Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00675 presentata da TASSI CARLO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930420
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri delle finanze, dell'interno e di grazia e giustizia, per conoscere: i motivi politici della evidente colpevole e dolosa copertura data dagli uffici finanziari, nonche' dai nuclei della Guardia di finanza, sia tributario come valutario, a favore del gruppo FIAT, nonche' dell'ENI, ENEL, SNAM, SAIPEM, AGIP, in merito al fatto che, pur acclarate responsabilita' gravissime di quei gruppi, cosi' come di tutte le grandi imprese coinvolte in "Tangentopoli", non siano state immediatamente disposte le doverose, necessarie e obbligatorie per legge verifiche fiscali, sia tributarie come valutarie, visto che da mesi e' accertato che tutti quei gruppi, avendo "fondi neri" per poter pagare corruzioni, concussioni, cioe' tangenti, funzionari, deputati, senatori, segretari di partiti e amministrativi, a centinaia e migliaia di miliardi, per decenni a questa parte avevano tutti una contabilita' ufficiale falsa, cosi' tutti hanno redatto, pubblicato e depositato nelle cancellerie dei tribunali competenti, bilanci falsi per anni e decenni; per quali motivi e per quali protezioni politiche, e a quale livello, la Guardia di finanza non si sia mossa nemmeno dopo oltre dieci mesi fa, dopo che lo scrivente aveva proposto atti di sindacato politico ispettivo parlamentare che segnalavano la evidente, a parere dell'interpellante, menzogna nelle dichiarazioni di uno dei responsabili del gruppo FIAT, l'ex senatore democristiano Umberto Agnelli, che a TG 1, TG 2 e TG 3 aveva dichiarato, alle prime avvisaglie del coinvolgimento della Cogefar Impresit SpA del gruppo FIAT, nelle indagini per "mani pulite", che "le accuse non potevano che essere infondate" e, "in caso che si fosse verificato qualche caso isolato non poteva che essere cosa di poco conto altrimenti (esso Umberto Agnelli) lo avrebbe saputo". Ora, a parte che il di' appresso a quelle impegnative dichiarazioni (forse fu l'ultima volta che il predetto ex senatore democristiano Umberto Agnelli fece dichiarazioni publiche alla televisione di Stato per la FIAT, ma forse non ne fece piu' nemmeno per la Juventus!), resta pur sempre certo e fermo il fatto che il di' appresso venne arrestato il suo "braccio destro" Papi, e poi Costa, e poi venne accertato che il gruppo FIAT aveva addirittura una societa' finanziaria (la Ydrocarbo AS) e una banca a Lugano, in confederazione elvetica, per poter fare i "grossi pagamenti" ai partiti politici e ai loro referenti, con maggiore facilita' e con maggiore garanzia di incolumita' e impunita'. La scoperta di quei canali avrebbe dovuto immediatamente imporre l'intervento massiccio della Guardia di finanza che, peraltro, per suo dovere avrebbe dovuto intervenire sin dalla estate 1992, per ordine del Ministro, sollecitato appunto dall'atto ispettivo politico-parlamentare dello scrivente in proposito; se, in merito, siano in atto inchieste amministrative, indagini di polizia giudiziaria o tributaria e se i fatti siano noti alla procura generale presso la Corte dei conti, al fine di accertare, perseguire e giustamente reprimere le evidenti responsabilita' contabili, del resto sempre conseguenti abusi e omissioni, anche negli obblighi e doveri di controllo, o errori con danno dell'erario o dei cittadini, addebitabili o addebitati a pubblici funzionari, siano essi di carriera (come segretari generali del Ministro delle finanze o direttori generali) o onorari (come ministri o sottosegretari). (2-00675)