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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00653 presentata da TASSI CARLO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930331

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per conoscere: le ragioni politiche e giuridiche che hanno consentito, sino ad oggi, al cosiddetto gruppo FIAT, di essere e rimanere, impunemente, al centro del piu' grande e grosso scandalo economico, politico e finanziario della storia di questa Repubblica, senza alcuna verifica della Guardia di finanza sulla contabilita' e bilanci; come mai solo oggi, e per intervento diretto del magistrato penale (PM di Torino) competente, qualcosa si muova in questo senso. Lo scrivente gia' aveva segnalato e richiesto questo doveroso comportamento dall'estate del 1992, cioe' da quando era certo e acclarato per tutti, tranne che per il compiacente Ministro delle finanze e degli uffici preposti a quei controlli, che per poter pagare "tangenti" miliardarie occorrevano fondi e conti, nazionali o internazionali, fuori contabilita' e fuori bilancio, quindi in dispregio e violazione delle norme fiscali, anche penali, vigenti in materia; come mai gli uffici fiscali competenti e la stessa Guardia di finanza, non abbiano provveduto doverosamente, come del resto segnalato e richiesto a mezzo di atto di sindacato ispettivo politico parlamentare dal sottoscritto sin dall'estate 1992, quando era, ormai, evidente e comprovata la gravissima situazione; come mai, quando un piccolo artigiano o un povero commerciante finisce al centro del minimo fatto di cronaca che, in qualche modo, interessa una possibile violazione, viene immediatamente investito dagli accertamenti della Guardia di finanza, mentre questo non avviene mai per i "padroni del vapore"; se, in merito siano in atto inchieste amministrative, indagini di polizia giudiziaria e tributaria e se i fatti abbiano formato oggetto di procedimenti penali per le evidenti omissioni in atti e doveri d'ufficio; se i fatti siano noti alla procura generale presso la Corte dei conti al fine di accertare, perseguire e doverosamente reprimere le evidenti responsabilita' contabili, del resto sempre conseguenti abusi e omissioni, anche negli obblighi e doveri di controllo, addebitabili o addebitati a pubblici funzionari, siano essi di carriera, come dirigenti di uffici fiscali, anche periferici, o onorari come ministri o sottosegretari, specie se interessati, come i responsabili di questo Governo e del Ministero delle finanze in particolare, proprio da atti di sindacato ispettivo parlamentare politico. (2-00653)

 
Cronologia
lunedì 29 marzo
  • Politica, cultura e società
    Mario Segni lascia la DC, denunciandone la crisi politica e morale.

martedì 6 aprile
  • Politica, cultura e società
    Approvata la relazione della Commissione parlamentare antimafia (presieduta da Luciano Violante) che indica l'esistenza di specifici rapporti tra la criminalità organizzata e il potere politico e in particolare descrive il ruolo svolto da Salvo Lima come referente politico all'interno della struttura di Cosa nostra.