tutta l'emergenza abitativa e dall'altra si facciano dei piani finalizzati di ERP per soddisfare questi bisogni; 6) se non sia il caso di arrivare ad una prima inchiesta ufficiale sui risultati dei "famigerati" patti in deroga che stanno determinando medie record di aumento degli affitti e che saranno inevitabilmente causa di un incremento di sfratti per morosita', visto che gia' risultano aumenti del 300 per cento anche a coppie di pensionati. (3-00858)