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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00846 presentata da TASSI CARLO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930629

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per conoscere i motivi politici per i quali il Governo, e segnatamente il ministro di grazia e giustizia, non sia intervenuto anche presso il Consiglio superiore della magistratura, a sollecitare un'azione di controllo, come fu fatto per la zona campana in relazione alle questioni relative alle opere e agli scandali per il terremoto dell'Irpinia, anche in Emilia-Romagna per quanto attiene all'attivita' scandalosa delle cooperative rosse, responsabili di Tangentopoli come e piu' ancora delle aziende "private" di altre zone e settori. Infatti in Emilia-Romagna il "potere rosso" ancora incute "rispetto" e "timore" reverenziale, al punto che i responsabili di scandali di appalti, edilizi e costruttivi, come il famigerato Pizzarotti, vengono inquisiti e arrestati, solo al di la' del Po, mentre a Parma viene rimbrottato dal dottor Orlandini, onnipotente dirigente dell'unione industriali di quella citta' (proprietaria, tra l'altro del quotidiano locale la Gazzetta di Parma) il direttore di quel quotidiano, reo di aver "pubblicato la notizia dell'arresto aliunde del Pizzarotti. Inoltre, la locale procura della Repubblica presso la Pretura ancora ad oltre sei mesi di distanza dalla denuncia non ha elevato la contravvenzione speciale prevista dalla legge sulla stampa per l'omissione di rettifica a carico della "superpotente e superprotetta Gazzetta di Parma, quotidiano locale, quando dalla semplice lettura del detto giornale che da' "semplicemente" e genericamente atto di aver "ricevuto una richiesta di rettifica" da parte di un parlamentare ingiustamente attaccato non riporta il contenuto della rettifica e non rispetta nemmeno la veste tipografica e il rilievo di stampa previsto dalla legge per le rettifiche. A Piacenza il procuratore della Repubblica richiede ripetutamente, quanto inutilmente, ordinanze di custodia cautelare a carico dei responsabili dei gravissimi scandali locali, che vanno dalla "costruzione" del polichirurgico ai lavori di allargamento delle tribune dello Stadio Comunale, alla discarica "di Agazzano, all'altra di Ca' del Montano, alla Tangenziale e a tutte le opere pubbliche, o, comunque, a quelle ove occorrono autorizzazione, licenza o controlli della Pubblica amministrazione. A Ravenna l'indagine cola' avviata sui fondi "rossi" dell'URSS al PCI oggi PDS e' di fatto bloccata, eppure solo la "tangente" di venti miliardi per la fornitura del metano siberiano dal 1973 ad oggi, e' documentata anche da lettere di provenienza della Banca Nazionale del Lavoro, pubblicate in fotocopia mesi or sono anche dal Borghese e di gia' oggetto di precedenti atti di sindacato ispettivo politico parlamentare dello scrivente. A Bologna si mettono sotto procedimento disciplinare i "vertici della procura" ma si consente che il PM dottor Libero Mancuso sostituto procuratore possa "tenere in galera" Mirco Martini, gia' accusato di associazione a delinquere per consentirne la "custodia cautelare", anche dopo che da oltre dieci giorni la asserita "associazione per delinquere" risulta scemata anche in via di ipotesi accusatoria, essendo il predetto rimasto l'unico indiziato di quel reato (che per essere possibile pretende per legge il numero di tre partecipanti, quanto meno!), e cio' perche' il PM e' convinto che "sotto certe operazioni" si nasconda "un traffico di armi"; ipotesi ad avviso dell'interpellante priva del benche' minimo riscontro probatorio o anche indiziante. Per sapere se sui fatti di cui sopra e' stato interessato il CSM, come per la Campagna, ove, dopo il sollecito, le indagini sono state proficue. (2-00846)

 
Cronologia
domenica 27 giugno
  • Politica, cultura e società
    Sergio Garavini lascia la segreteria nazionale di Rifondazione comunista.

venerdì 2 luglio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    A Mogadiscio, una pattuglia del contingente italiano, schierato con la forza multinazionale impegnata in Somalia su mandato delle Nazioni Unite per ristabilire la pace tra le varie fazioni in lotta, cade in un imboscata: si contano 3 morti e 22 feriti.