Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01068 presentata da TASSI CARLO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930610
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno, delle poste e telecomunicazioni, dell'industria, commercio e artigianato e incaricato per le funzioni connesse al riordinamento delle partecipazioni statali e di grazia e giustizia. - Per sapere: che cosa intenda fare il Governo oltre alla diffusa e radio televisiva pubblicita' sulla funzionalita' degli uffici e delle aziende gia' "statali" oggi "privatizzate" o, comunque autonome, se e' concesso alle Poste e telecomunicazioni di una citta' importante come Piacenza, di non avere alcun "tecnico a disposizione" tra le ore 17 e le ore 8 del mattino successivo, si' che ogni guasto, specie negli allacci con le aziende, in merito ai collegamenti informatici, comporta la chiusura dell'attivita', sino al mattino successivo e oltre, come nel caso di specie. Infatti, a un'agenzia di "corse", che appunto e' collegata tramite l'impianto SIP alle Poste e telecomunicazioni di Piacenza, e' capitato, dopo un fortunale, di avere il segnale dell'impianto, inattivo; chiamata la SIP il tecnico dichiaro' che "era tutto a posto, ma che il messaggio non era diffuso per colpa dell'impianto dell'agenzia". Gli interessati provvedevano a chiamare urgentemente un tecnico, che dovette venire da Firenze e appena arrivato, il di' appresso, con la strumentazione idonea ebbe subito a constatare che la parte dell'impianto della agenzia funzionava perfettamente e che il "segnale" mancante era perche' dalla "posta" non arrivava l'impulso, proprio non arrivava nulla! Erano le ore 17 e 30', ma alle poste... "non c'era piu' nessun tecnico" sino al giorno dopo. E cosi' l'azienda per colpa dell'errata valutazione e "diagnosi" del tecnico SIP e per colpa della mancanza di un servizio doveroso di reperibilita' d'urgenza di un tecnico, dovette aspettare ancora un giorno, tenendo il tecnico "di parte" ospite e in trasferta a sue spese. Peraltro, il contratto in esame, prevede un servizio sia SIP come delle Poste ed e' inammissibile che per la carenza di nozioni del "tecnico" SIP e lo sbaglio madornale dello stesso, nonche' per la carenza di "un servizio di pronto intervento e di costante reperibilita'" delle Poste, le attivita' commerciali debbano continuamente avere danni, mentre devono ugualmente pagare alle scadenze "i servizi" ancorche' cosi' manchevoli e insufficienti; che cosa intenda fare il Governo e i ministri interrogati, anche tramite l'attivita' dei loro uffici periferici competenti per territorio, al fine di evitare il protrarsi di situazioni di questo tipo che relegano e relegheranno sempre il nostro paese a livello di terzo mondo, indegno certamente dell'Europa moderna; se, in merito, siano in atto studi "per la ristrutturazione" dei servizi e ispezioni o inchieste amministrative sul caso e se i fatti siano oggetto di indagini di polizia giudiziaria, per l'evidente interruzione di un pubblico servizio, tra l'altro, in "regime di monopolio"; se i fatti siano noti alla procura generale presso la Corte dei conti al fine di accertare, perseguire e giustamente reprimere le evidenti responsabilita' contabili, del resto sempre conseguenti ogni abuso o omissione, anche negli obblighi di controllo, o errori con danno per l'erario, per i cittadini o per gli amministrati in genere, addebitabile e addebitato a pubblici funzionari, siano essi di carriera ovvero onorari. (3-01068)