Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01094 presentata da TASSI CARLO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19931027
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per conoscere - premesso che: il trattamento del personale civile del Ministero della difesa sembra trovarsi in una sorta di palude retributiva, dal momento che il predetto trattamento avviene in piena violazione delle norme e del principio di cui all'articolo 36 della Costituzione della Repubblica. Infatti, pur essendo tutti stati assunti (rara avis, nell'amministrazione statale, ormai!) a seguito di concorsi regolari, con posti che erano separati per funzioni, mansioni e carriera e ben distinti da questi previsti e riservati ai militari, di fatto oggi la situazione di quel Ministero vede l'occupazione di quasi trentamila posti, che dovrebbero essere di personale civile della difesa, da parte di altrettanti militari, mentre e' prevedibile e di gia' minacciata la "messa in mobilita'" di altrettanti ventimila "civili" vale a dire avviati alla perdita del posto. Ma valga il vero e legale trattamento, con legge 12 dicembre 1962, n. 1842, il Governo fu delegato a emanare decreto legislativo con princi'pi di un "un piu' organico assetto delle direzioni generali, decentramento periferico, ammodernamento degli uffici, semplificazioni della struttura burocratica anche al fine di lasciare gli ufficiali e sottufficiali ai servizi di comando e istruzione, salve indispensabili temporanee destinazioni agli uffici, anche al fine di attuare una parita' di trattamento per una disciplina differenziata del personale civile escludendo ogni riferimento a quello militare. Di fatto di personale militare sono stati veramente e propriamente "invasi" gli uffici civili, con quasi tre "divisioni" (29 mila uomini, tra l'altro violando cosi' anche le norme a tutela dell'impiego del personale femminile che, come e' noto, non esiste in Italia come "militare"!). Il tutto e' stato attuato anche con mezzi artificiosi: basti pensare che l'ufficio segredifesa da un'iniziale organico di 15 unita', oggi e' quasi della forza di un "battaglione": circa 600 uomini (sempre e soltanto "uomini" perche' tutti militari). Il trattamento a parita' di funzioni e anche nello stesso ufficio (ove abusivamente e' stato inserito il personale militare in maniera fissa e organizzata al posto del civile) e' quanto meno di disparita', definibile come abissale: un sergente (ventenne) di prima nomina percepisce di piu' di un V livello con ben 36 anni di servizio. Ma le violazioni avvengono anche in "forza" del nuovo decreto del Presidente della Repubblica 3 febbraio 1993, n. 29, perche' personale civile che gia' da due, tre o quattro lustri svolge mansioni "superiori" viene ridotto alle funzioni iniziali del suo ruolo e al posto vengono immessi altri militari nonostante i diritti acquisiti anche ai sensi del disposto dell'articolo 4 comma 10 della legge n. 312 del 1980 (con un innumerevole contenzioso avanti i TAR in via di aumento a dir poco esponenziale con enorme dispendio di denaro poiche' un "pari grado" militare che svolge la stessa funzione del "civile" costa oltre il doppio in trattamento economico). In buona sostanza la difesa utilizza personale militare, in violazione di legge, in compiti e funzioni permanenti di natura tecnico-amministrativa, impropriamente, in quanto non tecnico-militare perche' non "di comando di reparto o di istruzione"; persiste pervicacemente in una sistematica sostituzione illegittima di personale militare dai suoi specifici compiti; sperpera denaro pubblico per il maggior costo (il doppio) nel trattamento economico. Tra l'altro sul punto e' stato richiesto intervento, al solito alla magistratura inquirente, sollecitata in "funzione sostitutiva" delle omissioni del Governo e del Ministro della difesa -: quali iniziative intenda assumere al riguardo. (2-01094)