Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00652 presentata da D'ONOFRIO FRANCESCO (DEMOCRATICO CRISTIANO) in data 19930331
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro di grazia e giustizia, per sapere - premesso che: l'approvazione del nuovo codice di procedura penale costituisce uno dei momenti fondamentali della riforma dello Stato; coniugare garanzie e funzionalita' e' esigenza primaria di un ordinamento democratico, e il processo penale deve corrispondere in modo adeguato a tale obiettivo; il Governo ha presentato il 18 marzo scorso il disegno di legge "Modifiche alle disposizioni del codice di procedura penale in materia di giudizio abbreviato", nella considerazione che: "il giudizio abbreviato ha rappresentato una importante novita' nel nuovo codice di procedura penale sollecitata dall'intento di favorire la definizione anticipata del procedimento, presupposto indispensabile per deflazionare il dibattimento e consentire un corretto funzionamento del nuovo processo penale"; "coerentemente con l'impostazione "negoziale" delineata dal legislatore la valutazione in ordine alla scelta del rito da seguire era rimessa alla discrezionalita' delle parti per cui dal dissenso del pubblico ministero sulla richiesta di giudizio abbreviato derivavano effetti preclusivi alla instaurazione del procedimento e la relativa decisione era sottratta al sindacato del giudice"; "sono stati sollevati dubbi di compatibilita' costituzionale della nuova disciplina per la contraddizione esistente tra il diritto alla riduzione di pena riconosciuto a tutti gli imputati che rinunciano a fare valere in dibattimento le proprie tesi difensive e il diritto di "accesso" al trattamento premiale, in concreto subordinato alla discrezionale valutazione del pubblico ministero"; "la Corte costituzionale ha ritenuto fondate le perplessita' sopra richiamate e ha affermato la sindacabilita' del dissenso del pubblico ministero, individuando nella "non deducibilita' allo stato degli atti" il solo presupposto idoneo a legittimare l'opposizione di quest'ultimo"; "le decisioni della Corte hanno dunque mutato sensibilmente la linea originariamente individuata dal legislatore, suggerendo di procedere a specifiche modifiche alla disciplina attuale"; "l'effettivo riconoscimento del principio di uguaglianza impone pertanto che il rito abbreviato diventi accessibile a tutti gli imputati, con una modifica normativa volta a contemperare la liberta' del pubblico ministero nelle indagini con il "diritto di accesso" dell'imputato al rito abbreviato"; la Commissione parlamentare per il parere al Governo sul nuovo codice di procedura penale e' stata istituita - nell'ambito della delega al Governo per l'emanazione del nuovo codice di procedura penale (legge 16 febbraio 1987, n. 81) -, con il compito di esprimere il proprio parere sul testo delle nuove disposizioni sul processo penale; nei tre anni dall'entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale il Governo poteva emanare disposizioni integrative e correttive, nel rispetto dei princi'pi e dei criteri fissati dalla delega e su parere conforme della Commissione e identico termine era stato assegnato (articolo 10 della legge n. 81 del 1987) alla Commissione per completare i propri lavori; prima della scadenza prevista per il 23 ottobre 1992 il Governo e il Parlamento si erano posti il problema della "proroga" della Commissione, dal momento che essa non aveva avuto la possibilita' di esaminare il contenuto del "pacchetto" di modifiche e integrazioni al processo penale ufficiosamente annunciato dalla Commissione Pisapia che innova significativamente nei settori della prova, dell'udienza preliminare e del procedimento pretorile; questi nuovi meccanismi processuali rappresentano momenti chiave del nuovo processo consentendo di realizzare quel salto di qualita' in grado di garantire nel rispetto dei diritti dei cittadini rapidita' della giustizia e accertamento della verita'; questo "pacchetto" era stato illustrato sinteticamente alla Commissione bicamerale dal ministro Martelli nella seduta di Commissione del 10 ottobre, ma mai inviato alla Commissione -: se non ritenga opportuno percio' avviare altre urgenti iniziative legislative alla luce del pacchetto di "completamento" del processo legislativo, integrando l'impianto complessivo del progetto, superando le perplessita' manifestate sull'impatto della riforma con le modifiche sopra richiamate; se non ritenga che anche al fine di introdurre celermente le modifiche di cui si richiama l'urgenza non sia opportuno procedere alla ricostituzione della Commissione parlamentare per il parere al Governo sulle norme delegate relative al nuovo codice di procedura penale. (2-00652)