Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00657 presentata da SENESE SALVATORE (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19930331
I sottoscritti chiedono d'interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro di grazia e giustizia, per sapere - premesso che: le disastrose condizioni del quotidiano funzionamento della macchina giudiziaria del nostro Paese si sono ulteriormente aggravate nel corso dell'anno 1992; e cio', nonostante le ripetute proclamazioni governative circa la rilevanza e priorita' dei problemi della giustizia e la declamata volonta' di porre termine alla pluriennale indifferenza dello stesso Governo verso tale settore dell'attivita' dello Stato; in particolare, e' mancata del tutto ogni iniziativa di riforma relativa alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie, ad una seria depenalizzazione, alla riforma dell'ordinamento giudiziario e degli ordinamenti processuali, alla razionalizzazione e al potenziamento dei servizi e alla riforma organica del ministero di grazia e giustizia; materie tutte da tempo individuate, ad opera degli studiosi e degli esperti, come oggetto di ormai improcrastinabili interventi, per i quali da piu' parti sono state anche elaborate puntuali proposte. Anzi, il precedente Ministro non comunicava nemmeno al Parlamento la relazione sullo stato della giustizia a tal fine rimessagli dal Consiglio Superiore della Magistratura sin dal luglio 1992, avente ad oggetto un'elaborata ed esaustiva proposta di riforma dell'ordinamento giudiziario, frutto di studi approfonditi condotti anche con la collaborazione di consulenti esterni di alto valore scientifico. In tal modo viene vanificato il lavoro di un intero anno della Commissione Riforma del CSM, privando il Parlamento di una importante occasione di discussione sui problemi della giustizia. Analogo comportamento omissivo e' da rilevare sulla proposta del CSM relativa alla depenalizzazione, su quella relativa alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie e su altre rilevanti proposte di riforma elaborate da quell'organo su vari momenti di crisi dell'istituzione giudiziaria; sono altresi' mancati i doverosi interventi di esecuzione, implementazione e sostegno delle poche riforme approvate negli anni passati dal Parlamento, tanto che il nuovo processo penale versa in stato di quasi paralisi, i tribunali si sono addirittura trovati impediti dal celebrare i dibattimenti per impossibilita' di assicurare le trascrizioni delle registrazioni dello svolgimento delle relative attivita', e lo stesso Governo si e' visto costretto a sollecitare dal Parlamento una proroga dell'entrata in vigore della miniriforma del processo civile e dell'entrata in funzione del Giudice di Pace, a causa della mancata adozione delle misure strumentali a tali riforme, e persino del regolamento per l'istituzione del Giudice di Pace, che sarebbe stato compito del Ministro adottare tempestivamente. In tal modo sono state deluse anche le attese di quel modesto ausilio che le suddette riforme avrebbero offerto al funzionamento della macchina giudiziaria, e sono state accresciute la frustrazione e la demotivazione degli operatori. Questa frustrazione e demotivazione rischiano oggi di minare il prezioso impegno che in tanti magistrati e' alimentato sia dal crescente consenso dell'opinione pubblica per il ruolo che l'istituzione giudiziaria va svolgendo sul versante della difesa della legalita' nell'azione dei pubblici poteri, e sia dai primi successi che un diverso e piu' razionale impiego delle forze di Polizia consente di registrare nella lotta alla criminalita' organizzata; in particolare, facendo inutilmente decorrere il termine previsto dalla legge delega sul nuovo codice di procedura penale, il Governo ha impedito alla Commissione bicamerale di esaminare il "pacchetto" di riforme necessarie per raccordare il detto codice al contenuto di alcune innovatrici sentenze della Corte costituzionale e, soprattutto, per rispondere alle esigenze di rapidita' ed efficacia dei processi, emerse nei primi tre anni di esperienza (per esempio, rito pretorile, incidente probatorio, ecc.): omissioni, queste, che - specie se poste a fronte della prontezza del precedente ministro nel proporre modifiche al codice, estensive del divieto di pubblicazione degli atti e addirittura abrogatrici del segreto professionale - sono atte a minare la posizione di indipendenza costituzionale della magistratura e specialmente ad indebolire l'azione penale del pubblico ministero; le carceri risultano insopportabilmente sovraffollate, ma nessuna misura di organico intervento e' stata sino ad oggi presentata dal Ministro competente, mentre decine di nuovi stabilimenti penitenziari non sono ancora posti in esercizio -: quale sia la politica della giustizia del Governo con riferimento ai problemi e alle questioni sopra ricordate; in particolare: le ragioni che hanno indotto il Governo a non comunicare sino ad oggi al Parlamento la relazione sullo stato della giustizia rimessagli dal CSM e le altre proposte di riforma parimenti rimessegli da tale organo; e quale sia la posizione del Governo sul merito della relazione e delle proposte; se il Ministro non ritenga di individuare precisi interventi di ordine amministrativo ed operativo intesi ad accrescere la produttivita' dei magistrati, a valorizzarne la professionalita' e a dare funzionalita' alla giustizia, e altresi' per presentare le opportune proposte di riforma legislativa, in particolare dei codici, ma anche del Ministero di grazia e giustizia. (2-00657)