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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00848 presentata da LARIZZA ROCCO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19930630

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per sapere - premesso che: l'11 giugno 1993 fra la SATA srl e la FMA srl, assistite dall'Unione industriale di Torino e con la presenza dell'Unione industriale di Avellino (assente quella di Potenza) e le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali di categoria FIM - FIOM - UILM - FISMAC si e' stipulato un accordo; tale accordo per i contenuti e le regole che lo compongono prefigura un modello di relazioni industriali che, forse nelle intenzioni delle parti stipulanti e nei fatti, va oltre gli stabilimenti in questione e la stessa Fiat Auto; nelle nuove fabbriche di Melfi e Pratola Serra, mentre si apre lo stato di crisi del settore auto, si adotta un nuovo sistema di orari, una diversa regolamentazione dell'attivita' lavorativa, una retribuzione basata su criteri e quantita' diverse dal resto del settore, nuove relazioni sindacali; il sistema di orario adottato consente certo un maggiore utilizzo degli impianti, infatti "la settimana lavorativa avra' inizio alle ore 22 della domenica e terminera' alle ore 22 del sabato successivo", ma non consente la redistribuzione del lavoro come sarebbe necessario per dare una parziale risposta ai problemi occupazionali; la stessa collocazione della pausa mensa a fine turno e' funzionale alla continuita' produttiva durante il turno di lavoro e consente la messa a punto degli impianti tra un turno e l'altro, senza tenere conto della gravosita' per lavoratori; "l'articolazione degli orari prevede in alcune settimane il superamento delle 40 ore a fronte di prestazioni ridotte in altre, nel rispetto comunque della media annuale di 40 ore settimanali", nonostante la riduzione formale giornaliera di 15 minuti; la diversa regolamentazione dell'attivita' lavorativa, a giudizio degli interpellanti, e' piu' finalizzzata alla quantita' che alla qualita'; la prevalenza della quantita' sulla qualita' oltre a causare un netto peggioramento delle condizioni di lavoro stravolge gli obiettivi, piu' volte proposti dagli stessi dirigenti Fiat, di un'organizzazione produttiva che avrebbe dovuto avviare la cosiddetta "fabbrica integrata"; in caso di perdite produttive che si dovessero verificare in seguito all'arresto delle linee di lavorazione "la velocita' delle stesse sara' incrementata, nell'arco del turno, nella misura del 10 per cento all'inizio di ogni ora a partire dalla seconda e/sara' mantenuto per l'intera ora"; "la maggiore velocita' della linea sara' mantenuta anche nelle ore successive nel caso in cui il maggior gettito produttivo non risulti sufficiente a recuperare nell'arco dell'ora le perdite produttive avvenute nell'ora/nelle ore precedenti"; "gli effetti determinati dalla variazione della velocita' della linea sulla prestazione lavorativa individuale si cumuleranno con l'incremento del carico di lavoro istantaneo, in rapporto a variazioni nella composizione della produzione, fino al valore massimo del 16 per cento complessivo previsto dal presente accordo"; nelle aree produttive diverse dalle linee a trazione meccanizzata "la funzione del Fattore di Riposo avverra' in concomitanza con l'arresto del ciclo produttivo" dovuto a cause diverse; la struttura e la dinamica retributiva aziendale, se rapportata al resto del settore, configura un livello di retribuzione salariale inferiore a fronte di una accresciuta attivita' lavorativa; questi importanti cambiamenti avvengono senza il coinvolgimento e la reale partecipazione dei lavoratori; le relazioni industriali presentate come nuove in realta' tendono a relegare le organizzazioni sindacali e le rappresentanze di fabbrica in un ruolo subalterno con possibilita' di intervento a decisioni gia' assunte dalla direzione aziendale, altro che "codeterminazione" -: quali iniziative intenda assumere per garantire l'eguaglianza di trattamento normativo e retributivo per lavoratori dello stesso settore e gruppo industriale anche se operanti in stabilimenti diversi; se non ritenga utile, anche ai fini di una capacita' competitiva dell'azienda sul piano della qualita', sollecitare relazioni industriali basate sulla pari dignita' dei soggetti che compongono l'impresa; se, per raggiungere i suddetti obiettivi, non ritenga giusto far valere l'enorme contributo dello Stato (quindi dei cittadini contribuenti) trasferito alla Fiat Auto per la costituzione dei nuovi stabilimenti; quali iniziative intenda proporre all'insieme del Governo e alle parti sociali affinche' l'avvio degli stabilimenti di Melfi e Pratola Serra avvenga nei tempi previsti e contemporaneamente sia garantita la continuita' produttiva e occupazionale negli altri stabilimenti del gruppo Fiat. (2-00848)

 
Cronologia
domenica 27 giugno
  • Politica, cultura e società
    Sergio Garavini lascia la segreteria nazionale di Rifondazione comunista.

venerdì 2 luglio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    A Mogadiscio, una pattuglia del contingente italiano, schierato con la forza multinazionale impegnata in Somalia su mandato delle Nazioni Unite per ristabilire la pace tra le varie fazioni in lotta, cade in un imboscata: si contano 3 morti e 22 feriti.