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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01043 presentata da TASSI CARLO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930603

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno, delle finanze e di grazia e giustizia. - Per sapere: se sia nota al Governo (e dovrebbe esserlo per i diversi atti di sindacato ispettivo parlamentare gia' proposti dallo scrivente sul tema), la vera e propria persecuzione giudiziaria e a mezzo stampa, subita in questi anni dal cittadino Alde' Stefano, nato a Lecco il 4 aprile 1958, residente a Galbiate, via 1^ maggio 25, il quale, dopo una lunga detenzione preventiva per asserita associazione a delinquere, come contestato nell'ordinanza di custodia cautelare, e' stato posto agli arresti domiciliari, dopo ben due mesi di prigione, e cosi' tenuto per oltre quattro mesi, con tentativi di ricondurcelo in seguito ad una denuncia per evasione dagli arresti domiciliari perche' una notte, per mancanza di energia elettrica, ovvero per non aver sentito il campanello, non avrebbe aperto ai carabinieri, oggi non riesce, nonostante ormai la situazione sia abbastanza chiarita e l'accusa non sia sostenuta di fatto solo per il reato di usura (posto che da parte dell'accusa non si sanno fare i conti, visto che si confonde il contratto di leasing e quello lease back con i normali mutui, vale a dire contratti con effetti reali e con condizioni obbligatorie, con il mutuo che invece ha solo effetti obbligatori), ad avere il cosiddetto certificato antimafia. Con mille scuse dalla prefettura di Como si evita da oltre un mese l'emissione di quel certificato, nonostante quanto previsto dalla legge 6 agosto 1990, n. 241; se un cittadino gia' "distrutto" moralmente da una ingiusta accusa e da un'ingiustificata e ingiustificabile detenzione, dietro un castello di imputazioni assolutamente infondate (come l'associazione a delinquere, le truffe, le ricettazioni, le estorsioni, gli assegni a vuoto e via enumerando) dalla pubblicita' sui periodici, quotidiani e settimanali, su schermi televisivi (infatti quando venne arrestato, dopo che due giorni prima si era presentato al pubblico ministero con il suo difensore, avendo avuto notizia e comunque presumendo di essere indiziato, e dopo che gli era stato risposto che nulla risultava a suo carico, era stato tenuto per quasi dodici ore in commissariato a Lecco per "consentire" al TG 3 di riprendere il suo trasferimento in carcere) debba avere anche negato il fondamentale diritto di aver certificazione, quanto meno, di non essere un mafioso o comunque legato alla criminalita' organizzata. A tale proposito, tra l'altro, risulta che lo stesso Alde' Stefano abbia inoltrato documentata denuncia contro organi di polizia, che avrebbero agito ai suoi danni senza nessuna comunicazione o avviso, attribuendogli altre attivita' e contatti, come del resto gia' fatto presente al governo e ai ministri interrogati in un precedente atto di sindacato ispettivo parlamentare; se, in merito siano in atto ispezioni o inchieste amministrative; se, in merito, siano in atto indagini di polizia giudiziaria o tributaria e se i fatti siano noti alla Procura generale presso la Corte dei conti al fine di accertare, perseguire e giustamente reprimere le evidenti responsabilita' contabili, del resto sempre conseguenti ad abusi e omissioni, anche nei semplici doveri di controllo, od errori, come danno dell'erario, dei cittadini o degli amministrati, in genere, addebitabili e addebitati a pubblici funzionari, siano essi dirigenti di uffici periferici come il commisariato di pubblica sicurezza di Lecco, o il prefetto di Como, o onorari come ministri e sottosegretari, specie se muniti di delega. (3-01043)

 
Cronologia
venerdì 28 maggio
  • Politica, cultura e società
    Altissimo rinnova le dimissioni da segretario del PLI e al suo posto è eletto Raffaele Costa.

martedì 8 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Vengono nominati i deputati e i senatori componenti la Commissione parlamentare di inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, che sarà presieduta dal senatore Libero Gualtieri.