Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00861 presentata da NICOLINI RENATO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19930707
Il sottoscritto chiede d'interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso: che nel consiglio d'amministrazione dell'ETI (Ente Teatrale Italiano) e' prevista dalla legge n. 836 del 1978 la presenza di rappresentanti di categorie quali organismi teatrali di produzione, di distribuzione etc.; che da tempo non pochi membri del consiglio d'amministrazione dell'ETI (che per la loro stessa attivita' professionale sono interessati alle decisioni adottate dagli organi deliberanti dell'ente) finiscono pero' per risultare diretti beneficiari delle scelte dell'ente medesimo in materia di programmazione di recite e di altri interventi finanziari a favore di compagnie o manifestazioni; che il fatto e' talmente mascroscopico che lo stesso precedente ministro dello spettacolo, onorevole Margherita Boniver, lo ha segnalato con lettera in data 16 aprile 1993 al presidente dell'ETI, invitando "i componenti del Consiglio e del Comitato esecutivo ad astenersi dall'intrattenere, in quanto legali rappresentanti, o comunque interessati, di Enti e Associazioni teatrali, rapporti di natura contrattuale con l'Ente teatrale italiano", e dunque chiedendo che venisse immediatamente superata questa inaccettabile condizione di controllori-controllati mediante un'esplicita opzione per una delle due funzioni; che non risulta che cio' sia avvenuto, e che anzi, nella riunione del comitato esecutivo dell'ETI del 2 giugno 1993, dedicata all'approvazione dell'elenco delle produzioni di programmazione per la stagione 1993/94, sono stati garantiti ulteriori sostegni a compagnie cui sono interessati membri degli organi deliberanti, in deroga ai princi'pi di rotazione delle compagnie sanciti dall'ente e persino mediante espedienti di dubbia legittimita' (come nel caso della compagnia fino a pochi mesi fa gestita dall'attuale segretario generale dell'Ente) -: se non ritenga: 1) di dover intervenire affinche' sia fatta completa chiarezza sull'intera materia e vengano prese misure adeguate al riguardo a tutela dell'interesse superiore del teatro italiano; 2) di dover prevedere la riforma urgente dell'Ente Teatrale Italiano ed in particolare delle modalita' di elezione dei suoi organismi statutari - anche in considerazione del fatto che il consiglio attuale dell'ETI scade nel corso del '93, ed il suo comitato esecutivo - previsto per legge di n. 5 membri - risulta attualmente composto di soli 3 membri, in seguito a dimissioni spontaneamente rassegnate; 3) di dover verificare se l'ETI attualmente opera nel rispetto della legge 241/1990 conosciuta come "legge della trasparenza"; 4) di non dovere assicurare che la nomina del nuovo direttore del Teatro La Pergola di Firenze, di proprieta' dell'ETI e sicuramente uno dei piu' importanti d'Italia, avverra' nel rigoroso rispetto dei princi'pi di professionalita', competenza e di autonomia della persona, e non secondo la vecchia, deleteria logica del notabilato e degli equilibri e degli interessi partitici. (2-00861)