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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00826 presentata da ARRIGHINI GIULIO (LEGA NORD) in data 19930621

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni, per sapere - premesso: che l'attuale sistema delle telecomunicazioni e' da molti anni al centro di contestazioni e speculazioni di ogni genere, con gravi ripercussioni per la gestione finanziaria e l'indipendenza politico-culturale delle imprese private attive sul mercato radiofonico e televisivo, continuamente sotto la minaccia della spada di Damocle di decisioni politiche in grado di porre fine alla loro esistenza; che il controllo statale dell'etere comporta la possibilita' di ogni genere di favoritismi e giochi di potere, gravemente lesivi della moralita' pubblica e della legalita', che hanno ripetutamente costretto la stessa magistratura ad interessarsi del problema delle frequenze e delle concessioni; che in particolare, la cosiddetta legge Mammi' ha portato alla creazione di un oligopolio che limita a solo dodici le emittenti televisive nazionali e pone anche ulteriori ostacoli all'esistenza delle imprese radiofoniche e televisive, che devono possedere particolari requisiti, in ossequio a vecchie e superate concezioni dell'antitrust che sono riproposte al solo scopo di rafforzare il potere discrezionale di politici e burocrati; pure che perfino dopo l'approvazione della legge Mammi' l'azione politica si sia ripetutamente configurata, basti pensare alla sottrazione al settore privato dell'emittente Telepiu' 3, come sostanzialmente minacciosa nei confronti degli imprenditori del settore, che posseggono unicamente una licenza e non un diritto ben definito e giuridicamente tutelato; infine che le leggi vigenti non soltanto sono all'origine dello strapotere nel settore di alcuni partiti, ma hanno permesso di calpestare la liberta' di antenna in varie occasioni clamorose (dal caso di Telemia a quello di Gianfranco Funari), con gravi conseguenze per il diritto, l'economia e l'occupazione, ma soprattutto con pericolose limitazioni della liberta' di informazione e della possibilita' per chiunque di avere accesso a quella risorsa, economica e non solo economica, che e' l'etere ancora libero, non utilizzato, a disposizione di chi voglia sfruttarlo al meglio -: se il Ministro non giudichi indispensabile passare dal regime attuale basato sulle concessioni (mercantilistico e statalistico) ad un regime pienamente liberista e giuridicamente piu' legittimo, che permetta l'utilizzo di ogni frequenza libera da parte di soggetti privati. Il compito dello Stato consisterebbe nel limitarsi a prendere atto, dopo un periodo di tempo abbastanza breve (sei mesi, ad esempio), dell'avvenuta appropriazione dello spazio in questione da parte di questa o quella emittente televisiva o radiofonica, locale o nazionale (per una presentazione scientifica di tali proposte cfr. Milton Muller, Reforming Telecommunications Regulations, Washington, Cato Institute, 1983, e anche Henri Lepage, La "nouvelle economie" industrielle, Parigi, Hachette, 1989, pp. 115-144). Per poter gestire in maniera semplice e razionale il sistema di mercato che ne deriverebbe, con la possibilita' di cedere ed acquisire il "diritto di emissione" garantito dalla proprieta' delle frequenze, sarebbe sufficiente istituire un "catasto dell'etere" che abbia il compito di registrare l'occupazione e quindi l'appropriazione delle frequenze libere; a questo Catasto, poi, potrebbe esere utilmente accostata una magistratura specializzata la quale venga chiamata a dirimere eventuali conflitti di carattere privato tra soggetti che potrebbero danneggiarsi invadendo spazi altrui e ledendo in tal modo alcuni diritti di proprieta' ben definiti. (2-00826)

 
Cronologia
lunedì 14 giugno
  • Politica, cultura e società
    Valerio Zanone lascia la presidenza del PLI.

giovedì 24 giugno
  • Politica, cultura e società
    Viene approvata la riforma della RAI, che prevede un nuovo consiglio d'amministrazione composto da 5 membri scelti dai Presidenti delle due Camere.