Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00683 presentata da TASSI CARLO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930420
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri per conoscere: per quali motivi politici si sia tollerata l'omissione dei doveri e atti d'ufficio dei responsabili degli uffici finanziari e della Guardia di finanza di Torino, e dei vari ministri delle finanze che hanno avuto l'attenzione loro richiamata da ripetuti atti di sindacato politico parlamentare dello scrivente sin dalla primavera 1992 in merito al doveroso intervento sulla contabilita' e bilanci del gruppo Fiat, se non altro da quando era certo che qualche "tangente" miliardaria, prima dalla COGEFAR IMPRESIT Spa poi da altre aziende del gruppo Fiat, era stata versata a politici corrotti o concussori; quando era anche certo che tali notevoli esborsi e spese, non risultavano, ovviamente, ne' in contabilita', ne' nei bilanci; come sia possibile che tale fatto sia avvenuto quando e' ovvio che le societa' per azioni sono tenute alla contabilita' formale a partita doppia, si' che non potrebbe essere consegnato uno spillo di materiale o effettuata una spesa di una sola lira senza che risultasse nella doverosa contabilita' "ordinaria" e, conseguentemente, nei bilanci depositati. La cosa e' ancora, se possibile, particolarmente grave, dopo le dichiarazioni formali e pubbliche date da Umberto Agnelli in TG1, TG2 e TG3, dopo l'arresto del primo funzionario del gruppo Fiat della Impresit Cogefar spa: "la Fiat non fa certe cose", anche se quelle "cose" oggi dopo che sono state accertate sono note a tutti e notorie, vengono ammesse anche dai "vertici" massimi del gruppo Fiat; "se e' successo qualcosa deve essere di poca importanza, altrimenti lo avrei saputo". E' poi stato accertato che c'era a disposizione addirittura una finanziaria internazionale acquistata in Argentina poi "portata" in Svizzera e, quindi, sostituita addirittura con uno sportello bancario a Lugano! Il tutto, per meglio distribuire le miliardarie tangenti da interi lustri!; se, in Italia, paese che dovrebbe essere e rimanere la "culla del diritto", in cui dalla Costituzione della Repubblica dovrebbe essere stato restituito lo "Stato di diritto" esistano dei soggetti come il "gruppo Fiat" avulso dai controlli della Guardia di Finanza, cosi' pronta ad agire anche per l'acquisto di una gomma da masticare da parte di un bimbo senza lo "scontrino" fiscale o di un pasticciere che assaggia una pasta di sua produzione, nel suo negozio!; di quali protezioni, abbia potuto "godere" il gruppo Fiat fino ad oggi, e, comunque chi siano i responsabili degli uffici delle imposte dirette di Torino, dell'Ufficio imposta sul valore aggiunto di Torino e il comandante della Guardia di finanza di Torino; se sino ad ora, nei confronti di quei funzionari altissimi dello Stato, in delicatissimi posti di responsabilita', come quelli soprarichiamati, sia stata iniziata, quanto meno, azione disciplinare e di responsabilita', se non altro, per omisssione dei loro elementari doveri di ufficio; se, in merito, siano in atto ispezioni o inchieste amministrative, indagini di polizia giudiziaria o tributaria, e se i fatti siano noti al Consiglio superiore della magistratura, perche' solo da qualche settimana il PM di Torino sembra aver richiesto ai colleghi di Milano gli atti relativi alle "tangenti Fiat", si spera per il controllo delle responsabilita' penali in merito alle norme di cui alla nota legge "manette agli evasori" che, sino ad oggi ha creato solo la disperazione dei poveri piccoli commercianti e artigiani, spesso vittime di vere e proprie truffe, non sanzionate, di altri; se i fatti siano noti alla Procura generale presso la Corte dei conti al fine di accertare, perseguire e doverosamente reprimere le evidenti responsabilita' contabili sempre conseguenti abusi e omissioni, anche negli obblighi e doveri di controllo addebitabili e addebitati a pubblici funzionari siano essi dirigenti di uffici periferici o centrali dei vari Ministeri o ministri o sottosegretari, cioe' onorari. (2-00683)