Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01075 presentata da PAISSAN MAURO (FEDERAZIONE DEI VERDI) in data 19931021
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri dei trasporti e della marina mercantile, di grazia e giustizia e dell'interno, per sapere - premesso che: il 10 aprile 1991 il traghetto Moby Prince entrava in collisione con la petroliera Agip Abruzzi; anche a causa della lentezza dei soccorsi, 140 persone perdevano la vita nel disastro accaduto a meno di tre miglia dal porto di Livorno; a distanza di due anni e mezzo dall'incidente ancora non sono chiare le modalita' dell'incidente e le responsabilita' dei ritardi nei soccorsi e risulta che nel tempo sono state date versioni dell'accaduto diverse e contrastanti tra loro; la Commissione ministeriale d'inchiesta, che ha presentato le sue conclusioni nel maggio scorso, ha comunque evidenziato le certe negligenze e responsabilita' dei vari protagonisti (equipaggi dei due traghetti e capitaneria di porto); il responsabile dell'ispettorato generale delle capitanerie, ammiraglio Francese, ha di fatto invitato il ministro a non tener conto dei risultati della Commissione o comunque di attendere i risultati dell'indagine giudiziaria; nessun provvedimento risulta essere stato adottato dal ministro competente; il ministro Costa annunciava nel mese di giugno al Comitato Moby Prince 140, che raccoglie familiari delle vittime, la sua intenzione di convocare nel mese di settembre a Livorno un convegno sulla sicurezza dei porti -: quali provvedimenti siano stati adottati o si intendano adottare sulla base delle conclusioni della Commissione ministeriale d'inchiesta; se dopo la tragedia nel porto di Livorno siano state fatte ricerche e studi per migliorare le modalita' del soccorso in mare ad imbarcazioni merci e passeggeri; quali motivi abbiano portato il ministro Costa a non tener fede all'impegno assunto riguardo al convegno sulla sicurezza nei porti; se non si ritenga doveroso adoperarsi per evitare ulteriori penose attese ai familiari delle vittime di questa, come di tante altre tragedie italiane. (2-01075)