Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00687 presentata da TASSI CARLO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930421
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, i Ministri delle finanze, del tesoro, dei lavori pubblici e di grazia e giustizia, per conoscere: i motivi politici per i quali non si e' piu' provveduto a serie ispezioni, inchieste e indagini amministrative sull'operato degli uffici e organi che provvedevano e avrebbero dovuto controllare i lavori e le opere pubblici; come sia possibile che solo gli organi giudiziari e con tanto insopportabile e incomprensibile ritardo scoprano i veri e propri scandali in ogni ufficio pubblico che abbia avuto la possibilita' di maneggio di rilevanti somme di denaro o di finanziamento, e sempre a seguito di ripetute, non sempre credute o controllate, denunce di privati; come mai da decenni ormai non funzionino piu' le attivita' di normale e doveroso controllo interno e burocratico (le antiche, ormai e' doveroso definirle cosi' "ispezioni"). Da decenni gli "ispettori" e le "ispezioni" sono solo annunciate agli uffici e dagli uffici agli enti e soggetti se esterni; e' ormai una "prassi consolidata", una vera e propria "tradizione" dell'Italia democratica e antifascista, che ha portato alla situazione inaccettabile, per un verso, e paradossale per altri, della vita amministrativa finanziaria, pubblica e privata, che ora incomincia ad essere sotto gli occhi di tutti. Dal Presidente della Regione aostana, alle infermiere di Sicilia, ma si potrebbe dire dal Presidente della regione Sicilia agli infermieri degli ospedali del nord d'Italia, tutto e' farsescamente condotto alla insegna della mancanza del senso del dovere, alla mancanza dei controlli, alla mancanza nei controlli del rispetto degli obblighi conseguenti; come mai nessuno al Governo o nei ministeri qui interpellati, abbia mai avuto un dubbio sulle tangenti che le "grandi" imprese pagavano al fine di ottenere gli appalti delle "grandi" opere, nemmeno dopo la scoperta dello scandalo delle "Carceri d'oro" ove l'appalto per grande carcere di Opera era stato assunto nel modo bene scoperto anche dalla Commissione inquirente, e indicato nella relazione di minoranza dell'odierno interpellante da chi come l'architetto De Mico e la CO.DE.MI S.P.A. non aveva nemmeno un macchinario o un dipendente per costruire un muretto! Nessun controllo nemmeno a una cooperativa "rossa" che pure subappaltava sempre e comunque circa un terzo delle "grandi" opere che le "grandi" imprese appaltavano dall'ANAS dal Ministero dei lavori pubblici dalle Regioni, tangente ai "partiti del potere" perche' al PCI e poi al PDS provvedevano "in proprio", ad avviso dell'interrogante, le "cooperative rosse", naturalmente tutti ingrandendo del costo delle varie "tangenti" il prezzo degli appalti e delle opere. Per conoscere i motivi politici che sino ad ora e ancor oggi hanno spinto i ministri delle finanze da Formica, a Goria, a Reviglio all'attuale a non inviare la Guardia di finanza sin dall'estate del 1992 a controllare tutta la contabilita' e i bilanci del Gruppo Fiat, che gia' da allora era indicato (oggi e' documentato dalla IDROCARMO S.A. e dalla Banca utilizzata in Lugano) come distributore di centinaia di miliardi in "mazzette", "bustarelle", "tangenti" o simili, in tutta Italia, con enti e societa' "operanti" in paesi fuori dalla Comunita' economica europea come Argentina e Svizzera; per sapere come mai la Guardia di finanza non abbia gia' disposto immediato controllo sulle cooperative, leghe e consorzi di cooperative coinvolte nelle indagini e a Torino si debba aspettare l'attivita' di un pubblico ministero per iniziare i controlli contabili sulla Fiat e il suo "gruppo". (2-00687)