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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00992 presentata da BORGHEZIO MARIO (LEGA NORD) in data 19930519

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del lavoro e previdenza sociale e dell'industria, commercio e artigianato. - Per sapere - premesso che: risulta all'interrogante che, nel periodo dal 4 luglio al 30 settembre 1993 la soc. Fiat Auto spa pose in CIGS n. 23.000 lavoratori operai propri dipendenti, senza autorizzazione; risulta altresi' all'interrogante che l'INPS avrebbe pagato per tale periodo la somma di lire 900.000 al mese per ognuno dei 23.000 lavoratori operai della FIAT Auto spa; i Sindacati confederali, nonostante la palese violazione della legge, avrebbero svolto in questa circostanza un'opera di singolare mediazione "a senso unico", stipulando con la FIAT Auto l'accordo del 26 luglio 1985, con il quale ai "lavoratori sospesi dall'attivita' di lavoro in maniera continuativa dal 6 ottobre 1980 e in CIG al 30 giugno 1983", veniva fatto accettare "al fine di prevenire l'insorgere di ulteriori vertenze conseguenti alla situazione di sospensione nel periodo 4-7 luglio/30 settembre 1983" una somma forfettariamente stabilita in lire 500.000 a titolo di risarcimento del danno "per ciascun lavoratore operaio sospeso in via continuativa a partire dal 6 ottobre 1980 e tuttora in forza presso la societa' e che ne faccia richiesta"; ogni lavoratore richiedente ha dovuto sottoscrivere una dichiarazione con la quale, accettando il risarcimento forfettario di cui sopra, riconosce e dichiara di nulla piu' aver a pretendere in riferimento al periodo 4-7 luglio/30 settembre 1983; in tale quietanza era inoltre contenuta la delega alla societa' FIAT Auto "a trattenere l'importo di servizio sindacale pari al 4 per cento sulle somme liquidate e a versare tale somma all'OS da lui indicata"; molto stranamente, da parte sua, nonostante sentenze di primo grado, appello e Cassazione che condannavano la societa' FIAT Auto spa, ad un rilevantissimo rimborso, nell'ordine di circa lire 62.000.000.000, l'INPS non ha ad oggi esecutato la soccombente; risulta all'interrogante che, al fondo dalla strabiliante vicenda, vi e' la consolidata prassi, da parte dell'ufficio personale della FIAT, di gestire direttamente ed automaticamente i contributi INPS, elaborando i dati e trasmettendoli in via definitiva al CED dell'Istituto -: se non ritengano che, con la sottoscrizione del citato accordo del 26 luglio 1985, successivo a ben due sentenze pronunziate rispettivamente alle udienze del 16 novembre 1984 e del 5 luglio 1985 entrambe favorevoli ai cassaintegrati FIAT, gli stessi siano stati posti giuridicamente nella posizione di perdere ogni diritto di rivalsa verso la FIAT; se non ritengano che, da parte dell'INPS, vi sia stato finora un inspiegabile comportamento omissivo in ordine al recupero delle somme dovute da FIAT Auto spa in relazione alla CIGS del periodo 4-7 luglio-30 settembre 1983; se non ritengano opinabile il rapporto venutosi ad instaurare fra la societa' FIAT Auto spa e l'INPS in ordine alle modalita' della gestione dei contributi previdenziali; se risulti che vi siano stati, per questo periodo e per gli anni successivi, da parte dell'INPS adeguati e puntuali controlli sui versamenti contributivi di FIAT Auto e delle altre societa' del gruppo FIAT; se risultino altri analoghi accordi intercorsi fra la FIAT e le OOSS in punto contributi previdenziali; se le autorita' politico istituzionali torinesi e piemontesi, quali il Sindaco di Torino e il Presidente della Giunta regionale dell'epoca, siano stati posti a conoscenza del singolare accordo. (3-00992)

 
Cronologia
sabato 15 maggio
  • Politica, cultura e società
    Pietro Ingrao e alcuni suoi sostenitori lasciano il PDS in polemica con la linea politica del partito.

giovedì 20 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva con 409 voti a favore e 4 contrari la proposta di modifica dell'articolo 18, comma 2-bis, del proprio Regolamento.