Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/21124 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19940111
Al Ministro dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che: sabato 18 dicembre 1993 alle ore 9,30 a Seriate (Bergamo) e' stata inaugurata una nuova parte del Palazzo comunale progettata e costruita con numerose barriere architettoniche tali da renderlo completamente inaccettabile a persone con ridotta o impedita capacita' motoria. In particolare sono state violate: la legge 30 marzo 1971, n. 118, articolo 27; il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384; la legge 28 febbraio 1986, n. 41, articolo 32, comma 20; la legge 5 febbraio 1992, n. 104, articolo 24 -: come intende procedere per far applicare quanto previsto dalle suddette leggi ed in particolare per quanto enunciato dalla legge 28 febbraio 1986, n. 41, articolo 32, comma 20: "Non possono essere approvati progetti di costruzione o ristrutturazione di opere pubbliche che non siano conformi alle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384, in materia di superamento delle barriere architettoniche. Non possono altresi' essere erogati dallo Stato o da altri enti pubblici contributi o agevolazioni per la realizzazione di progetti in contrasto con le norme di cui al medesimo decreto". (4-21124) Ai Ministri dell'industria, commercio e artigianato e incaricato delle funzioni connesse al riordino delle partecipazioni statali, del tesoro e del commercio estero. - Per conoscere - premesso che: il NUOVO PIGNONE sta per essere dismesso tra non poche perplessita'; e' stata sottoscritta a Roma una convenzione della durata di 13 anni e mezzo tra il consorzio NUOVO PIGNONE-SNAM PROGETTI e TRAGAZ e GAZPROM - l'ente di stato russo per il gas - per un valore di 3.400 miliardi che riguarda la fornitura di materiale ed apparecchiature al GAZPROM e la cui restituzione e' assicurata da garanzie legate all'acquisto di gas naturale da parte della SNAM; si assume che cio' "rivaluti" (ma non si conosce per nulla la base di partenza) il prezzo di vendita del NUOVO PIGNONE per la quale gara vi sono quattro concorrenti - manco a dirlo tutti stranieri - e cioe' la GEC-ALSTHOM, l'ABB-ATLAS, la DRESSER-INGERSOLL RAND, la GENERAL ELECTRIC insieme ad un gruppo di banche italiane; appare scarsamente credibile quanto si assume, tra l'altro, in un comunicato ENI, secondo il quale "l'accordo dara' un importante contributo allo sviluppo dell'occupazione in Italia, coinvolgendo nelle forniture anche molte aziende italiane della piccola e media industria" mentre, si assume ancora, parte delle apparecchiature sarebbero prodotte dal NUOVO PIGNONE in collaborazione con aziende russe nell'ambito del programma di riconversione dell'industria bellica ex sovietica; i dirigenti del NUOVO PIGNONE due giorni dopo la predetta notizia hanno fatto pubblicare sui quotidiani una nota di diverso tenore nella quale si legge: "La privatizzazione del Nuovo Pignone sembra ormai alle battute conclusive e gravi preoccupazioni desta ognuna delle ipotesi di cessione fra le quali ci si appresta a scegliere. I Dirigenti del Nuovo Pignone, pur condividendo la necessita' del processo di privatizzazione instaurato nel Paese, denunciano nel caso specifico la improvvisazione e la superficialita' con cui questa e' stata disposta dal Governo precedente e portata avanti da quello attuale. Ancora una volta non ci si preoccupa del destino della Societa' ne' del depauperamento tecnologico del Paese, pur di mostrare al mondo un qualche risultato sulla tanto decantata via della privatizzazione delle imprese di Stato. Ci hanno detto che l'acquirente del Nuovo Pignone sara' straniero e concorrente, perche' non si e' fatto avanti nessun altro, ma ci hanno anche detto che "piano industriale" salvaguardera' l'integrita' e lo sviluppo dell'Azienda: peccato che il "piano industriale" debba poi fare i conti con le leggi del mercato che, chi ha disposto l'operazione, ignora o vuole ignorare. Inoltre, si puo' parlare di salvaguardia quando l'attivita' industriale e' alimentata da legami tecnologici che possono variare o addirittura essere cancellati, se certi delicati equilibri vengono a mancare? Ci hanno anche detto che il Nuovo Pignone non e' "strategico": guarda caso, il recentissimo accordo con la Russia per la fornitura all'Italia di quantitativi aggiuntivi di gas naturale per i prossimi venti anni, che secondo ENI costituisce "un ulteriore rafforzamento della collaborazione industriale e tecnologica fra il Gruppo ENI e la Federazione russa", vede il Nuovo Pignone protagonista determinante con le sue forniture di macchinari ed apparecchiature. Ci hanno detto infine che hanno bisogno di soldi e per questo hanno messo in vendita i pezzi migliori: cosi' noi pagheremo il conto per non aver dato accesso alle lottizzazioni dei partiti, per aver investito nella ricerca, per le corrette scelte tecnologiche e strategiche, per aver, insomma, costruito una Societa' che ora e' contesa da colossi internazionali che si vogliono appropriare del suo patrimonio industriale e del suo mercato. I Dirigenti del Nuovo Pignone, dopo aver tentato a lungo con spirito fattivo e collaborativo di prospettare schemi di privatizzazione che fossero in grado di garantire il futuro di una Societa' che genera ricchezza da venti anni, si dissociano dalla linea invece intrapresa e perseguita finora dal Governo, che dovra' assumersi la piena responsabilita' delle conseguenze che ne deriveranno per il Nuovo Pignone e per il Paese" -: quale sia l'avviso del Governo in ordine alle puntuali preoccupazioni espresse dai suddetti dirigenti del NUOVO PIGNONE; ed inoltre: quale fosse il prezzo base d'asta prima dell'accordo con la GAZPROM ed in che misura esso sia stato incrementato dopo l'accordo; chi abbia valutato il NUOVO PIGNONE; come mai si cede a cuor leggero a stranieri, senza ritenere che la sua produttivita' debba rientrare nel quadro di uno straccio di politica industriale nazionale, una azienda come il NUOVO PIGNONE; quali banche italiane facciano parte di uno dei gruppi interessati all'asta; come sia stato calcolato che l'accordo con la GAZPROM consentira' "un importante contributo allo sviluppo dell'occupazione in Italia" ed in quale misura cio' avverrebbe; quali siano le molte piccole e medie aziende industriali italiane che verranno coinvolte; quali lavorazioni, per quali importi e per quali ore di lavoro saranno effettuate dal NUOVO PIGNONE nell'ambito dell'accordo; se in sede di vendita del NUOVO PIGNONE verranno stipulati patti che garantiscano davvero quanto precede in relazione alla occupazione sia del NUOVO PIGNONE che delle piccole e medie industrie, con formali riserve di lavorazione in favore delle aziende e di quelle altre piccole e medie, per prevenire e sconfiggere la logica perversa delle multinazionali acquirenti che, come e' noto, tendono a privilegiare produzioni ed acquisti laddove possono essere effettuati con costi piu' contenuti, anche a costo dell'assoluta insensibilita' nei confronti dei diritti anche sociali dei lavoratori, secondo cioe' le dure "regole" del mercato. (4-21124)