Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00700 presentata da TASSI CARLO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930428
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri delle finanze, del tesoro, dell'interno e di grazia e giustizia, per sapere - premesso che: l'interpellante si domanda quali siano i motivi politici che impediscono all'Italia di avere un sistema fiscale moderno che parta dai principi costituzionali di cui all'articolo 53, ma tenga anche conto del principio fondamentale di politica fiscale, universalmente accettato, (quanto meno in quei paesi ove non esiste o quali l'evasione fiscale e il rapporto cosi' difficile, pressoche' impossibile comunque sempre contenzioso che esiste in Italia tra contribuente e fisco) del divieto della doppia imposizione e della doverosa detrazione delle spese reali, necessarie per la vita del cittadino e la sopravvivenza delle aziende -: come mai in Italia, sulla casa debbano gravare ben una ventina tra tasse, imposte, balzelli, taglie e gabelle varie; quali motivi poitici abbiano impedito alla guardia di finanza di Torino, al Ministero delle finanze, al Governo, nonostanti i solleciti di interrogazioni e interpellanze in proposito fatte dalla primavera del 1992, dall'interrogante, di andare a controllare, ex officio, e sin dalle prime notizie di "tangentopoli FIAT" contabilita' e bilanci del gruppo FIAT e di tutte le aziende del gruppo stesso; cosa abbia impedito alla Guardia di finanza di Milano e agli uffici fiscali competenti di fare altrettanto per il gruppo ENI, SNAM, SAIPEM, AGIP; alla Guardia di finanza di Venezia di fare altrettanto nei confronti del gruppo ex Grassetto, e cosi' via per ogni "gruppo" finanziario che oltre alla corruzione conclamata e proprio per la possibilita' di ingentissime somme per le lucrose e costose corruzioni (o anche concussioni) cosi' note e conclamate, dimostravano all'inclita e al volgo, meno che ai competenti uffici fiscali, che pure ben avevano dovere di intervento, enormi falsita' sia nelle contabilita' come nei bilanci, se avevano potuto accantonare miliardi di lire a centinaia per appagare la "fame dei politici e dei funzionari pubblici corrotti" vincendo appalti e prendendo enormi commesse, cosi' frodando anche la libera concorrenza; se, in merito ai mancati doverosi interventi degli uffici fiscali e dei vari comandi della Guardia di finanza, per i conclamati casi in punto ai vistosi delitti commessi per violazione della notoria e famigerata legge detta "manette agli evasori" (che sino ad oggi ha colpito solo i soliti "poveracci" quelli senza "santi in paradiso fiscale" senza "amici o amici degli amici" ovvero "compagni o compagni dei compagni" vedi caso Greganti e PCI PDS caso finanziamenti URSS PCI PDS!) per casi cosi' noti e clamorosi, per sapere se, in merito siano in atto inchieste amministrative, indagini di polizia giudiziaria o tributaria (anche per questo dovrebbe intervenire e non interviene!) e se i fatti siano noti alla procura generale presso la Corte dei conti al fine di accertare, doverosamente perseguire, giustamente reprimere le evidenti responsabilita' contabili. (2-00700)