Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00691 presentata da BALOCCHI MAURIZIO (LEGA NORD) in data 19930422
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro del tesoro, per sapere - premesso: che con sentenza n. 1/1991 della Corte Costituzionale e' stata perequata la situazione giuridica dei pensionati dirigenti pubblici ante 1979 a quelli posti in pensione successivamente a tale data, beneficiari della legge n. 468 del 1987; che il Governo e per esso il Ministro del tesoro dichiararono in Parlamento di volere dare attuazione ai sensi dell'articolo 137 della Costituzione, a tale sentenza; che il Parlamento voto' in tal senso adeguati stanziamenti; che - dopo un primo acconto del 40 per cento sia sugli arretrati, sia sulla pensione, corrisposto agli aventi diritto nel gennaio 1992 - sono ben pochi coloro che, a quasi due anni e mezzo dalla sentenza della Corte Costituzionale, hanno ricevuto quanto di loro spettanza, soprattutto in alcune amministrazioni come Finanze, Tesoro, Interni, CPDEL, che si sono tristemente distinte in una opera di obliterazione dei diritti dei pensionati; che, nonostante i princi'pi di perequazione e di adeguamento automatico delle pensioni alle retribuzioni in base agli articoli 3, 36, 38 della Costituzione siano stati ribaditi nella predetta sentenza 1/1991, il Governo ha successivamente proposto e fatto approvare leggi che ribaltano completamente tali concetti e si pongono addirittura contro il disposto costituzionale, come la 37/1990, la 21/1991 e la 216/1992, riproponendo e ricostituendo il triste fenomeno delle "pensioni d'annata" e contravvenendo ad un preciso voto del Parlamento dell'ottobre 1989 -: se non ritengano sia loro stretto ed imprescindibile dovere, a tanta distanza dalla sentenza, che sia pure tardivamente rese giustizia ai pensionati ricorrenti, intervenire con tempestive istruzioni su tutte le amministrazioni dello Stato affinche' sia data immediata esecuzione alla decisione della Corte Costituzionale, in unica soluzione; se non ritengano, nella lettera e nello spirito delle decisioni della Consulta e del voto del Parlamento, proporre l'abolizione delle discriminazioni contro i pensionati contenute nelle 3 leggi sopra indicate, stabilendo che i benefici economici in esse ottenuti dai lavoratori vengono estesi a tutti coloro che sono gia' stati posti in quiescenza; se infine non ritengano che i frutti di una politica contro i pensionati, che intende istituzionalizzare per il futuro e per tutti i lavoratori pubblici e privati, la pratica antigiuridica ed anticostituzionale delle "pensioni d'annata", siano prevedibilmente cosi' gravi, da consigliare un immediato cambiamento di rotta nel senso indicato dalla Corte Costituzionale e peraltro da anni seguito nei piu' progrediti Stati occidentali. (2-00691)