Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00989 presentata da BUONTEMPO TEODORO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930518
Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: il criminale attentato di venerdi' 14 maggio 1993 a via Fauro a Roma, ha prodotto non solo indignazione ma anche preoccupazione e sconcerto nell'opinione pubblica; dalle prime risultanze delle perizie e degli accertamenti tuttora in corso nonche' dalle dichiarazioni di magistrati e funzionari di polizia impegnati nella lotta alla criminalita' organizzata non appare del tutto certa la matrice mafiosa dell'attentato; cio' contrasta con quanto affermato dal capo della polizia Parisi immediatamente dopo l'esplosione di via Fauro; a detta degli esperti e confrontando l'attentato di Roma con quelli messi a segno dalla mafia anche nel recente passato, la tecnica usata nella capitale e l'obiettivo scelto come bersaglio - il giornalista televisivo Costanzo - non appaiono immediatamente riconducibili alla strategia del terrore piu' volte attuata e sperimentata, purtroppo con ben altra efficacia, da Cosa Nostra; l'onorevole Commissario per la lotta alla mafia, dottor Domenico Sica, gia' nel 1988 spiego' davanti alla Commissione d'inchiesta sul terrorismo che in Italia sarebbe esistita un'agenzia criminale composta da un limitato numero di persone e capace di gestire "le grandi linee della criminalita' organizzata e persino del terrorismo" -: su quali notizie certe il Governo basi il proprio convincimento che l'attentato possa ricondursi, con ogni probabilita', alla criminalita' mafiosa; se e quali altre piste siano risultate degno di attenzione da parte degli inquirenti, soprattutto in riferimento alla possibilita' di un'azione dimostrativa contro l'Italia da parte di centrali terroristiche straniere legate al momento di grave destabilizzazione in atto nei Balcani; se, infine, non ritenga necessario e urgente verificare la consistenza della denuncia del dottor Sica che lascia supporre l'esistenza di una cupola criminale non propriamente mafiosa, in grado di condizionare attraverso una micidiale strategia eversiva la vita politica e sociale della nazione, soprattutto in momenti di transizione come quello che stiamo vivendo. (3-00989)