Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01024 presentata da GALASSO ALFREDO (MOVIMENTO DEMOCRATICO RETE) in data 19931007
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri del tesoro e del lavoro e previdenza sociale, per sapere - premesso che: il 17 maggio 1991 e' stata inopinatamente commissariata la Federconsorzi non per squilibrio patrimoniale ma per esigenze di liquidita', essendo stata gestita negli ultimi anni in maniera dissennata; i commissari governativi, all'uopo nominati dal ministro Goria, anziche' prendere le opportune iniziative possibili per il risanamento dell'azienda si sono subito comportati, di fatto, come commissari liquidatori, molto piu' interessati alla cessione dei pacchetti azionari, degli immobili e delle aree edificabili e agli affidamenti di consulenza; senza riguardo per le esigenze del mondo agricolo, dei consorzi agrari, delle societa' controllate dalla Federconsorzi, della miriade di fornitori e, soprattutto, dei lavoratori di tutto il Gruppo Federconsorzi (Federconsorzi, Societa' controllate, eccetera); in questa ottica i commissari, nel luglio 1991, hanno chiesto il concordato preventivo per la Federconsorzi, subito accettato dal Tribunale di Roma; questa situazione ha di fatto bloccato tutte le attivita' operative della Federconsorzi e, in particolare, ha provocato una gravissima crisi in tutte le societa' industriali del Gruppo che operavano all'interno del sistema federconsortile (SIAPA, ARSOL, SIS, SASA, CARPI, FEDERGRAF, REDA, eccetera). Le societa' sono di fatto rimaste senza azionista, senza crediti bancari, senza crediti commerciali, dovendo pagare in contanti gli acquisti di materie prime; si potrebbe pensare che buona parte delle banche abbia provveduto, volutamente, a "tagliare" i crediti a dette societa', onde ne fossero aggravate le loro difficolta' finanziarie, e fosse quindi consentita una loro piu' facile "svendita"; queste societa' sono sopravvissute fino ad oggi, ad esclusione della CARPI e della CAPPA che di fatto sono gia' morte per i sacrifici e per l'abnegazione del personale a tutti i livelli; la sentenza di omologa del concordato preventivo della Federconsorzi, emessa dal Tribunale di Roma, prevedeva cospicui aiuti finanziari per la salvaguardia delle societa' industriali. Niente e' stato fatto in questo senso, non sono state effettuate nemmeno le ricapitalizzazioni previste; nella documentazione inviata ai creditori dall'avvocato Casella, per conto del professor Capaldo come propositore della nuova Societa' (N.S.), era previsto che la Societa' N.S. avrebbe concorso per la salvaguardia del patrimonio delle Societa'; successivamente, in base alle informazioni disponibili, i sindacati dei lavoratori davano parere favorevole alla vendita in blocco dei beni Federconsorzi alla Societa' presieduta dal professor Capaldo (cosiddetto Piano Capaldo), ritenendo che tale soluzione avrebbe concorso meglio della liquidazione eseguita dal Tribunale al salvataggio delle attivita' del Gruppo stesso (attivita' svolte direttamente da Federconsorzi e attivita' svolte dalle Societa' controllate). In tal senso venivano firmati opportuni verbali tra il presidente del Tribunale di Roma e le organizzazioni sindacali; nella sentenza del Tribunale di Roma con cui si decideva la vendita in blocco dei beni Federconsorzi alla Societa' SGR (ex Piano Capaldo), era specificato che tale soluzione veniva adottata anche per il fatto che in questo modo si poteva meglio tutelare le attivita' del Gruppo; il 2 agosto c.a. veniva firmato un preliminare, tra la Federconsorzi (autorizzata dal tribunale) e SGR, per cui tutto il patrimonio Federconsorzi di fatto passava a SGR; il giorno 30 settembre u.s., presso il Ministero del lavoro, il dottor Bambara, nuovo direttore generale SGR, che fino al giorno prima era stato direttore generale Federconsorzi, comunicava che SGR per statuto esclude qualsiasi possibilita' di intervenire a sostegno delle societa' industriali del Gruppo Federconsorzi. Chiariva anche che scopo della SGR e' esclusivamente comprare e rivendere tutti i cespiti patrimoniali Federconsorzi nel piu' breve tempo possibile. La condizione che inibiva a SGR di operare gli opportuni interventi a favore delle attivita' gestionali delle Societa' Federconsorzi non era stata portata a conoscenza dei sindacati. La tattica dilatoria portata avanti sia da Federconsorzi che da SGR aveva nel frattempo danneggiato notevolmente le societa' industriali e commerciali, in alcuni casi in modo irreparabile (CARPI, CAPPA). Risulta evidente ad avviso degli interpellanti che l'operazione SGR e' una inqualificabile operazione speculativa a danno delle parti sociali e del mondo agricolo, con notevole vantaggio, invece, per la grande finanza e le grandi industrie. Speculazione che dovrebbe anche ottenere ulteriori benefici da parte dello Stato, oltre che per gli oneri derivanti dagli ammortizzatori sociali gia' connessi, anche per la prevista erogazione di mille miliardi a saldo delle tanto contestate vecchie gestioni di ammasso -: quali iniziative e provvedimenti urgenti intendano assumere per fermare la manovra speculativa e ricercare una soluzione adeguata nell'interesse del mondo agricolo, dei lavoratori, delle societa' industriali del Gruppo nonche' per consolidare e rilanciare la cooperazione in agricoltura. (2-01024)