Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00935 presentata da BOLOGNESI MARIDA (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19930902
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri dei trasporti, della marina mercantile, di grazia e giustizia e dell'interno, per sapere - premesso che: la collisione fra il traghetto Moby Prince e la nave cisterna Agip Abruzzo, avvenuta il 10 aprile 1991, e' stata la piu' grave tragedia, in tempo di pace, della marineria italiana di questo secolo; ad oggi, come e' noto, non esiste ancora una plausibile ricostruzione dell'incidente nel quale hanno perso la vita 140 persone; il dato che, al di la' dell'oscura meccanica della collisione, ha sempre colpito l'osservatore e' stata l'assurda morte di 140 persone a 2,5 miglia al largo di un grande porto come quello di Livorno, senza che per interminabili 80 minuti neppure venisse identificata, ne' cercata, la nave entrata in collisione con l'Agip Abruzzo; attorno alla ricerca della verita' sulle modalita' della collisione e sull'accertamento di eventuali responsabilita' hanno lavorato una commissione speciale d'inchiesta, insediata il 24 maggio 1991 dal Ministero della marina mercantile, che ha prodotto le proprie deduzioni sull'accaduto con uno specifico documento, e la magistratura ordinaria che dovrebbe, entro breve tempo, formulare i rinvii a giudizio nel processo penale; sulle gravissime carenze nell'organizzazione dei soccorsi, con l'espressione di censure dell'operato dell'autorita' marittima del porto di Livorno, vi e' stato un pronunciamento netto ed ufficiale della commissione speciale ministeriale; a tale commissione, ovviamente, spettava un oggettivo riscontro ed accertamento dei fatti cosi' come l'espressione di pareri e raccomandazioni; al ministro che l'ha insediata spetta di tradurre tali conclusioni in atti politici e amministrativi coerenti, nell'ambito delle proprie competenze; tuttavia, prima di formulare precise richieste, gli interpellanti intendono esprimere una seria preoccupazione rispetto alla quale le autorita' in indirizzo debbono rendersi garanti; esistono, infatti, motivi per ritenere che gruppi di potere economico, politico e burocratico-amministrativo, che ruotano attorno al porto di Livorno, abbiano interesse a rallentare o deviare la ricerca della verita' o delle responsabilita' sulla tragedia del Moby Prince; l'attuale crisi di traffico e la conseguente necessita' di un giusto rilancio del porto e della sua immagine rischia di divenire alibi e persino fonte di consenso attorno a manovre volte a rallentare o depistare le indagini; occorre poi verificare la volonta' e coerenza politiche del Ministero della marina mercantile. Ad esso non spettano certamente compiti di polizia giudiziaria bensi' precisi provvedimenti che, a partire dalle conclusioni della commissione d'inchiesta, colpiscano in via amministrativa i responsabili e delineino, per il futuro, iniziative volte a migliorare la sicurezza della navigazione, l'efficienza e l'organizzazione del soccorso in mare; invece, in totale incoerenza con quanto il ministro dovrebbe o potrebbe fare, risulta agli interpellanti l'esistenza di una circolare o analogo atto, comunque ufficiale e scritto, nel quale il Ministero o una sua divisione, non si sa se autonomamente, si arroga il diritto di "demolire" pezzo per pezzo il deliberato della commissione speciale d'inchiesta, con un atto di autodifesa non dovuto ne' richiesto e che suona pesantemente offensivo della memoria delle 140 vittime dell'eccidio del Moby Prince -: se il Ministro della marina mercantile sia a conoscenza dell'indegna circolare citata e, qualora ne sia confermata l'esistenza, se non intenda disporre l'immediato ritiro della stessa nonche' la rimozione dall'incarico dell'estensore; quali siano stati gli ostacoli che hanno impedito una immediata e pubblica diffusione dei risultati della commissione speciale di inchiesta insediata dal Ministero sui fatti del Moby Prince e quale utilizzo si intenda fare delle conclusioni della stessa; quali provvedimenti disciplinari e amministrativi si intendono adottare nei confronti dei responsabili della capitaneria di porto di Livorno al momento del disastro del Moby Prince, alla luce delle conclusioni della commissione d'inchiesta, data per scontata la palese inopportunita' di far ricoprire agli ufficiali coinvolti analoga funzione di responsabilita' anche in altre capitanerie di porto; tutto cio' dato che non risulta fono ad oggi da parte dello stesso ministro alcuna dichiarata intenzione di trarre adeguate conseguenze dai risultati della commissione; ai Ministri dell'interno e di grazia e giustizia se siano a conoscenza di eventuali manovre sviluppate da ambienti locali legati a poteri occulti che, anteponendo interessi economici e di potere a quelli della verita' e della giustizia per le vittime, vorrebbero tendere a rallentare e/o depistare le indagini della procura della Repubblica di Livorno; quali iniziative il Governo intenda adottare per migliorare la sicurezza dei traffici marittimi a partire dall'installazione dei sistemi VTS per i quali nella finanziaria '93 erano gia' previsti appositi stanziamenti. (2-00935)