Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01089 presentata da TASSI CARLO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19931026
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per conoscere: se il Governo sia in accordo e in "linea" con il Ministro delle finanze in merito alla "circolare" per i controlli sui redditi e situazioni fiscali dei professionisti, come ad esempio gli avvocati qualificati come "penalisti" o "matrimonialisti"; quali siano i criteri addotti e adottati dal ministro per qualificare un "avvocato" come "penalista" o come "matrimonialista" posto che tali qualifiche non esistono in nessun idioma, ne' di categoria ne' di legge, ma solo nell'usuale linguaggio; quali siano i criteri per valutare la "fama" o anche la semplice "notorieta'", che pure sarebbero i "presupposti" per le specifiche indagini e la valutazione del "probabile" volume d'affari e reddito, ricavato e dichiarato; come mai non sia stato previsto che la notorieta' debba essere solo "professionale" e non anche derivante da altre attivita' come quelle sportive o, comunque, diverse da quella strettamente professionale; come mai non sia stato suggerito di tenere conto dell'esistenza, ancor oggi in questa Italia cosi' "mercificata" e "consumista", che esistono professionisti idealisti che, considerando la loro professione ancora una missione per la giustizia, assistono e difendono non solo gratuitamente, ma addirittura anticipando e spendendo del loro anche per le borsuali; come mai nei criteri non sia stato suggerito anche di tenere conto del fatto che alcuni professionisti, parte attiva di associazioni e animatori di queste aggregazioni della cosiddetta "societa' civile" assumono, in quella veste e solo per quel fine assistenze e difese dei piu' deboli e diseredati tra i cittadini; come mai il Ministro delle finanze non abbia disposto che analoga "indagine" fosse fatta anche sui dipendenti militari e civili del suo ministero molti dei quali mantengono un tenore di vita ben superiore alle somme pagate nei loro stipendi e ostentano costosissimi orologi, monili e accessori personali che tanti "penalisti" e "matrimonialisti", impegnati pur sempre a mantenere uno studio, dei dipendenti e le onerose spese di "giustizia", non possono nemmeno pensare di permettersi. (2-01089)