Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00733 presentata da TASSI CARLO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930511
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri per conoscere: i "motivi politici" che impediscono al governo di disporre e imporre le verifiche contabili e fiscali a tutte le imprese e attivita' del Gruppo Fiat, specie dopo le - ancorche' non certo spontanee, ma imposte dalla situazione giudiziaria - ammissioni dei suoi maggiori responsabili, Agnelli e Romiti; quali "motivi" politici abbiano impedito sino ad oggi tali misure altrettanto doverose nei confronti delle cosiddette cooperative rosse, del consorzio nazionale delle cooperative (di cui e' stato arrestato un importante amministratore); se l'inefficienza degli organi e uffici fiscali, sia degli uffici IVA e imposte dirette come della Guardia di Finanza di Torino, cosi' come, rispettivamente quelli di Reggio nell'Emilia, Ravenna, Bologna e Milano, ove hanno sede le maggiori cooperative rosse e il "consorzio" delle stesse, siano da addebitare a "protezioni" dei rispettivi "gruppi di pressione"; cosa intenda fare il governo per imporre anche a questi "nuovi signori" o "signorotti" della vita economica e finanziaria, operanti in Italia e destinatari di tanti benefici fiscali e finanziari, di fatto, a carico della "spesa pubblica", le regole e le doverose sanzioni, che in uno stato di diritto come dovrebbe essere l'Italia non possono consentire esenzioni di sorta; quali giustificazioni politiche intenda dare il governo al fatto che non sono stati effettuati gli interventi doverosi della Guardia di Finanza e degli uffici fiscali competenti nei confronti del gruppo Fiat sollecitati, ancorche' senza risultati, dall'odierno interpellante sin dalla primavera del 1992 (cioe' da quando era apparso chiaro che l'uso e l'abuso della tangente era sistematico, e che, siccome le pur rilevantissime somme non risultavano dalle contabilita' e dai bilanci ne' delle varie societa' del gruppo, ne' in altro modo, era evidente all'interpellante che sia le contabilita' come i bilanci di tutte le societa' e del gruppo stesso non erano veritieri), e ancor successivamente nei confronti delle cooperative rosse, che figuravano nella percentuale del 20-30 per cento nelle "grandi opere e lavori" pubblici; se, in merito, anche alle evidenti omissioni di obblighi e doveri di ufficio siano in atto inchieste amministrative, indagini di polizia giudiziaria o tributaria o valutaria (anche per la grande rilevanza del fenomeno, come espanso e utilizzato all'estero, soprattutto in Austria e in Svizzera, paesi confinanti con l'Italia, ma, utilmente per quell'illecito scopo, fuori dalla Comunita' economica europea), procedimenti giudiziari, anche penali, e se i fatti siano noti al Consiglio Superiore della magistratura per l'omissione degli interventi clamorosa ed evidente degli organi del Pubblico Ministero competenti per territorio, e alla Procura generale presso la Corte dei conti al fine di accertare, doverosamente perseguire e reprimere le piu' che evidenti e gravissime responsabilita' contabili, del resto sempre conseguenti ad ogni abuso e omissione, anche negli obblighi e doveri di controllo, ovvero anche errore, con enorme danno per l'erario, dei cittadini, o degli amministratori in genere, addebitabili e addebitati a pubblici funzionari siano essi di carriera come i direttori generali, ovvero i dirigenti di uffici periferici statali (civili o militari, delle imposte dirette o indirette o comandanti della Guardia di Finanza competenti per territorio!) ovvero onorari, come i segretari generali del Ministero delle finanze, ovvero onorari come ministri o sottosegretari. (2-00733)