Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00913 presentata da CALINI CANAVESI EMILIA (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19930401
Ai Ministri del lavoro e previdenza sociale, della sanita' e dell'interno. - Per sapere - premesso che: dal 30 marzo 1993, gli operai della FIAT Auto - Stab. Alfa Romeo di Arese che si sentono male durante l'orario di lavoro vengono messi in "permesso personale non retribuito" dai capi officina, anziche' in normale permesso sanitario retribuito e devono recarsi dal proprio medico personale per giustificare la malattia dell'intera giornata; agli ammalati per i quali sono state riconosciute, a volte da molti anni, le "ridotte capacita' lavorative", l'azienda non riconosce piu' questa condizione e secondo i funzionari della direzione del personale si potra' tornare a prendere in considerazione il fatto di non pretendere il 100 per cento della produzione solo se, a seguito di domanda individuale del lavoratore, la clinica del lavoro riconoscera' le condizioni di infermita'; numerosi sono i casi di irregolarita' e occultamento degli infortuni e di persecuzione degli ammalati per indurli ad abbandonare la fabbrica denunciati dalle organizzazioni sindacali (FIM-FIOM-UILM-COBAS), e lo scorso anno sono stati condannati cinque dirigenti aziendali per i succitati fatti; i COBAS dell'Alfa Romeo denunciano il sospetto che questa iniziativa dell'azienda punti ad ottenere da CGIL, CISL e UIL un accordo per limitare o impedire la difesa legale dei lavoratori e il rispetto delle norme legislative in vigore, aggirando cosi' le numerose cause pendenti in materia; il 31 marzo 1993, un operaio della selleria, ricoverato d'urgenza all'ospedale di Rho per un attacco di angina pectoris, e' stato considerato in permesso personale dalle 9 alle 15, ossia dal momento in cui e' caduto a terra dopo le prime due ore di lavoro -: quali provvedimenti intendano attuare i Ministri in indirizzo ciascuno per le proprie competenze per impedire le vere e proprie persecuzioni che non consentono ai lavoratori la fruizione di quel diritto alla salute garantito dalla nostra Costituzione. (3-00913)