Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01063 presentata da TASSI CARLO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930609
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'ambiente, dei lavori pubblici, dell'agricoltura e foreste, di grazia e giustizia, delle finanze e del tesoro. - Per sapere: se non sia ora che il Governo, segnatamente tramite gli uffici periferici dei ministri interrogati, sappia dell'inutilita' e della conseguente dannosita' economica e finanziaria dell'opera per la derivazione delle acque (scarsissime) del rivo Cassingheno, del bacino imbrifero del fiume Trebbia, e, quindi, padano, verso la citta' di Genova "per alimentarne l'acquedotto potabile". Un vero e proprio nulla a fronte della "sete" della metropoli ligure, che, comunque: continua a sperperare acqua potabile per le industrie (utilizzandola per il raffreddamento e per altri usi "industriali" per i quali potrebbe essere indifferente anche l'uso di acqua marina, o, comunque, depurata!); continua a tenere un acquedotto che solo sulla carta e nelle dichiarazioni ufficiali, ha una perdita inferiore al 40 per cento della sua portata; continua a ignorare l'utilizzo di altri corsi d'acqua (ben due sono le soluzioni alternative, alla sopraffazione suindicate, sull'acqua del Cassingheno); continua a ignorare che, invece, per quelle valli montane l'acqua di quel rivo e' indispensabile per la difesa dell'ambiente e della stessa vita vegetale e animale, oltreche' umana!; continua a pretendere di far spendere decine di miliardi di lire per opere costosissime per la derivazione dell'acqua (scarsissima del rivo Cassingheno) quando con la stessa somma potrebbe porre in essere e in opera un dissalatore che potrebbe far affluire acqua in quantita' cento volte superiore, per lo meno per gli usi non domestici; se, anche in questo periodo, con le conseguenze di tangentopoli si voglia continuare sul piano e sulla strada di "sperperopoli" per proseguire nell'intento e nei programmi di "provocare opere pubbliche" sulle quali comunque lucrare a spese esorbitanti del contribuente; se, in merito, siano finalmente in atto ispezioni o inchieste amministrative, al fine di portare alla luce la verita' anche tramite gli organi "di controllo interno" che mai hanno funzionato, come dimostra la estensione e la dimensione di Tangentopoli, solo parzialmente scoperta e portata a conoscenza dell'opinione pubblica, peraltro solo a seguito dell'azione della Magistratura inquirente (o di minima parte anche di quella!), al fine di seguitare con "sperperopoli" abuso indiscriminato e diffusissimo, con uguale danno per l'erario, in "barba" a tutti i controlli "interni" ed "esterni"; se, in merito, siano in atto inchieste o indagini di polizia giudiziaria o tributaria (visto che sono "opere" tra l'altro finanziate con denaro pubblico, che sara' comunque sperperato, sempreche' anche quelle "opere" non siano state concepite nella logica di "Tangentopoli"!) e se i fatti siano noti alla Procura generale presso la Corte dei conti al fine di accertare, perseguire e giustamente reprimere le evidenti responsabilita' contabili, del resto sempre conseguenti ogni abuso e omissione, anche negli obblighi e doveri di controllo, o errori con danno per l'erario, per i cittadini o per gli amministrati, in genere, addebitabili e addebitati a pubblici funzionari siano essi di carriera come direttori generali, dirigenti di uffici statali periferici, o di unita' operative comunali, ovvero onorari, come sindaci o assessori del comune o presidenti o assessori della provincia di Genova, ovvero ministri o sottosegretari. (3-01063)