Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00724 presentata da TASSI CARLO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930507
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per conoscere: quali siano i motivi e le ragioni politiche che hanno impedito al Governo (e sino ad oggi hanno tenuto ferma anche l'attivita' doverosa dell'Avvocatura di Stato) di iniziare le utili e necessarie azioni giudiziarie di merito e cautelari per garantire, in caso di condanna, il recupero delle somme dovute e il conseguente risarcimento del danno a carico degli imputati di corruzione, concussione e ogni altro reato contro la pubblica amministrazione in relazione agli illeciti commessi con danno dell'erario, dei cittadini e degli amministrati; quali iniziative siano state assunte per evitare che al momento delle condanne irrevocabili, sotto il profilo "civilistico" non si consegua la solita "vittoria di Pirro" come e' gia' avvenuto per i grandi scandali di regime quali quello cosiddetto del petrolio, allorche' il generale ex comandante della Guardia di Finanza (all'epoca nominato a tale carica dall'allora presidente del consiglio onorevole Giulio Andreotti, sembra su specifica segnalazione dell'allora vicario in Roma cardinale Poletti) condannato a pur pesante pena, quasi del tutto del resto condonata, non restitui' alcunche' all'erario, ne' pote' esser nei suoi confronti esercitata alcuna efficace e produttiva azione, ancorche' esecutiva, per lo stato di "nullatenenza" che aveva, nelle more del giudizio, costituito il predetto. Altrettanto dicasi per l'ex vice comandante della Guardia di finanza e capo dell'ufficio informazioni di quell'Arma, generale Lo Prete; quali siano i motivi per cui tale costume e sistema, che scende, tra l'altro, da una vera e propria omissione di atti d'ufficio, sia di fatto ripetuto e continuato, anche a fronte del ben piu' grave e scandaloso fenomeno, che costituisce veramente "lo scandalo di regime" per eccellenza, noto a tutti ormai come "tangentopoli"; se siano state ricercate, sia nel caso dello scandalo del petrolio e nella inefficienza e intempestivita' degli interventi, come nei ritardi attuali, complicita' da solidarieta' "massonica" posto che molti dei personaggi interessati hanno quel comune denominatore, comune a tanti dirigenti di uffici pubblici e statali; se in merito ai fatti di cui sopra siano in atto ispezioni, inchieste o attivita' amministrative, indagini di polizia giudiziaria, tributaria o valutaria (per le evidenti e clamorose esportazioni di valuta effettuate al fine di garantirne la disponbilita' agli interessati, al "sicuro" dalle azioni accertative ed esecutive degli organi statali preposti); se i fatti siano noti alla procura generale presso la Corte dei conti al fine di accertare, giustamente perseguire e doverosamente reprimere le evidenti responsabilita' contabili sempre conseguenti ad abusi e omissioni, anche negli obblighi di controllo, ovvero errori, forieri di danno per l'erario, per i cittadini o per gli amministrati in genere, addebitabili o addebitati a pubblici ufficiali, siano essi di carriera come direttori generali, o avvocati dello Stato, sia al centro come nelle delegazioni regionali, ovvero onorari come ministri o sottosegretari. (2-00724)