Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00659 presentata da MARTUCCI ALFONSO (PARTITO LIBERALE ITALIANO) in data 19930331
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro di grazia e giustizia, per sapere - premesso che: le esperienze giudiziarie e sociali sviluppatesi dalla entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale, dall'ottobre 1989, hanno registrato l'accumulo nel processo penale di una serie di discrasie, omissioni, ritardi e di abusi applicativi i quali hanno comportato un giudizio, pressoche' unanime, di autentico fallimento del nuovo codice; oltre tutto l'incremento delle iniziative di azione penale dovute sia allo sviluppo della criminalita' comune e di quella organizzata sia alle numerose indagini in materia di delitti cosiddetti "pubblici" e politiche ha comportato un ulteriore aggravamento della esperienza negativa ed una patologia del ritardo nel processo; una sostanziale incertezza del diritto si e' andata registrando per l'intersecarsi di mini riforme e di sentenze della Corte Costituzionale per vario grado riformatrici del codice; in particolare autentiche violazioni dei princi'pi regolatori della nuova legge penale e della norma costituzionale si sono verificate quanto a: 1) disparita' tra difesa ed accusa per la posizione di privilegio da questa assunta sia quanto ai vari interventi processuali sia, va sottolineato per la parte piu' chiara e clamorosa, quanto alla acquisizione delle prove - capitolo ovviamente fondamentale nel processo; 2) inconcepibile privilegio della fase delle indagini di polizia e delle indagini preliminari per la acquisizione e la valutazione delle prove, con sostanziale subordinazione della fruizione del giudice, spesso limitato ad una registrazione delle prove di accusa; 3) posizione di quasi superfluita' del giudice delle indagini preliminari (GIP) ed in particolare del giudice dell'udienza preliminare (GUP), quest'ultimo nell'attuale regime dell'udienza preliminare spesso limitato ad una funzione di... semplice passacarte per il giudizio; 4) abuso costantemente registrato delle proroghe dei termini sia per il periodo delle indagini preliminari sia per quello di custodia cautelare, con inique conseguenze quanto al diritto del cittadino di essere giudicato sollecitamente (il problema assume aspetto ancora piu' rilevante per i "politici" inquisiti, con conseguenze destabilizzatrici per le strutture istituzionali) e quanto alla presunzione di non colpevolezza del cittadino; 5) incertezza di una parte delle normative concernenti l'avviso di garanzia, i termini di impugnazione, l'intervento della difesa in alcune fasi delle indagini preliminari; 6) mancanza totale di disciplina della normativa sulla riservatezza delle indagini preliminari e sul diritto del cittadino al rispetto della reputazione, soprattutto prima del giudizio pubblico. Incertezza sull'uso dei procedimenti speciali nelle varie fasi e gradi del giudizio; 7) totale disconoscimento della concezione della pena quale e' secondo la norma costituzionale intesa al recupero del condannato e disumanizzazione della detenzione con un protratto e pressoche' indiscriminato uso dei regimi cosiddetti speciali di detenzione; gli interpellanti sottolineano che le premesse-osservazioni di cui sopra non esauriscono di certo le critiche che si potrebbero rivolgere al sistema -: se e quali iniziative siano allo studio per la revisione del codice di procedura penale per quanto richiamato e quali iniziative di coordinamento si intendano prendere con le assemblee rappresentative onde evitare accumuli e contrasti di incidenze riformatrici. (2-00659)