Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00028 presentata da MATTIOLI GIANNI FRANCESCO (FEDERAZIONE DEI VERDI) in data 19930630
La Camera, premesso che: sulle questioni inerenti alle tematiche di bioetica e, in particolare, alle biotecnologie e all'ingegneria genetica, alla fecondazione artificiale, alla terapia genica, ai trapianti d'organo, alla tutela della vita, e' aperto nel paese un dibattito di grande rilevanza; su tali questioni, anche in sede internazionale e in particolare in sede comunitaria, e' rivolta l'attenzione continua del legislatore; nel nostro paese e' stato istituito, come organo di consulenza della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Comitato nazionale per la bioetica, che - sulle principali questioni citate - ha gia' effettuato importanti ricognizioni delle posizioni espresse in campo scientifico, tecnologico, culturale e morale; la enorme avanzata delle tecnologie di intervento sulle strutture biologiche rispetto alle stesse conoscenze scientifiche pone dei problemi assolutamente nuovi a fronte dei princi'pi - da tempo giustamente consolidati nella nostra cultura - della liberta' e autonomia del lavoro scientifico e, ancor piu', richiede attente valutazioni delle possibili applicazioni; in particolare, a fronte di una ben limitata conoscenza - ad esempio, della complessita' del sistema cellulare, delle reciproche interazioni cellulari e piu' in generale sistemiche -, sono oggi disponibili tecniche di manipolazione di cui non possiamo valutare le conseguenze sia dal punto di vista degli organismi umani che dal punto di vista del possibile impoverimento della diversita' bioiogica e per il futuro dell'ecosistema planetario in tutti i suoi aspetti; che, in presenza di tali modificazioni nel rapporto tra la natura e l'uomo - collocato dalle odierne capacita' in una posizione di "potere" alle cui ripercussioni e' opportuno prestare la massima attenzione - appare indispensabile una tempestiva disciplina legislativa dei fenomeni che il nostro ordinamento non contempla, in quanto, evidentemente, non e' accettabile considerare legittima ogni azione tecnicamente possibile, in quanto cio' significherebbe a maggior ragione in un ambito cosi' delicato qual e' quello concernente la vita, accedervi secondo un approccio meramente tecnicistico e, cioe', fondato sulla presunta sufficienza di un'autoregolamentazione interna della scienza, mentre tali scelte non possono essere svincolate da una presa di posizione in termini di consapevolezza e di responsabilita' da parte della societa' nel suo insieme; in questa complessa materia appare opportuno procedere con prudenza, rispetto ed attenzione alle ragioni di tutti, evitando di innescare contrapposizioni che finirebbero per degenerare in vere e proprie guerre di religione e stimolando invece la collaborazione e il dialogo; sulle biotecnologie, con particolare riferimento a piante e animali modificati geneticamente, sono presenti in campo internazionale rilevanti interessi economici, non sempre attenti agli interessi della collettivita', che spingono per ottenere normative - in particolare, in sede comunitaria - in materia di brevettazione; il Parlamento europeo ha approvato, il 16 marzo 1989, una risoluzione che respinge la brevettazione e la registrazione di animali manipolati geneticamente; l'Italia e' tra i paesi piu' impegnati nella promozione delle ricerche del Progetto Genoma umano e, rispetto alle nuove tecnologie di analisi del patrimonio genetico umano, sono stati evidenziati rischi legati all'uso di tali informazioni e delicati problemi di liberta' e diritti umani; nell'opinione pubblica c'e' una sempre maggiore sensibilita' nei confronti delle altre specie animali e cresce il rifiuto, sostenuto anche da settori rilevanti della comunita' scientifica, nei confronti di metodiche di sperimentazione che comportino sofferenze per gli animali; inadeguata appare l'attenzione che viene rivolta agli effetti - somatici, genetici e di sconvolgimento del sistema immunitario - dei processi produttivi e degli oggetti delle produzioni - in particolare per quanto riguarda l'industria chimica e le sue applicazioni all'agricoltura - delle radiazioni ionizzanti e non ionizzanti prodotte dalle attivita' antropiche, pur mantenendo e valorizzando la diversita' delle ispirazioni e delle culture presenti tra i gruppi parlamentari e all'interno stesso dei gruppi, si impegna ad attivare in tale complessa materia strumenti propri - indagini conoscitive e proposte di legge - attuando una interlocuzione efficace con il Comitato nazionale di bioetica e con i settori scientifici, culturali, religiosi - nazionali e internazionali - che a tali questioni dedicano la loro attivita', e legiferando in particolare: per stabilire la protezione giuridica dell'embrione umano, ammettendo esclusivamente gli interventi di carattere terapeutico che lo riguardano e vietando ogni sperimentazione che non sia riconducibile a tale finalita'; per una normativa coerente e precisa, sulla riproduzione assistita, da farsi solo in strutture pubbliche e private esplicitamente autorizzate e adeguatamente controllate dal Ministero della sanita', che assicuri in primo luogo i diritti del nascituro alla identita', alla salute ed alla sicurezza e quelli della donna alla salute e alla sicurezza, impegna il Governo: a sostenere e precisare - anche con il necessario supporto finanziario e legislativo - il ruolo del Comitato nazionale per la bioetica in modo che esso sia strumento efficace di consulenza per il Governo e per il Parlamento ad ispirare la propria azione in tutte le sedi interne e internazionali a un rigoroso principio di non commercializzazione del corpo umano e dei suoi prodotti, escludendo ogni forma di appropriazione privata, con particolare riguardo al divieto di brevettabilita', delle sequenze del genoma umano; a farsi promotore, anche in collegamento con le istituzioni comunitarie, e, Progetto Genoma umano, di azioni di studio e ipotesi di legislazione atte ad evitare la ricomparsa di fenomeni di discriminazione legati alle nuove tecnologie di analisi del patrimonio genetico umano; in particolare per quanto riguarda i rischi gia' evidenziati legati all'uso di tali informazioni nella limitazione dell'accesso al lavoro, nelle assicurazioni sanitarie e sulla vita, nell'uso improprio e nella mancanza di riservatezza, nello studio di tratti psichici e comportamentali, nel riferimento alle differenze genetiche tra diverse popolazioni; a riesaminare la posizione assunta dal nostro paese in sede comunitaria a proposito della proposta di direttiva concernente la brevettazione di prodotti derivati dalle biotecnologie, con particolare riferimento a piante e animali modificati geneticamente ed anche in connessione alla brevettazione di sequenze geniche e altro materiale biologico di provenienza umana, dal momento che evidenti motivi di ordine etico e valutazioni di ordine sociale e ambientale dovrebbero infatti condurre a una posizione di rifiuto dell'estensione del diritto brevettuale al materiale di origine umana e agli organismi viventi; ad assumere iniziative, anche di carattere legislativo che tengano conto dell'orientamento comunitario e che vietino pertanto la produzione di animali transgenici e la loro brevettazione industriale; a predisporre - in attesa del piu' ampio approfondimento in questa materia sopra sollecitato - un piano che preveda la riconversione dei laboratori e degli stabilimenti ove si compiono esperimenti di ingegneria genetica sugli animali e dove vengono prodotti animali transgenici; ad adottare, secondo quanto previsto dall'articolo 18 del decreto legislativo 116/92 in materia di protezione degli animali da esperimento, un provvedimento che sopprima gli articoli 8 e 9 del decreto stesso, i quali consentono, in deroga, la sperimentazione senza anestesia su cani, gatti e primati non umani. (6-00028).