Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00203 presentata da D'ALEMA MASSIMO (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19930707
La Camera, considerato che: negli scontri a fuoco a Mogadiscio venerdi' 2 luglio hanno perduta la vita i militari italiani Andrea Millevoi, Stefano Paolicchi, Pasquale Baccaro; la situazione in Somalia nelle ultime settimane si e' fatta assai difficile, ed e' a rischio non solo l'efficacia dell'operazione UNOSOM ma la credibilita' dell'ONU; molti degli incidenti occorsi in Somalia tra truppe dell'ONU e settori delle popolazioni locali trovano radici in comportamenti o decisioni di alcuni contingenti delle truppe ONU non iscrivibili nell'ambito delle finalita' dell'UNOSOM e dell'intervento delle Nazioni Unite; l'obiettivo del disarmo dei contendenti va perseguito con efficacia, senza unilateralita' e con interventi che prima cerchino tutte le vie diplomatiche e pacifiche per farsi consegnare gli armamenti e, solo nel caso di un fallimento di tali vie, divengano interventi militari tesi all'esclusivo raggiungimento dei depositi d'armi e alla loro conseguente distruzione, escludendo ogni coinvolgimento di civili; gli interventi diretti esclusivamente nei confronti della fazione di Aidid sortiscono l'effetto di dare ad essa credibilita' oltre che di sottrarre all'intervento ONU il carattere di imparzialita' rispetto alle varie parti in conflitto che deve essergli proprio; i bombardamenti, per quanto mirati o "chirurgici", provocano effetti tragici fra la popolazione civile essendo molti depositi militari appositamente collocati in aree di Mogadiscio ad alta densita' urbana, si configurano oggettivamente come ritorsioni e provocano nella popolazione civile il sentimento di essere sottoposti a un'aggressione militare; il comportamento dei militari pakistani inquadrati nel contingente ONU, che ha provocato la morte di decine di civili, nonche' gli interventi piu' recenti dei militari USA hanno avuto un carattere di ritorsione che contraddice le finalita' fondamentali della missione ONU; alcuni dei piu' recenti interventi dei militari USA sono avvenuti in aree sottoposto al controllo del contingente italiano, alla totale insaputa dei suoi comandanti e hanno provocato il ferimento di un paracadutista della Folgore nonche' un risentimento della popolazione civile anche in direzione dei militari italiani; si pone con assoluta evidenza un problema di riconduzione del comando dell'UNOSOM nel quadro rigoroso delle finalita' e dei princi'pi sanciti dalla Carta dell'ONU, e a tal fine di partecipazione dell'Italia con alte responsabilita' a tale comando; l'ammiraglio Howe, rappresentante dell'ONU in Somalia, si e' dimostrato inadeguato al suo compito agendo con leggerezza e superficialita'; malgrado cio' i militari italiani si sono distinti nel complesso per un comportamento equilibrato; nei mesi scorsi e' stata colpevolmente trascurata la strada della ricerca del dialogo fra le parti, l'unica che puo' portare alla pacificazione e alla costruzione di un nuovo Stato ed e' stato privilegiato il confronto fra i signori della guerra disperdendo il lavoro di dialogo fra forze della societa' civile somala che in precedenza l'ONU aveva pazientemente intessuto; tutte queste circostanze possono compromettere, minando la credibilita' dell'ONU e la stessa legittimita' dell'intervento, il passaggio alla seconda fase, quella della pacificazione, impegna il Governo a ridiscutere con il Segretario generale dell'ONU le modalita' dell'intervento, nel senso di: 1) individuare e sanzionare le responsabilita' delle sparatorie delle truppe ONU contro i civili; 2) cercare prioritariamente la via diplomatica per raggiungere l'obiettivo della distruzione dei depositi di armi di tutte le fazioni senza unilateralita'; 3) in caso di impossibilita' a perseguire tale strada raggiungere e distruggere coi contingenti ONU tali depositi, agendo sempre in forme e modi tali da evitare vittime fra i civili; 4) escludere azioni di bombardamento; 5) ripudiare ogni logica di ritorsione e salvaguardare sempre e comunque la popolazione civile; l'ONU infatti non e' in guerra con qualcuno, ma interviene per difendere la vita della popolazione civile; va corretto quindi nel senso di polizia l'indirizzo generale dell'UNOSOM, attrezzando con armamenti appositi i militari ONU; 6) modificare il comando UNOSOM, affidando all'Italia maggiori responsabilita', e assumendo il segretario generale in prima persona un piu' diretto controllo sulla situazione della Somalia; 7) riaprire il dialogo politico fra i belligeranti e, in particolare, con le forze della societa' civile somala che si erano gia' riunite su sollecitazione dell'ONU; a condizionare la prosecuzione della partecipazione italiana all'UNOSOM alla realizzazione di tali cambiamenti; a potenziare e sostenere il ruolo delle organizzazioni umanitarie e degli interventi di solidarieta' alle popolazioni civili. (1-00203)