Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00201 presentata da FERRI ENRICO (PARTITO SOCIALISTA DEMOCRATICO ITALIANO) in data 19930706

La Camera, premesso che: il drammatico sviluppo dei conflitti interetnici nei territori della ex Jugoslavia ripropone all'attenzione della opinione pubblica e dei Governi dell'Europa e del mondo intero l'urgenza di adottare concrete misure di salvaguardia nel Kossovo e in Macedonia perche' il conflitto in Bosnia-Erzegovina non deflagri tragicamente in tutti i Balcani, coinvolgendo in primo luogo Albania, Bulgaria, Grecia e Turchia; le violenze e le stragi in Bosnia-Erzegovina sembrano preludere ad una brutale divisione della Bosnia tra la Serbia e la Croazia, riservando uno spazio ridotto alla popolazione musulmana e annullando la possibilita' di convivenza in regioni miste dal punto di vista etnico; nonostante l'aggravarsi della situazione dell'ex Jugoslavia, con il concreto pericolo di allargamento e internazionalizzazione del conflitto (vanno registrate con preoccupazione le richieste da parte della Bosnia di un intervento militare della Turchia), vi e' una estrema reticenza e inadeguatezza nello spiegamento dei caschi blu dell'ONU ed una iniziativa diplomatica del tutto inadeguata da parte della CEE; la Serbia continua ad esercitare in Kossovo l'oppressione di due milioni di albanesi, pari ad oltre il 90 per cento della popolazione, ai quali ha tolto ogni forma di autonomia amministrativa e culturale, licenziando oltre 150 mila albanesi dipendenti pubblici che hanno cosi' perso lavoro e assistenza sociale; gli estremisti nazionalisti di Belgrado ed i rappresentanti della minoranza serba del Kossovo continuano a minacciare anche in questa regione una assurda, drammatica "pulizia etnica" che, ove solo tentata, provocherebbe un terribile bagno di sangue e potrebbe scatenare piu' larghe ed importanti solidarieta' internazionali, impegna il Governo ad operare per la cessazione dei conflitti armati, per una pace stabile basata sulla pacifica convivenza, il rispetto dei diritti civili ed umani delle minoranze, l'autodeterminazione di tutti i popoli della ex Jugoslavia; a richiedere all'ONU di imporre alla Serbia un consistente gruppo di osservatori nel Kossovo, al fine di garantire i diritti dei cittadini di lingua, cultura ed etnia albanese, operando altresi' nelle sedi internazionali (CSCE ed ONU) perche' nel Kossovo sia ripristinata l'autonomia amministrativa ed il parlamento locale aboliti dal Governo di Belgrado nel 1989 e perche' siano riaperte Scuole e universita' di lingua e cultura albanesi chiuse dal regime di Milosevic nel 1990; ad accelerare il riconoscimento internazionale della Macedonia con la sua intangibilita' territoriale ed a promuovere con la massima urgenza una presenza non simbolica di truppe NATO nella stessa Macedonia come deterrente contro lo sciovinismo panserbo e contro le rivendicazioni territoriali degli Stati confinanti; ad escludere qualsiasi riconoscimento nelle future trattative di pace alla situazione di fatto di "redistribuzione etnica" perseguita ed imposta con la guerra, i massacri, il terrore, che hanno provocato finora oltre un milione di profughi e ad assicura il diritto ad un immediato ritorno dei profughi nelle loro terre d'origine nel quadro degli Stati di appartenenza, riconosciuti dalla Comunita' internazionale, dalla Comunita' Europea e dall'Italia. (1-00201)

 
Cronologia
lunedì 5 luglio
  • Politica, cultura e società
    12 persone vengono arrestate nell'ambito dell'inchiesta sul pagamento di tangenti da parte delle aziende produttrici di medicinali per la definizione da parte del Ministero della sanità dei prontuari farmaceutici.

martedì 6 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 311 voti a favore e 113 contro, l'articolo unico del disegno di legge A.C. 2695 di conversione del decreto-legge 22 maggio 1993, n. 155, recante misure urgenti per la finanza pubblica, su cui il Governo aveva posto la questione di fiducia.

giovedì 15 luglio
  • Politica, cultura e società
    L'ex presidente dell'ENI, Gabriele Cagliari, si toglie la vita a Milano nel carcere di San Vittore, dove è detenuto per corruzione e violazione della legge sul finanziamento dei partiti.