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Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/01142 presentata da CASINI CARLO (DEMOCRATICO CRISTIANO) in data 19931110

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri del tesoro, dell'industria, commercio e artigianato e incaricato per le funzioni connesse al riordinamento delle partecipazioni statali. - Per sapere - premesso che: a 14 mesi dall'annunzio della vendita del Nuovo Pignone e ormai alla conclusione dell'asta internazionale, nessuno, ne' Governo ne' ENI, ha informato sulle ragioni che hanno portato: 1) a definire le attivita' del Nuovo Pignone non strategiche ed estranee al core business dell'ENI; 2) ad avviare un processo di privatizzazione che quasi certamente portera' il controllo della societa' nelle mani di concorrenti stranieri; nessuno sembra ricordare che questa societa', che opera nel settore dei macchinari per la petrolchimica, il gas e l'energia: ha un fatturato annuo di circa 2 mila miliardi di cui il 70-80 per cento destinato all'estero; dal 1975 ha ininterrottamente chiuso in attivo i propri bilanci; ha realizzato insediamenti industriali da Vibo Valentia a Sondrio; e' passata da mille agli attuali 5.500 addetti; ha almeno altrettante unita' lavorative, progressivamente qualificate, che operano in attivita' indotte; dal 1986 e' quotata in borsa, accedendo al listino senza alcun aiuto finanziario; detiene un elevatissimo patrimonio tecnologico grazie agli sforzi continuamente profusi in attivita' di ricerca e sviluppo; grazie a questo patrimonio tecnologico ha potuto fornire licenze per la costruzione dei propri prodotti alle piu' prestigiose industrie mondiali, fra le quali: General Elettric (USA); Siemens (Germania); Hitachi (Giappone); B.H.E.L (India); S.B.W (Cina). ha in atto eccezionali accordi industriali e di sviluppo tecnologico con paesi che hanno mercati immensi come la Russia e la Cina; in un momento in cui l'industria italiana viene accusata di non avere, in generale, fatto innovazione e ricerca, di non aver sviluppato prodotti competitivi a livello mondiale, di aver operato prevalentemente sul mercato nazionale protetto, di non poter garantire i livelli occupazionali, oggi, si sta cedendo una societa' come il Nuovo Pignone a gruppi stranieri concorrenti; questa operazione non potra' che portare, come finora e' sempre avvenuto in casi analoghi, al graduale trasferimento delle scelte industriali e delle attivita' di ricerca e sviluppo verso la nuova casa madre straniera provocando una ulteriore disoccupazione intellettuale nel paese, degrado tecnologico e riduzione dei livelli occupazionali; tra i piu' probabili acquirenti del Nuovo Pignone vi sono i suoi piu' temibili concorrenti: Dresser Clark (USA), leader mondiale con Nuovo Pignone nel settore della compressione di processo; Alsthom (Francia) - GEC (Inghilterra) che nel campo delle turbine a gas ed a vapore hanno prodotti e mercati che si sovrappongono a quelli del Nuovo Pignone; ABB (ASEA, Brown Boveri - Svezia-Svizzera) Atlas Copco (Svezia) che operano nel settore del Nuovo Pignone con turbine e compressori -: 1) se non debba essere riconsiderata, come richiesto da piu' parti, la delibera del Consiglio dei ministri del precedente Governo Amato del 30 dicembre 1992, riconoscendo, sulla base di una piu' valida politica industriale, che il Nuovo Pignone e' un'industria di interesse nazionale, strettamente sinergica con le societa' operative dell'ENI, che operano nel settore degli indrocarburi; 2) se, ove si ritenga di insistere nella privatizzazione, non si debba garantire che essa avvenga in forme che prevedano un coinvolgimento saldissimo dell'ENI, con partner tecnologico di tradizione consolidata e sostanziale non concorrente quale la General Elettric (USA) e con capitali italiani rappresentati da soci bancari ed azionariato diffuso, in ogni caso assicurando la maggioranza al capitale italiano. (2-01142)

 
Cronologia
venerdì 5 novembre
  • Politica, cultura e società
    Mario Segni fonda il Patto di rinascita nazionale.

mercoledì 17 novembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si insedia all'Aja il Tribunale internazionale per i crimini di guerra nella ex-Jugoslavia, istituito dal Consiglio di sicurezza dell'ONU.