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Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/01195 presentata da BOLOGNESI MARIDA (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19931210

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro dei trasporti e della marina mercantile, per sapere - premesso che: le interpellanze parlamentari cui il Governo aveva risposto in Aula il 15 ottobre 1993 avevano tutte evidenziato come, a quasi tre anni dalla tragica collisione fra il traghetto Moby Prince e la petroliera Agip Abruzzo non si sia fatta ancora luce sull'accaduto; al contrario, come purtroppo spesso e' accaduto nella storia della nostra Repubblica, anche su questa vicenda si allungano le ombre dai depistaggi; piu' il tempo passa e piu' la verita' sembra allontanarsi, infatti da un lato le indagini procedono eccessivamente a rilento e dall'altro emergono con sempre maggiore evidenza le spinte di forze che lavorano affinche' non si giunga ne' ad una plausibile ricostruzione dei fatti ne' all'individuazione di precise responsabilita'; in questo quadro e' particolarmente inquietante il comportamento di alcuni settori dello Stato, in particolare del massimo responsabile del corpo delle capitanerie di porto; come e' noto, l'ammiraglio Francese, abusando del proprio potere, ha compiuto un atto che si inquadra perfettamente nelle varie operazioni di depistaggio che sono state attuate nella vicenda Moby Prince; come tale deve essere infatti definita la circolare dallo stesso emessa in data 4 agosto 1993 (e successivamente in parte rettificata dopo l'intervento del ministro) che aveva nei fatti smontato artificialmente le conclusioni della Commissione di indagine ministeriale appositamente costituita, tentando di coprire le responsabilita' che la commissione aveva rilevato circa le gravi carenze e le omissioni nell'organizzazione nei soccorsi. Nella sua risposta il Governo rappresentato in aula il 15 ottobre dal sottosegretario onorevole Carta, in qualche modo rilevava sia l'inopportunita' dell'iniziativa del Francese, definendola "autonoma iniziativa" sia che la stessa era di fatto fuoriuscita dalle strette competenze dell'ammiraglio, e ne prendeva cosi' le distanze; opportunamente il Ministro Costa ha ritenuto come necessaria conseguenza della risposta del Governo sui fatti contestati prendere l'iniziativa di rimuovere cautelativamente da incarichi operativi gli ufficiali in servizio alla capitaneria livornese nella notte della tragedia. Tale atto aveva altresi' il compito di tutelare l'immagine ed il lavoro del Corpo della capitaneria di porto, individuando precise responsabilita' senza ingiuste generalizzazioni. Tale atto infatti rientra nelle competenze specifiche del ministro, come disposto dall'articolo 3 del decreto legislativo n. 397 del 7 aprile 1947 che recita: "I provvedimenti concernenti l'impiego amministrativo, ivi compresi i traaferimenti, le missioni e le applicazioni ad altri uffici, spettano al ministero della marina mercantile", mentre i provvedimenti disciplinari devono essere adottati di concerto con il ministro della difesa; nonostante cio' l'iniziativa del ministro Costa ad oggi risulta essere solo una sorta di indicazione di indirizzo, che non e' stata, peraltro, assunta come operativa dalle capitanerie di porto interessate. E' quindi necessaria una verifica da parte del ministro sugli effetti della propria iniziativa ai fini di una sua concreta applicazione, nonche' opportuna l'ipotesi di addivenire, di concerto con il ministro della Difesa, a provvedimenti disciplinari sulla base delle risultanze della commissione ministeriale d'inchiesta; anche in questo caso, come in altri, che hanno di recente visto militari anteporre interessi di parte a quelli del proprio ufficio, ci si trova di fronte ad un particolare aspetto della crisi istituzionale e morale che attanaglia il Paese. Non e' infatti molto diverso dal punto di vista della valutazione morale e dell'opportunita' politica, per il rispetto che lo Stato deve ai sentimenti dei parenti delle vittime l'operato dell'ammiraglio Francese da quello di altri militari che hanno infranto la loro deontologia ed i loro doveri; dai militari che hanno coperto la verita' su Ustica ai depistatori di professione dei nostri servizi segreti; si inseriscono ad aggravare il quadro le recenti affermazioni del Sottosegretario alla Marina mercantile Senatore Selletti. Se, come ormai appare evidente la tragedia del Moby Prince risulta essere l'effetto di varie cause concomitanti, il Senatore Sellitti punta con decisione l'indice sulle condizioni di sicurezza delle navi italiane, in particolare di quelle gestite dall'armamento privato, sottolineando coma la flotta pubblica (FINMARE) non abbia mai visto il verificarsi di simili incidenti. Egli infatti afferma in una lettera ufficiale inviata ai parenti delle vittime in data 20 novembre 1993: "i nostri armatori debbono comprendere che il recupero della competitivita' non puo' essere fatto sulla pelle della gente di mare e sui passeggeri che ad essi si affidano, attraverso il raccatto di "carrette", a costi stracciati da flotte estere che ben volentieri le dismettono". Gli interpellanti si domandano: quali siano dunque le condizioni della nostra flotta se dallo stesso ministero giunge una denuncia tanto forte. Del resto la magistratura sta iniziando ad indagare anche sull'operato del Ministero della Marina mercantile. Si profila una vera e propria "Tangentopoli" del mare con finanziamenti a pioggia per costruire navi sulle carcassa di vecchi rottami come lo Stockolm che affondo' l'Andrea Doria nel 1956; se il Moby Prince non fosse una di queste "carrette", quale sia la "storia" di questa nave e come si sia giunti al rilascio delle certificazioni della nave e chi ne sia stato responsabile. Vi sono diverse testimonianze di familiari dei marittimi da cui si rileva come gli standard di manutenzione della nave fossero assai carenti e come lavori necessari fossero costantemente rinviati; se e' a questi fatti che il Senatore Sellitti allude quando cita "il problema delle manutenzioni" quale questione centrale rispetto alla sicurezza dei mezzi navali. A conferma dei dubbi suona altresi' la mancata querela, annunciata per mezzo stampa dalla NAVARMA nei confronti dell'esponente del Governo e mai inoltrata, segno forse della volonta' di dare pubblicita' ad una irritata e netta autodifesa, ma di non essere in grado di sostenere nella realta' tali posizioni. Per questo gli interpellanti chiedono al Governo fermezza e atti concreti. Occorre un segnale inequivocabile circa la volonta' politica di togliere ogni spazio concreto di azione a chi vuole depistare e allontanare la verita' -: come il Governo intenda attuare tutte la iniziative necessarie, nell'ambito dalla proprie competenze, affinche' venga rapidamente alla luce la verita' sulla vicenda Moby Prince e vengano colpite le eventuali responsabilita'; quale sia la conseguenza operativa dell'iniziativa del Ministro della marina mercantile riguardo la rimozione cautelativa da incarichi operativi degli ufficiali coinvolti nella vicenda Moby Prince; se non si intendano adottare, di concerto con il ministro della difesa, gli opportuni provvedimenti disciplinari; se non appaia opportuno rimuovere dal proprio incarico l'ammiraglio Francese che ha con il proprio operato contravvenuto ai doveri del proprio ufficio colpendo i sentimenti dei parenti delle vittime della tragedia, non ha reso ad oggi operativi gli indirizzi del ministro circa la rimozione cautelativa e nuociuto gravemente alla credibilita' e al prestigio dello Stato e dell'amministrazione che lo stesso rappresenta ai piu' elevati livelli di responsabilita'; se non si ritenga necessario, a fronte della presa di posizione del senatore Sellitti, rendere nota tutta la documentazione in possesso del Ministero della marina mercantile circa la nave Moby Prince; quale sia il contenuto della documentazione relativa alle visite di sicurezza effettuate sul Moby Prince nonche' la regolarita' delle varie certificazioni della nave, quali le verifiche effettuate su tali documentazioni e chi siano i responsabili del loro rilascio; se non si ritenga opportuno promuovere un'indagine conoscitiva circa le condizioni di sicurezza e di lavoro a bordo delle navi mercantili e da passeggeri della flotta nazionale. (2-01195)

 
Cronologia
martedì 23 novembre
  • Politica, cultura e società
    A Casalecchio di Reno (Bologna), durante l'inaugurazione di uno shopping center, Silvio Berlusconi annuncia la sua decisione di entrare in politica e di fondare un partito moderato. Qualche giorno dopo nasce l'associazione Forza Italia.