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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00685 presentata da TASSI CARLO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930421

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, i Ministri dei lavori pubblici, dell'interno, delle finanze, dei trasporti, di grazia e giustizia e del tesoro, per sapere come mai i lavori sulla tangenziale di Parma non siano ancora terminati, e la tangenziale non sia ancora aperta al traffico; come mai la "tangenziale" di Piacenza gia' al suo "primo inverno", veda il crollo delle cosiddette "barriere antirombo" alle prime cadute imbrifere di un certo rilievo, peraltro normale per il clima settentrionale, in questa stagione; come mai il terreno ammonticchiato alla fine del primo tronco della nuova strada, sia lasciato abbandonato, proprio nelle vicinanze della confluenza della tangenziale sulla strada statale n. 45 per Genova, si' da aggravare, per la conseguente mancanza di visibilita', quel gia' pericoloso incrocio di confluenza veicolare; se anche questo "abbandono" sia attribuibile alla srl Titano che "forte" di un capitale di lire 20 milioni fu assegnataria, in forza di vantate o millantate "amicizie" delle opere di sterro e movimento terra di tutto l'ultimo tronco di tangenziale costruito, senza che la predetta societa' avesse un dipendente, tecnico o operativi, ovvero la proprieta', o anche la disponibilita' di un mezzo meccanico: in sostanza, non aveva nemmeno una pala ne' un piccone; se sia possibile che a cosi' pochi anni o mesi dalla costruzione le tangenziali di Piacenza, Parma, Reggio-Emilia e Modena debbano essere nell'attuale stato di pessima pavimentazione, per la quale occorre e basta un acquazzone per aprire buche e avvallamenti; come mai sull'Autostrada del Sole le gravissime cunette e avvallamenti tra i chilometri 95 e 96 non siano state di gia' eliminate, ancorche' esistenti e segnalate anche dall'odierno interpellante da anni; come mai non esistano efficaci ed efficienti, e se esistano controlli e siano effettuati non abbiano portato alla denuncia dei difetti e dei vizi qui ancora una volta segnalati; se il Governo abbia qualche motivo politico, e comunque particolare o giustificabile, per non far funzionare i suoi uffici, anche e soprattutto quelli di collaudo tecnico e di controllo tecnico e amministrativo, perche' davvero sembra, a questo punto, che tale gravissima menda non sia solo casuale ma addirittura causale, e comunque tale da coprire e proteggere le malefatte dei funzionari addetti, e dei costruttori incapaci, incompetenti e inadempienti; che cosa intenda fare il Governo per la gravissima situazione ormai acclarata sull'Autocisa al Ponte Taro I, ove deve essere rifatto probabilmente tutto il ponte; come mai nonostante le denunce, le interrogazioni, le interpellanze, da anni dell'odierno esponente le sette arcate del ponte ferroviario sul Taro della linea ferroviaria Milano-Roma e Milano-Bari-Lecce, occupate di fatto ed escluse al deflusso delle acque dalle opere e dalle costruzioni della SpA Pizzarotti non siano restituite alla loro funzione di opere per il deflusso delle acque del Taro, specie in caso di piene, cosi' possibili e probabili, addirittura in stagioni come quella presente; se, in merito ai fatti summenzionati e descritti, siano finalmente in atto ispezioni o inchieste amministrative, indagini di polizia giudiziaria o tributaria e se i fatti siano noti alla procura generale presso la Corte dei conti al fine di accertare perseguire e giustamente reprimere le evidenti responsabilita' contabili, del resto sempre conseguenti abusi e omissioni, anche negli obblighi e doveri di corretti controlli, addebitabili o addebitati, anche ad errori, con danni dell'erario o dei cittadini di funzionari pubblici, siano essi di carriera (come direttori generali o dirigenti dui unita' operative o di uffici pubblici anche periferici) ovvero onorari (come ministri o sottosegretari, specie se muniti di delega. (2-00685)

 
Cronologia
domenica 18 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Il corpo elettorale approva a larga maggioranza i referendum sulla modifica del sistema di elezione del Senato (sì: 82,7%), sull'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti (sì: 90,2%), sulla fine dell'intervento governativo nelle nomine dei vertici delle Casse di risparmio (sì: 89,8%), sull'abolizione dei Ministeri delle partecipazioni statali (sì: 90,1%), del turismo e dello spettacolo (sì: 82,3%) e dell'agricoltura (sì: 70,2%), nonché sulla sottrazione alle USL del controllo sull'ambiente sì: 82,6%). Con una percentuale più contenuta passa invece il referendum sull'eliminazione delle pene detentive per i semplici consumatori di droga (sì: 55,4%).

giovedì 22 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Dopo un dibattito parlamentare sulla situazione politica, Giuliano Amato, sottolineando la fine di un periodo politico, rassegna le dimissioni.