Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01044 presentata da ABBATANGELO MASSIMO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930603

Ai Ministri del tesoro, delle finanze, del bilancio e della programmazione economica e di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: gia' nel corso del 1991, mediante interrogazioni parlamentari presentate alla Camera ed al Senato non solo da esponenti del MSI-DN, si e' portato a conoscenza dei Ministeri competenti, e piu' specificamente dei Ministeri in indirizzo, una lunga serie di manchevolezze tecniche ed omissioni del Banco di Napoli, gia' denunciate all'epoca da alcune forze sociali alla vigilanza della Banca d'Italia e dettagliatamente consistenti in: 1) concessioni di finanziamenti in valuta di 2 miliardi e 500 milioni ciascuno a favore di Rita Negri, moglie del giudice Armando Lancuba; Antonietta Serra, moglie di Vincenzo Russo, anch'egli magistrato; Margherita Arpaia, moglie del sostituto procuratore Luigi Frunzio, del pool reati finanziari (che tra l'altro si interessava del caso Ambrosio, legato ad ambienti politici, sottoscrittore di azioni del Banco di Napoli per circa 5 miliardi); Giuseppe Calise, capo redattore del Mattino; Franco Ventriglia, fratello del piu' famoso Ferdinando; Rosalba D'Amico, sua moglie e Giuseppe Vescuso, dirigente dell'Ufficio italiano dei cambi. Tali finanziamenti divenivano fonte di acquisto di titoli i quali, posti a garanzia dei finanziamenti stessi, avrebbero costituito alla scadenza, le fonti di rimborso del credito erogato. Tutto cio' senza garanzie reali ed eludendo il controllo del comitato esecutivo dell'Istituto. L'operazione, nata con fini speculativi, si concludeva, per effetto di imprevisti accadimenti politico-economici (guerra del Golfo) nonche' di fisiologiche oscillazioni del mercato valutario, con una perdita secca, compensata solo parzialmente con un'anomala valutazione del cambio all'atto dell'estinzione del finanziamento; 2) omessi controlli nel comparto titoli-estero del Banco di Napoli in Napoli, che si concretizzavano nel proliferare di operazioni "pronti contro termine" perfezionate con contropartite di borsa cosiddette triangolari che, oltre ad eludere il versamento della riserva obbligatoria, potevano nascondere rapporti clientelari con alcuni ben individuati agenti di cambio e con fidate societa' finanziarie; 3) artifizi di ingegneria finanziaria posti in essere in sede di bilancio e piu' volte, per il passato evidenziati dalla societa' certificatrice di bilancio Price Water House, consistenti nel cambiamento arbitrario e continuo dei criteri di valutazione dei titoli in portafoglio; nelle stesse interrogazioni, oltre a sottolineare come la prassi gestionale fosse assai lontana da qualunque senso di deontologia professionale ed ancor piu' distante dalla ortodossia amministrativa, si evidenziava la scarsa oculatezza e la deficienza di capacita' imprenditoriali da parte del top management aziendale, che trovavano un facile ed immediato riscontro nell'incremento delle sofferenze e nei risultati di gestione di molte partecipate; in particolare lo stato di salute di alcune partecipate ha, al momento, abbondantemente superato i livelli di guardia, facendo registrare dati allarmanti e piu' specificamente: 1) la FACTORING, che nel 1990 chiudeva il bilancio in pareggio ma che, a fronte di un capitale di 20 miliardi, esponeva circa 40 miliardi di sofferenze, era costretta a fondersi nel 1992 con la LEASING, dando vita alla B. N. COMMERCIO e FINANZE che ha chiuso la gestione con un utile di 1,2 miliardi di lire, facendo registrare un decremento rispetto al bilancio della LEASING relativo all'anno precedente di circa 4,7 miliardi di lire. E' da sottolineare che la nuova societa' espone sofferenze per 178 miliardi, di cui 104 miliardi sono da imputare alla sola FACTORING; 2) GESTIBAN - posta in liquidazione sin dalla data della chiusura bilancio 1991 (liquidatore Luigi Panzone, amministratore delegato della Sofiban) -. A tutt'oggi non viene chiusa la liquidazione pur non essendoci alcun contenzioso in atto ed essendo stati totalmente assorbiti dal Bando dipendenti ed attivita'. Si devono opportunamente evidenziare in tale sede i disastrosi risultati di gestione che sin dal 1987 fanno registrare notevoli perdite e dettagliatamente: 1987'0perdita di 315 milioni; 1988'0perdita di 300 milioni; 1989'0perdita di 2.129 milioni; 1990'0perdita di 689 milioni; 1991'0perdita di 1.089 milioni. Oltre al ripianamento delle perdite registrate va considerato, per completezza di esposizione, il costo di investimento GESTIBAN che si adegua a circa 6.800 milioni a cui vanno sommati gli oneri di liquidazione; 3) la FINRETE, che fa registrare negli anni i seguenti preoccupanti risultati di gestione: 1987'0perdita di 407 milioni; 1988'0perdita di 3.717 milioni; 1989'0perdita di 6.789 milioni; 1990'0perdita di 4.573 milioni; 1991'0perdita di 1.615 milioni. Anche per questa societa' va evidenziato il costo di investimento nominale di 31.338 milioni che, attualizzato al 31 dicembre 1992, si adegua a ben 36 miliardi 425 milioni che, se raffrontato al valore della quota di possesso del patrimonio netto di 14.461 milioni, fa registrare un decremento di circa 22 miliardi; senza operare una particolareggiata valutazione dei bilanci delle ulteriori partecipate che evidenziano allarmanti risultati - basti significare che la DATITALIA PROCESSING fa registrare nel 1992 una perdita di circa 2 miliardi -, il rendimento globale delle partecipate stesse si adegua alla veramente irrisoria percentuale dell'1,06, per cento (volgarizzando l'analisi'0se si fosse investito in titoli di Stato il rendimento sarebbe stato piu' che decuplicato); relativamente alla quota di partecipazione nella Banca di Roma Spa, il costo effettivo di acquisto delle 63.133.342 azioni possedute, ammontante a lire 164 miliardi circa, se rapportato al valore attuale (quotazione al 26 maggio circa'01.998) determina una perdita di oltre 37 miliardi; tale perdita potrebbe essere suscettibile di aumento per effetto dell'ipotizzabile esercizio di ulteriore n. 65.166.663 warrant ancora posseduti; la perdita citata potrebbe costituire il costo davvero elevato di una piu' volte paventata fusione; la sorte delle partecipate era di certo segnata all'origine se e' vero, come e' vero, che, presentate come il fiore all'occhiello ed il simbolo di rinnovamento della gestione Ventriglia, sono quasi immediatamente divenute lo strumento: 1) di ben comprensibili operazioni di transito di un certo tipo di dirigenza privilegiata che, grazie proprio a quei risultati di gestione teste' evidenziati e tutt'altro che lusinghieri, veniva e purtroppo viene ancora premiata con avanzamenti di carriera; 2) di altrettante operazioni di sistemazione di altro tipo di dirigenza che andava enucleata dall'istituto per motivazioni di carattere politico o piu' semplicemente per creare spazi ai rampanti di turno; 3) infine di assunzioni di personale operate con criteri di assoluta discrezionalita' sotto lo sguardo compiacente di alcune forze politiche e sociali; a proposito di concorsi truffa, nel luglio del decorso 1992 fu presentato documentato esposto alla procura della Repubblica di Napoli, da parte di un consigliere comunale del MSI, nel quale si denunciava come alcuni sindacalisti di potere ed esponenti della DC e del PSI avessero consegnato, dopo le prove scritte di un concorso per 100 posti a funzionario di direzione, frasi e brani dei loro temi a componenti della commissione esaminatrice al fine di essere da questi identificati pur essendo previsto, per tale tipo di prova, il piu' rigoroso anonimato. Si precisa all'uopo che i soggetti cui va attribuita la paternita' di tali brani - tra l'altro regolarmente consegnati alla magistratura - hanno tutti superato con esito favorevole la prova scritta e la maggior parte di loro ha ottenuto la promozione; nel febbraio del corrente anno il preposto al minisportello di Bellizzi, cui era stato addebitato, nel corso di una visita ispettiva, di aver concesso illegittimamente facilitazioni mediante eccedenze non autorizzate fino alla concorrenza di circa due miliardi a favore di un cliente (tale ERRA) appartenente ad area socialista (corrente CONTE) o a suoi prestanomi, si sarebbe giustificato affermando che, in cambio di tale "favore", avrebbe ricevuto la promessa di un fattivo intervento e di una energica spinta al concorso a funzionario di direzione - concorso che in quel momento si era gia' concluso con esito favorevole per il citato preposto (il candidato piazzatosi 23^ su 70 era in attesa di destinazione) - ci si chiede all'uopo se, indipendentemente dal provvedimento disciplinare avviato nei confronti del dipendente, il Banco abbia provveduto a presentare un circostanziato esposto alla magistratura, ravvisandosi nella vicenda gli estremi del reato di corruzione; le spese per sponsorizzazioni a spettacoli vari ed a cosiddetti circoli culturali, nell'ordine di svariati miliardi, hanno abbondantemente superato ogni limite di accettabilita' non solo sotto il punto di vista quantitativo ma anche e soprattutto per le assai dubbie finalita' delle ingenti elargizioni di danaro; a proposito di patrimonio immobiliare, le vendite sono sempre state caratterizzate da ricavati modesti o comunque inadeguati al valore storico e commerciale dei cespiti alienati (si ricordino ad esempio la sede di Venezia, venduta alla regione Veneto per 9 miliardi; il complesso dello Spirito Santo in Napoli, che qualcuno giustamente ha definito "Cittadella", venduto per soli 100 miliardi o l'edificio della sede di Roma, venduto alla Camera dei deputati per 89 miliardi) mentre gli acquisti si sono spesso perfezionati con pagamenti di somme sproporzionate. Si ricordi, a mo' di esempio, quello effettuato in Volla nel 1982-1983 da parte del Fondo quiescenza del Banco e relativo a 40 appartamenti costruiti dalla impresa Amabile (titolari della quale erano congiunti dell'ingegnere Ferlaino). Tali appartamenti furono pagati circa 80 milioni ciascuno - il doppio della valutazione di mercato dell'epoca - ma l'onerosa operazione in danno al Fondo quiescenza pare pote' risolvere buchi dell'azienda bancaria se e' vero che contestualmente rientro' una esposizione nei confronti del Banco, da tempo incagliata. Il Banco, denunciato in uno alle autorita' competenti che avevano consentito l'occupazione degli appartamenti in mancanza della licenza edilizia, fu costretto ad impiegare ulteriori capitali, pari a circa un miliardo, per rendere almeno vivibili gli appartamenti in parola; infine, e' stata formalmente e sostanzialmente tradita dal Banco di Napoli la funzione meridionalistica e quindi il ruolo di supporto verso le imprese del Mezzogiorno, avendo esso Banco contribuito al drenaggio di capitali verso le aziende del centro-nord ed avendo applicato tassi estremamente penalizzanti nelle filiali del sud Italia -: se non ritengano opportuno dover immediatamente intervenire sollecitando un'ispezione della vigilanza della Banca d'Italia, sospendendo gli organismi amministrativi del Banco di Napoli e, nel contempo, se non ritengano di informare l'autorita' giudiziaria per tutto quanto di sua competenza al fine ultimo di fare piena luce sui conti economici e sulla globale situazione del Banco stesso, tenendo ben conto del legittimo clima di sospetto che, a causa di tutto quanto sopra esposto, grava sugli attuali amministratori del, sin qui conosciuto, piu' glorioso istituto del Mezzogiorno. (3-01044)

 
Cronologia
venerdì 28 maggio
  • Politica, cultura e società
    Altissimo rinnova le dimissioni da segretario del PLI e al suo posto è eletto Raffaele Costa.

martedì 8 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Vengono nominati i deputati e i senatori componenti la Commissione parlamentare di inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, che sarà presieduta dal senatore Libero Gualtieri.