Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00627 presentata da IMPOSIMATO FERDINANDO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19930323

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri dell'interno e di grazia e giustizia, per conoscere - premesso che: con l'interrogazione a risposta scritta del 6 ottobre 1992 diretta ai ministri dell'interno, per i problemi delle aree urbane e dei lavori pubblici, veniva posta in evidenza la gravita' del problema della gestione del patrimonio abitativo pubblico del comune di Napoli (interrogazione n. 4-05842), problema che ha provocato una grave tensione tra gli utenti del patrimonio, costretti subire delle vere e proprie prepotenze da parte della societa' ER per i canoni altissimi e le spese eccessive in relazione ai modesti bilanci familiari degli inquilini; cio' comportava un "doveroso controllo per una corretta e puntuale gestione dei servizi da parte della societa' ER"; mentre nessuna risposta e' stata data alla predetta interrogazione, sono emerse gravi responsabilita' della Giunta comunale di Napoli nell'affidamento in concessione alla societa' ER per la gestione del patrimonio immobiliare del comune di Napoli; per fare in modo che la ER vincesse la gara per la gestione del patrimonio pubblico, risulta agli interroganti sarebbe stata versata una tangente da parte di Alfredo Romeo, consigliere delegato del Consorzio GIPI e amministratore dell'ER ad un esponente politico campano: personaggio coinvolto nell'operazione sarebbe stato l'ex assessore al patrimonio dottor Enzo De Michele; il costo dell'operazione sarebbe stato di ben 116 miliardi, per la gestione e il censimento in sei anni di circa 31 mila alloggi, locali commerciali e strutture pubbliche, 170 scuole, 78 chiese e circa 5 milioni e mezzo di fondi rustici. Con un onere aggiuntivo per aumento di valore del patrimonio dell'ordine di 170 miliardi; la storia dell'iter amministrativo che ha portato all'affidamento della gestione alla ER presenta una serie di illegittimita', abusi, violazioni di legge consumate con una protervia e un'arroganza incredibili e con un danno grave per gli inquilini che ammonta a circa 300 miliardi; prima dell'affidamento, il Sunia e gli altri sindacati degli inquilini del patrimonio pubblico, dando prova di una straordinaria capacita' di percepire l'imbroglio ordito in danno di decine di migliaia di cittadini e al fine di prevenirlo, raccomandavano ai componenti del Consiglio comunale di Napoli, con lettera del 26 luglio 1988, di non adottare provvedimenti sull'ordine del giorno concernente l'affidamento ai privati della gestione del patrimonio comunale. Tale segnalazione era fondata su una serie di considerazioni tra cui: 1) l'esistenza di una "vistosa anomalia" risultante dallo schema di capitolato, consistente nella identificazione del soggetto chiamato all'inventario del patrimonio con quello incaricato della gestione - cioe' il Gipi - con una pericolosa confusione di ruoli; 2) la enormita' della spesa - 120 miliardi - suscettibile di un aumento abnorme, a fronte di un patrimonio pubblico destinato alla riduzione per effetto del riscatto delle case da parte degli utenti; 3) la previsione che la maggior parte del lavoro di inventario del patrimonio comunale dovesse essere eseguita dagli uffici comunali; 4) la enormita' dell'impegno a carico del comune, tenuto conto del fatto che le spese di registrazione e le spese legali sono state conteggiate a parte, cioe' in aggiunta ai 116 miliardi; 5) la previsione dell'aumento della somma stanziata a favore della ER in proporzione all'aumento del gettito d'entrata del patrimonio; tutto questo si e' verificato mentre i comitati assegnatari degli alloggi ex legge 219 chiamavano in causa il sindaco di Napoli e l'Assessore al Patrimonio per l'invivibilita' e il degrado in cui versavano gli alloggi del patrimonio comunale, privi di manutenzione e dei necessari collaudi. Gli stessi Comitati denunciavano "che la gestione del consorzio Gipi affidata alla societa' ER sia una vera sciagura in quanto la stessa ER opera con arroganza e senza un minimo di professionalita' esercitando una mera funzione di esattoria...". I Comitati chiedevano al Sindaco l'immediata "soppressione della concessione alla ER" e la "gestione diretta da parte dell'amministrazione comunale di Napoli degli immobili in questione". "A tal proposito, l'Amministrazione comunale potrebbe prendere in considerazione di utilizzare il personale in forza presso l'ex commissariato di governo..." producendo un notevole risparmio alla collettivita' che potrebbe essere utilizzato per la riqualificazione o la manutenzione dei rioni; nonostante le puntuali e rigorose osservazioni del sindacato inquilini e del Comitato Assegnatari alloggi ex legge 219, il Consiglio comunale di Napoli dichiarava a maggioranza con provvedimento n. 1 del 6 febbraio 1989 l'affidamento in concessione al Consorzio Gipi, che a sua volta dava incarico alla societa' ER, per la ricognizione, l'inventariazione (sic!) e gestione del patrimonio immobiliare del comune di Napoli; Tale delibera veniva tempestivamente impugnata dal Sunia di Napoli il 15 febbraio 1989 con le stesse motivazioni indicate nella nota inviata ai consiglieri comunali fin dal 1988. In aggiunta il sindacato osservava che il provvedimento di affidamento al Consorzio Gipi, riguardante alloggi di edilizia residenziale pubblica violava la delibera Cipe del 19 novembre 1981; lamentava l'aumento dei costi della gestione riconosciuti dalla delibera della Giunta comunale, in violazione delle norme di legge; il CoReCo di Napoli accolse il ricorso e boccio' la delibera, mentre era sempre piu' chiaro che nonostante il fortissimo aumento dei canoni, il comune era costretto a sostenere una spesa di alcune centinaia di miliardi; ancora piu' grave e' il fatto che la Giunta comunale adottava una nuova delibera per il riaffidamento della gestione alla ER, disattendendo il parere contrario del segretario generale del comune e la decisione del Tar Campania che annullava le deliberazioni n. 1 del 6 febbraio 1989 e n. 1 del 7 aprile 1989 adottate dal Consiglio comunale di Napoli: tale comportamento della Giunta o del Sindaco pro tempore, lungi dal rappresentare mera illegittimita' amministrativa, sembra, ad avviso degli interpellanti, chiaramente integrare gli estremi dell'abuso continuato in atti di ufficio e della truffa in danno di enti pubblici; alcuni organi di stampa denunciarono l'anomalia della concessione, bocciata dal Tar, dal CoReCo, dal segretario comunale e prima ancora dal Sunia e dal coordinamento del comitato assegnatari alloggi comunali. Oggi, alla luce degli accertamenti svolti dalla magistratura inquirente napoletana, e' evidente che le decisioni della maggioranza del Consiglio comunale prima e della Giunta poi, erano il frutto di un colossale imbroglio consumato in danno degli utenti del patrimonio pubblico sottoposti ad un vero e proprio salasso; per le suddette operazioni, secondo un quotidiano del Mezzogiorno, uno dei canali della corruzione sarebbe stato l'ex assessore De Michele ed altri assessori comunali -: a) se il ministro dell'interno non ritenga di tener conto, oltre che dei casi speciali di corruzione, anche del fatto che la vita amministrativa del comune di Napoli era inquinata da elementi della criminalita'; b) se il ministro dell'interno non ritenga che si siano verificate quelle gravi e reiterate violazioni di legge, di cui alla legge 142 del 1990, che impongono un provvedimento di scioglimento del Consiglio comunale; c) se tale provvedimento non appaia tanto piu' necessario tenuto conto dei gravissimi danni - oltre 300 miliardi - provocati dalle decisioni degli amministratori comunali alla collettivita' e agli utenti con tensioni sociali tuttora perduranti; d) se il Ministro dell'interno, una volta nominati, a seguito dello scioglimento, i commissari prefettizi, non ritenga di dover sollecitare la risoluzione immediata della concessione con la Gipi e con ER, frutto di un accordo scellerato tra amministratori e politici corrotti e imprenditori; e) se lo scioglimento non sia tanto piu' necessario se si tiene conto dell'esistenza di procedimenti penali per reati contro la Pubblica Amministrazione a carico di diversi amministratori comunali e dell'imprenditore Romeo, amministratore delegato della Gipi, sulla base di elementi raccolti dall'autorita' giudiziaria di Napoli; f) quali siano gli amministratori sospesi e se risulti al Governo quale sia lo stato dei vari procedimenti penali. (2-00627)

 
Cronologia
martedì 16 marzo
  • Politica, cultura e società
    Renato Altissimo dà le dimissioni da segretario del PLI, ma le ritirerà pochi giorni dopo per le pressioni del partito.

sabato 27 marzo
  • Politica, cultura e società
    Nel corso delle indagini sull'omicidio di Salvo Lima, la procura di Palermo chiede l'autorizzazione a procedere contro il senatore a vita Giulio Andreotti.