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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/01082 presentata da ZANFERRARI AMBROSO GABRIELLA (DEMOCRATICO CRISTIANO) in data 19931022

Il sottoscritto chiede d'interpellare il Ministro dell'ambiente, per sapere - premesso che: l'articolo 2 della legge n. 475/88 ha inteso disciplinare i residui derivati da processi produttivi, suscettibili di essere riutilizzati, definendoli come "materie prime secondarie" (M.P.S.); l'individuazione di tali materie era di competenza del Ministero dell'ambiente, di concerto con il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, il quale vi ha provveduto con decreto ministeriale 26 gennaio 1990; allo stesso Ministero competeva la determinazione delle norme tecniche generali relative alle attivita' connesse all'utilizzazione delle M.P.S. Tali norme non sono mai state emanate; la disciplina dell'utilizzo delle M.P.S. competeva alle Regioni le quali, con proposta di legge, dovevano determinare le modalita' per l'esclusione delle M.P.S. dall'ambito di applicazione della normativa in tema di smaltimento dei rifiuti; la Regione Veneto con propria legge 23 aprile 1990, n. 28, ha dettato al titolo I, la prevista normativa; allo scopo di agevolare al massimo il recupero ed il riutilizzo dei residui recuperabili, ma al contempo preoccupata dalla eventuale attivita' degli "ecofurbi", la citata legge regionale ha posto delle precise regole per l'utilizzazione di tali M.P.S.; sembrava cosi' inaugurata una nuova fase di chiarezza nell'attivita' di smaltimento dei rifiuti: da un lato "rifiuto" restava tutto quello che doveva essere "buttato via" (con destinazione discarica, trattamento finale, eccetera); dall'altro qualsiasi "residuo riutilizzabile" usciva dal campo dei rifiuti e soggiaceva a norme diverse, comunque nel rispetto e garanzia dell'ambiente. Cito, come esempio, l'utilizzo dei liquami zootecnici con piani di concimazione o l'utilizzo delle terre di fonderia come sottofondi stradali (ottenendo anche un "risparmio" di materiale inerte) anche se e' piu' noto il riutilizzo di ferro, vetro, carta, plastica, eccetera; da allora si e' aperto un lungo periodo di incertezze relativamente la validita' o meno della normativa riguardante le M.P.S.; nessuno mai pero' penso' di sostenere che ad esempio le fonderie, le cartiere e i mangnifici fossero impianti di trattamento rifiuti solo per il fatto che vi si convogliavano "residui" (ferro, carta, scarti di lavorazione alimentare); la sentenza delle sezioni unite della Corte di cassazione del 27 marzo 1992 sentenzio', tra l'altro, che: "ai residui derivanti dai processi produttivi qualificabili come M.P.S. ai sensi della legge 9 novembre 1988, n. 475, continua ad applicarsi la normativa di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, fino a quando non saranno emanate le norme di cui ai commi 4 e 6 dell'articolo 2 della legge stessa". La Regione Veneto, ad esempio, continuo' a sostenere la propria legge mantenendo fermi i princi'pi in essa contenuti °nell'ottica del riutilizzo venne pure modificato l'allegato d) del P.R.R.A); ora due nuove circostanze portano alla necessita' di urgenti riflessioni. La prima di esse e' costituita dall'ordinanza assunta dal Pretore di Padova il 3 agosto 1993, nel corso del procedimento penale n. 1011/93, con la quale e' stata sollevata la questione di legittimita' costituzionale degli articoli 7, 8, 9 e 10 della legge regionale n. 28 del 1990 concernenti le M.P.S.; la seconda circostanza e' costituita dal sequestro ordinato dalla Procura della Repubblica presso la Pretura circondariale di Verona degli impianti della ditta Rotamfer S.p.a., con sede in Castelnuovo del Garda, per mancanza di autorizzazione per l'attivita' di trattamento di "rifiuti speciali". Solo per inciso ricordo che la Rotamfer ha 50 dipendenti ed una produzione di 30.000 tonnellate/mese di rottame che comporta problemi alle acciaierie, abituali clienti; che non si tratti solo di problema ambientale, ma di globale problema sociale, trova conferma nel mondo produttivo che e' disposto a ridurre i rifiuti recuperando e riutilizzando, ma solo nella certezza del quadro normativo; nel mondo agricolo che chiede di poter riutilizzare i residui biologici derivanti dagli allevamenti; nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani che non vede la convenienza a selezionare se poi i materiali ottenuti sono ancora considerati rifiuti -: se non ritenga di intervenire con urgenza per fare chiarezza onde evitare che chi si e' entusiasmato per il riutilizzo dei residui recuperabili si senta ora costretto a pensare che tutto cio' e' rifiuto, e soprattutto evitare un contenzioso tra magistratura e attivita' produttive che pesa enormemente sulla economia del nostro Paese. (2-01082)

 
Cronologia
mercoledì 13 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 525 voti a favore e 5 contrari, in seconda deliberazione la modifica dell'articolo 68 della Costituzione. Il provvedimento verrà approvato in seconda deliberazione e in via definitiva il 28 ottobre dal Senato (legge costituzionale 29 ottobre 1993, n. 3).

lunedì 1° novembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Entra in vigore il Trattato di Maastricht. Nasce l'Unione europea.